In queste settimane le scuole passano dall'organico di diritto all'organico di fatto: gli Uffici Scolastici adeguano cattedre, spezzoni e posti alla situazione reale degli istituti, e nei singoli plessi il dirigente scolastico assegna i docenti alle classi. Per chi insegna, questo è il momento in cui si definisce concretamente dove e su quali classi lavorerà il prossimo anno. Vediamo chi decide cosa, con quali criteri e in che tempi.
Cosa significa "organico di fatto"
L'organico di diritto è la dotazione stabile delle scuole, definita in primavera sulla base degli alunni iscritti, delle classi previste e dei parametri di legge. È la fotografia "teorica" dei posti. L'organico di fatto arriva dopo, in estate, e serve ad adeguare quella dotazione alla realtà: iscrizioni che nel frattempo sono cambiate, esigenze di sostegno emerse, classi che si formano o non si formano, plessi da coprire.
In pratica, tra luglio e agosto gli Uffici Scolastici Regionali e territoriali intervengono su cattedre, spezzoni orari e posti disponibili. Molti di questi posti sono annuali: valgono solo per il 2026/2027 e non modificano la dotazione stabile della scuola. È su questi posti che poi si innestano supplenze e, dove previste, le assegnazioni provvisorie. Il quadro nazionale di riferimento resta quello fissato dalla nota del MIM sull'organico dell'autonomia 2026/2027, che ha dato agli Uffici scolastici le istruzioni operative per il calcolo dei posti.
Chi assegna i docenti alle classi
Questo è il punto che più interessa docenti di ruolo e neoassunti. L'assegnazione dei docenti alle classi spetta al dirigente scolastico. Non è però una scelta libera: il dirigente deve muoversi dentro una cornice definita dagli organi collegiali della scuola.
Il meccanismo è a due passaggi:
- il Consiglio di istituto delibera i criteri generali per l'assegnazione dei docenti ai plessi e alle classi;
- il Collegio dei docenti ha funzione propositiva: formula proposte di cui il dirigente deve tenere conto.
Sono due ruoli distinti: il Consiglio fissa i criteri, il Collegio propone, il dirigente applica. Il dirigente può anche discostarsi dai criteri indicati, ma in quel caso deve motivare per iscritto la propria decisione. È una garanzia importante: significa che una scelta diversa dalle regole condivise non può essere lasciata all'arbitrio, ma va spiegata.
Il criterio prioritario: la continuità didattica
Tra i criteri che orientano l'assegnazione, la continuità didattica è generalmente considerata prioritaria: tenere lo stesso docente sulla stessa classe o sullo stesso corso, quando possibile, è ritenuto un valore per gli studenti. Accanto alla continuità pesano di solito anche le competenze professionali del docente e il buon andamento del servizio, cioè l'esigenza di coprire in modo equilibrato tutte le classi e le discipline.
Attenzione, però: la continuità è un criterio prioritario, non un diritto assoluto. Può cedere di fronte a esigenze organizzative concrete — una classe che non riparte, un posto che cambia, una cattedra che si ricompone diversamente in organico di fatto. Proprio per questo molte situazioni che a giugno sembravano definite vengono in realtà chiuse solo durante l'estate.
Cosa può cambiare per chi è già di ruolo
Il passaggio all'organico di fatto può incidere sulla sede di servizio e sull'assegnazione alle classi anche per i docenti titolari. Non è un fatto anomalo: è il momento in cui la scuola si organizza davvero per settembre. Chi teme di dover cambiare plesso o corso farebbe bene a informarsi per tempo presso la propria segreteria sui criteri deliberati dal Consiglio di istituto, che sono l'unico vero riferimento per capire come verranno distribuite le classi.
Per chi invece punta a spostarsi temporaneamente in un'altra sede, lo strumento è l'assegnazione provvisoria, che segue tempi e regole proprie e viene disciplinata da apposite note del Ministero e dagli accordi con i sindacati. Conviene tenere pronta l'eventuale domanda, così da poterla presentare appena escono le date ufficiali.
Date da ricordare e cosa fare adesso
Non c'è una scadenza unica valida per tutti: molte tappe dell'organico di fatto sono gestite a livello territoriale dai singoli Uffici Scolastici e variano da provincia a provincia. In generale, però, il quadro si completa tra luglio e agosto, in tempo per l'avvio delle lezioni.
Nel concreto, in questo periodo conviene:
- verificare i criteri di assegnazione deliberati dal Consiglio di istituto della propria scuola;
- seguire le comunicazioni della segreteria e dell'Ufficio Scolastico territoriale, dove vengono pubblicati i provvedimenti sui posti;
- tenere pronta l'eventuale domanda di assegnazione provvisoria, per non farsi trovare impreparati quando usciranno le date.
Per il quadro sindacale e gli aggiornamenti sulle procedure, sono utili i canali informativi delle organizzazioni di categoria, come la FLC CGIL, che seguono da vicino organici e mobilità. La regola pratica, in sintesi, è semplice: i posti li adegua l'Ufficio Scolastico, ma chi finisce su quale classe lo decide il dirigente, dentro i criteri fissati dal Consiglio di istituto e con la continuità didattica come bussola.