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Carta del Docente 2026: scadenze e come usare il bonus

08 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Se dallo scorso anno ti è rimasto del credito sulla Carta del Docente, hai tempo fino al 31 agosto 2026 per spenderlo: dopo quella data quella parte si perde e non si recupera. I 383 euro accreditati per l'anno in corso, invece, puoi spenderli con più calma, perché restano validi fino al 2027. Con meno di due mesi al primo termine, conviene controllare subito il borsellino elettronico e capire quanta parte del saldo è davvero in scadenza.

Le due scadenze da non confondere

La Carta funziona su base biennale: ogni somma accreditata si può spendere nell'anno di erogazione e in quello successivo. In questo momento nel portafoglio di molti docenti convivono due importi con destini diversi:

L'equivoco che ogni estate fa perdere soldi a migliaia di insegnanti nasce proprio qui: sul portale i due importi si sommano in un unico totale, e chi guarda solo la cifra complessiva pensa che tutto scada insieme. Non è così. La parte più "vecchia" del borsellino ha i giorni contati; quella nuova può aspettare.

Come controllare il saldo e generare i buoni

Per verificare quanto hai e a quale annualità appartiene, entra nell'area personale del portale ufficiale cartadeldocente.istruzione.it con SPID o CIE. Controlla non solo il totale, ma il dettaglio per anno: è lì che vedi la quota in scadenza a fine agosto.

Attenzione a un punto che spesso sfugge: generare un buono non basta. Il credito viene scalato solo quando l'esercente valida il voucher al momento dell'acquisto. Un buono creato ma non utilizzato scade insieme al credito da cui è stato tratto. Quando generi un buono, la piattaforma di norma attinge prima dal credito più vecchio: un meccanismo che ti tutela, ma solo se effettui almeno un acquisto prima del 31 agosto. Se resti fermo, il residuo 2024/2025 sparisce lo stesso.

Cosa puoi comprare

Le categorie ammesse restano quelle legate alla formazione e alla cultura: libri, riviste e pubblicazioni anche in formato digitale; corsi di formazione e aggiornamento, master e perfezionamenti universitari; ingressi a musei, mostre, teatri e cinema; hardware e software per la didattica. A queste si aggiungono le novità di quest'anno: gli strumenti musicali e i servizi di trasporto di persone, come gli abbonamenti ai mezzi presso esercenti accreditati.

Un vincolo da tenere presente se stai pensando a un dispositivo: l'acquisto di hardware e software è consentito una volta ogni quattro anni. Se usi il bonus per un notebook o un tablet, non potrai ripetere quel tipo di acquisto nei quattro anni seguenti. Meglio ragionarci prima di generare il buono, tenendo conto anche del residuo in scadenza.

Precari e chi lascia il servizio

Da quest'anno la Carta spetta in modo strutturale anche ai supplenti: ne hanno diritto i docenti con contratto annuale (fino al 31 agosto) e quelli con incarico fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), oltre al personale educativo. L'importo per il 2025/2026 è stato fissato a 383 euro — meno dei 500 euro degli anni scorsi — perché la stessa dotazione statale è ora ripartita su una platea molto più ampia, che ha superato il milione di beneficiari.

Una segnalazione per chi cessa dal servizio dal 1° settembre 2026, per esempio per pensionamento: in quel caso il credito ordinario va speso entro il 31 agosto 2026, perché con la fine del rapporto di lavoro il borsellino si chiude. Se sei un supplente e hai dubbi sul tuo diritto, i riferimenti più affidabili restano il portale del Ministero e il tuo sindacato di categoria.

Cosa fare adesso

In sintesi: entra nel portale, guarda il saldo distinto per annualità e individua l'eventuale residuo 2024/2025. Se c'è, pianifica un acquisto nelle prossime settimane, senza aspettare gli ultimi giorni di agosto, quando la piattaforma è tradizionalmente più lenta. I 383 euro di quest'anno, invece, possono attendere: hai tempo fino all'estate del 2027.

Tags: docenti carta del docente formazione docenti
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