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Docenti

Immissioni in ruolo 2026: attesa per il contingente ministeriale

07 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Le assunzioni a tempo indeterminato dei docenti per il 2026/27 sono a un passo dal via, ma manca ancora l'atto decisivo: l'autorizzazione del contingente nazionale, cioè il numero di posti che lo Stato può effettivamente coprire. La richiesta è stata trasmessa ai Ministeri competenti — Economia e Funzione pubblica — e, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, riguarda tutti i posti rimasti vacanti e disponibili dopo la mobilità: oltre 44mila cattedre.

Per chi è in graduatoria, quindi, il messaggio è duplice: da un lato non c'è ancora nulla da fare su Istanze Online, perché senza il decreto le nomine non possono partire; dall'altro conviene tenersi pronti, perché una volta arrivato il via libera le operazioni si concentreranno in poche settimane, con l'obiettivo di assegnare le sedi entro la fine di luglio.

Cosa manca davvero

Il passaggio che tutti attendono è il decreto ministeriale con il contingente autorizzato. È l'atto che trasforma i posti vacanti — la disponibilità teorica emersa dopo i trasferimenti — in assunzioni reali. I due numeri non coincidono quasi mai: il contingente fissa un tetto di spesa e può risultare inferiore alle cattedre libere. Per dare un ordine di grandezza, lo scorso anno furono autorizzate circa 48.500 assunzioni a fronte di un numero di posti vacanti più alto.

Quest'anno il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha chiesto di poter assumere sull'intera platea dei posti disponibili. Se la richiesta venisse accolta integralmente, sarebbe un segnale importante per le decine di migliaia di aspiranti in attesa. Ma finché il decreto non viene pubblicato, ogni cifra resta una stima: le proiezioni sindacali sui posti vacanti oscillano infatti tra i 46mila e i 48mila, a seconda delle elaborazioni, e il numero finale delle immissioni si conoscerà solo con l'atto ufficiale e la ripartizione tra regioni e classi di concorso.

Il cronoprogramma: sedi entro fine luglio

Il calendario delle operazioni, invece, è già stato delineato. Nell'informativa ai sindacati di fine giugno il Ministero ha illustrato le tappe delle nomine, riprese nei comunicati delle organizzazioni di categoria, tra cui la FLC CGIL. In sintesi:

La presa di servizio, per chi verrà assunto, resta fissata al 1° settembre 2026.

Proprio la compressione dei tempi è uno dei punti critici segnalati dai sindacati: nello stesso periodo, tra il 16 e il 29 luglio, è calendarizzata anche la finestra per le 150 preferenze delle GPS, e le organizzazioni hanno chiesto al Ministero di evitare sovrapposizioni con le istanze di assegnazione provvisoria e utilizzazione.

Come funzioneranno le nomine

Una volta pubblicato il decreto con la ripartizione regionale, gli Uffici scolastici distribuiranno i posti tra le procedure — metà alle Graduatorie ad esaurimento, dove ancora ci sono aspiranti, e metà alle graduatorie di merito dei concorsi, con travaso automatico quando le GaE sono esaurite — e tra le classi di concorso. Poi partiranno i turni di nomina in due fasi: prima la scelta della provincia, poi quella della scuola, entrambe su Istanze Online. I vincitori dei concorsi, compresi quelli PNRR, hanno la precedenza sugli idonei; per i posti eventualmente residui potranno entrare in gioco gli elenchi regionali.

Cosa fare adesso

In questa fase di attesa non ci sono adempimenti da compiere, ma alcune mosse aiutano a non farsi trovare impreparati: verificare le credenziali di accesso a Istanze Online, controllare la propria posizione nelle graduatorie di riferimento e seguire gli aggiornamenti sui canali ufficiali, a partire dalla sezione news del Ministero e dagli avvisi degli Uffici scolastici regionali. Quando il contingente sarà autorizzato, le convocazioni potrebbero arrivare a stretto giro: chi riceverà una proposta di nomina dovrà rispondere nei termini indicati, pena la decadenza dalla sede o l'assegnazione d'ufficio.

Tags: precariato docenti immissioni in ruolo
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