Con la fine dell'anno scolastico appena archiviata, l'estate è il momento in cui le scuole preparano il rientro anche sul fronte della sicurezza degli edifici. Prima della riapertura di settembre, dirigenti scolastici e personale sono chiamati a completare una serie di adempimenti già previsti dalla legge: aggiornare la valutazione dei rischi, verificare impianti e vie di fuga, programmare prove di evacuazione e formazione. Non si tratta di nuove regole, ma degli obblighi che ogni anno tornano puntuali con la ripresa delle attività didattiche.
La cornice: il Testo Unico sulla sicurezza
Il riferimento resta il Decreto legislativo 81 del 2008, il cosiddetto Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che si applica anche alle scuole. La logica è semplice: l'edificio scolastico è considerato a tutti gli effetti un luogo di lavoro. Il dirigente scolastico assume il ruolo di datore di lavoro, con i relativi obblighi e responsabilità; i docenti e il DSGA, in base alle mansioni, possono rivestire il ruolo di preposti. Gli studenti, invece, sono equiparati ai lavoratori nei momenti in cui usano laboratori, attrezzature o palestre.
Chi risponde dell'edificio e chi dell'organizzazione
Un punto che genera spesso confusione riguarda le competenze. La manutenzione dell'edificio – strutture, impianti, interventi straordinari – spetta all'ente proprietario: i Comuni per gli edifici del primo ciclo, le Province e le Città metropolitane per le scuole secondarie di secondo grado. La scuola, dal canto suo, è responsabile dell'organizzazione della sicurezza: valutazione dei rischi, procedure di emergenza, informazione e formazione del personale.
In pratica, se un intervento riguarda la messa a norma di un tetto o di un impianto, il dirigente segnala e sollecita l'ente proprietario, ma non può realizzarlo con risorse proprie. Documentare per iscritto le segnalazioni è, per questo, una tutela fondamentale.
Cosa controllare prima di riaprire
Gli adempimenti su cui concentrarsi nelle settimane che precedono l'avvio dell'anno scolastico sono in buona parte ricorrenti. Ecco i principali:
- Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): va aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni (nuovi spazi, nuove attività, lavori edilizi eseguiti durante l'estate).
- Nomine e incarichi: verificare che siano operative le figure del sistema sicurezza, dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) agli addetti antincendio e al primo soccorso, fino al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).
- Impianti e presìdi: estintori, luci di emergenza, porte tagliafuoco, sistemi di allarme e uscite di sicurezza devono essere controllati e i relativi esiti annotati nei registri.
- Piano di emergenza ed evacuazione: da rivedere e diffondere, prevedendo l'assistenza a persone con disabilità. Nel corso dell'anno restano previste le prove periodiche.
- Formazione: controllare le scadenze dei corsi obbligatori per dirigenti, preposti e lavoratori, così da programmare per tempo eventuali aggiornamenti.
Il ruolo del personale ATA
Il personale ATA ha un peso concreto in questa fase. I collaboratori scolastici sono spesso i primi a intercettare situazioni di pericolo – una porta che non chiude, un'uscita ostruita, un impianto che non funziona – e hanno il dovere di segnalarle tempestivamente. Gli assistenti amministrativi e il DSGA seguono la parte documentale e organizzativa, dalla tenuta dei registri alla gestione delle nomine. Anche per loro valgono gli obblighi di partecipazione ai percorsi formativi.
La sicurezza degli edifici tra le priorità del Ministero
Sul fronte delle risorse, la sicurezza degli edifici scolastici è indicata come uno degli assi prioritari dell'azione ministeriale. Nell'Atto di indirizzo per il 2026 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha confermato l'impegno a migliorare la qualità e la sicurezza degli ambienti di apprendimento, sostenendo gli enti proprietari nell'adeguamento alle norme, e a rafforzare il monitoraggio del patrimonio scolastico attraverso l'Anagrafe dell'edilizia scolastica. Si tratta di indirizzi programmatici, la cui attuazione concreta dipende dagli interventi che verranno realizzati sul territorio.
Cosa fare adesso
Per le scuole il messaggio è chiaro: usare le settimane estive per mettere in ordine documenti, verifiche e nomine, così da arrivare al primo giorno di lezione senza scoperture. Per il personale, vale la pena verificare la propria posizione formativa e sapere a chi segnalare eventuali criticità. Per approfondire note e comunicazioni ufficiali resta utile il portale del Ministero, nella sezione comunicati stampa del MIM.