Con la fine di giugno si è chiusa la stagione formativa 2025/26 dei percorsi OrientaMenti, i corsi INDIRE sulla piattaforma Scuola Futura dedicati ai docenti tutor e orientatori. Per gli insegnanti che hanno completato il percorso e scaricato l'attestato, quel documento è la chiave che apre le porte all'incarico: senza formazione conclusa, infatti, il dirigente scolastico non può procedere alla nomina. Chi invece non è riuscito a iscriversi in tempo dovrà attendere le prossime indicazioni ministeriali, che negli anni scorsi sono arrivate tra l'autunno e l'inizio dell'inverno.
Facciamo il punto su cosa è successo quest'anno e su cosa conviene tenere d'occhio in vista di settembre.
Una stagione formativa in tre percorsi
Nell'anno scolastico appena concluso l'offerta OrientaMenti, realizzata da INDIRE su incarico del Ministero dell'Istruzione e del Merito, si è articolata in tre corsi online sulla piattaforma Scuola Futura. Il corso base per la scuola secondaria di secondo grado, arrivato alla quarta edizione, era il passaggio obbligato per chi puntava a un primo incarico da tutor o orientatore: chi aspirava alla nomina doveva concluderlo entro il 28 febbraio scorso, mentre per tutti gli altri docenti il percorso è rimasto fruibile fino al 30 giugno.
Accanto al corso base, due novità hanno segnato l'anno: un corso avanzato per chi aveva già l'attestato del livello base e voleva approfondire curricolo orientativo, strumenti didattici innovativi e personalizzazione dei percorsi; e soprattutto un corso base dedicato alla scuola secondaria di primo grado, un segnale che molti osservatori hanno letto come l'anticipo di un'estensione del modello anche alle scuole medie.
Perché la formazione conta davvero
I docenti tutor e orientatori sono figure introdotte dalle Linee guida per l'orientamento (D.M. n. 328 del 22 dicembre 2022), nel quadro della riforma dell'orientamento prevista dal PNRR. Accompagnano gli studenti delle ultime tre classi delle superiori — e le loro famiglie — nelle scelte scolastiche e professionali, anche attraverso i moduli di orientamento di almeno 30 ore annue e strumenti come l'e-portfolio.
Il superamento del percorso OrientaMenti è prerequisito per la nomina. Secondo le indicazioni fornite dal MIM per il 2025/26 con la nota di dicembre, il collegio dei docenti delibera i criteri di precedenza tenendo conto, in via preferenziale, dell'esperienza già maturata come tutor o orientatore, dello svolgimento di compiti affini (funzione strumentale per l'orientamento, referente per la dispersione scolastica, PCTO, inclusione), dell'anzianità di servizio e della disponibilità a ricoprire l'incarico per almeno un triennio. Chi ha l'attestato in tasca, insomma, parte con un vantaggio concreto quando a settembre le scuole torneranno a individuare le proprie figure dell'orientamento.
Cosa aspettarsi per il 2026/27
Al momento non sono state ancora diramate le indicazioni ministeriali per il nuovo anno scolastico: negli anni passati la nota su risorse, compensi e nuove edizioni dei corsi è arrivata nella seconda parte dell'anno solare. È quindi ragionevole attendersi, anche per il 2026/27, una nuova edizione del corso base per chi non ha ancora la formazione, ma tempi e modalità andranno confermati dai canali ufficiali.
Resta aperta, sullo sfondo, la questione delle risorse: nei mesi scorsi l'ANP, l'associazione dei dirigenti scolastici, ha sollecitato pubblicamente l'amministrazione a garantire un quadro finanziario chiaro e stabile per tutor e orientatori, lamentando i ritardi nell'assegnazione dei fondi alle scuole per l'anno in corso. Un nodo che il Ministero sarà chiamato a sciogliere prima dell'avvio del nuovo anno.
Cosa fare adesso
Per i docenti interessati, i passi utili in questa fase estiva sono pochi e semplici:
- Chi ha completato un percorso OrientaMenti: verificare di aver scaricato l'attestato dalla propria area personale su Scuola Futura e conservarlo, perché sarà il documento da esibire in vista di un'eventuale candidatura.
- Chi non ha ancora la formazione: monitorare la piattaforma Scuola Futura e le comunicazioni della propria scuola tra fine estate e autunno, quando dovrebbero essere annunciate le nuove edizioni dei corsi.
- Chi punta all'incarico: tenere presente che contano anche l'esperienza pregressa in attività di orientamento e la disponibilità pluriennale, criteri che i collegi docenti valorizzano nella scelta.
L'orientamento, del resto, è ormai un tassello strutturale della scuola italiana: farsi trovare pronti, con la formazione già completata, è il modo migliore per giocarsi le proprie carte a settembre.



