AMP
Docenti

Immissioni in ruolo 2026: come funziona la scelta della sede

09 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Le assunzioni a tempo indeterminato dei docenti per il 2026/27 si avvicinano, e quando partiranno la sede di servizio si sceglierà in due tempi: prima la provincia, poi la singola scuola. Tutto avverrà online su Istanze Online (POLIS). Per ora, però, non c'è nulla da fare sulla piattaforma per la fase ordinaria: mancano ancora il via libera del Ministero dell'Economia sul numero dei posti e la nota con le istruzioni operative. La cosa utile adesso è farsi trovare pronti.

Chi è in attesa del ruolo dalle graduatorie ad esaurimento (GaE) o dalle graduatorie di merito dei concorsi non deve quindi presentare alcuna domanda in questi giorni. Le convocazioni le gestiranno gli Uffici scolastici regionali (USR) con avvisi dedicati, non appena il quadro sarà definito.

Come si sceglie la sede: le due fasi

La procedura, quando si aprirà, è articolata in due passaggi distinti e consecutivi.

Fase 1 – la provincia. Il docente convocato accede al sistema e ordina secondo le proprie preferenze le province della regione di riferimento. Ottenere una provincia in questa fase equivale, di fatto, alla certezza del ruolo: significa che in quell'area esiste un posto disponibile. Chi è inserito in più classi di concorso gestite nello stesso turno dovrà indicare l'ordine di preferenza anche tra le classi.

Fase 2 – la scuola. Assegnata la provincia, si sceglie la sede tra le scuole disponibili in quel territorio. Attenzione a un punto delicato: se le sedi indicate non risultano disponibili, il sistema procede all'assegnazione d'ufficio, partendo dal comune indicato nella domanda. Le finestre di scelta sono spesso molto brevi — talvolta di sole 24-48 ore — quindi conviene tenersi monitorati.

A che punto siamo

Il passaggio che ancora manca è l'autorizzazione del contingente da parte del Ministero dell'Economia, cioè il numero massimo di assunzioni che lo Stato può coprire. Senza quel decreto — e senza la successiva nota con le istruzioni operative — le nomine ordinarie non possono partire. Al momento della pubblicazione di questo articolo entrambi gli atti risultano ancora attesi.

I posti liberi dopo la mobilità sono già stimati, ma restano un bacino teorico, non le assunzioni effettive: secondo la UIL Scuola RUA si tratta di quasi 48.000 cattedre vacanti, mentre le proiezioni della FLC CGIL indicano una cifra intorno ai 46.800. Il numero reale delle immissioni sarà pari o inferiore a queste soglie, in base a quanto il MEF deciderà di finanziare. La ripartizione resta quella consueta: metà dei posti alle GaE e metà alle graduatorie concorsuali; dove le GaE sono esaurite, la quota confluisce nelle procedure dei concorsi.

Il calendario, ancora provvisorio

Nell'informativa ai sindacati del 26 giugno scorso il Ministero ha illustrato un cronoprogramma di massima. Sono date da prendere con cautela, perché diventeranno definitive solo con gli atti ufficiali e con gli avvisi dei singoli USR:

I turni concreti e le finestre di accettazione, però, arriveranno solo dopo la ripartizione dei posti, provincia per provincia.

Cosa fare adesso

In attesa degli atti, ci sono comunque alcune cose pratiche da sistemare per non farsi trovare impreparati:

Un'ultima raccomandazione per chi partecipa a più canali — per esempio GaE e concorso, oppure graduatorie di regioni diverse: possono arrivare proposte di nomina in parallelo, da gestire con attenzione seguendo le indicazioni operative che pubblicheranno gli USR. La certezza, in ogni caso, arriva solo dai canali istituzionali: i comunicati sindacali sono utili per seguire l'informativa, ma i tempi ufficiali li fissano il Ministero e gli Uffici scolastici regionali.

Tags: docenti immissioni in ruolo istanze online
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa