In vista del prossimo anno scolastico una regola è ormai chiara: lo smartphone resta vietato durante l'orario scolastico anche alle scuole superiori, non solo alle medie e alle elementari. Il divieto vale per l'intera giornata a scuola — lezioni comprese, e nella maggior parte dei regolamenti anche durante l'intervallo — e riguarda l'uso del telefono, non il semplice possesso. Restano però alcune eccezioni importanti, soprattutto per gli studenti con disabilità o con DSA.
Il quadro nasce da due atti del Ministero dell'Istruzione e del Merito: una nota del luglio 2024 aveva già disciplinato il primo ciclo, mentre la circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 ha esteso il divieto anche al secondo ciclo, cioè alle superiori. Le disposizioni si applicano già dall'anno scolastico 2025/2026 e restano in vigore per il 2026/2027.
Cosa è vietato durante l'orario scolastico
Il principio è semplice: durante l'attività didattica, e più in generale in orario scolastico, gli studenti non possono usare il cellulare, nemmeno a fini didattici. La circolare precisa che lo smartphone non è considerato ordinariamente uno strumento per l'insegnamento. Le scuole possono inoltre estendere il divieto a smartwatch e dispositivi analoghi collegati al telefono, come già fanno molti regolamenti d'istituto.
Attenzione a un punto che genera equivoci: il divieto riguarda l'uso, non il possesso. Lo studente può quindi avere il telefono nello zaino, ma non utilizzarlo. Molte scuole, nei propri regolamenti, chiedono di tenerlo spento o di riporlo in appositi contenitori all'inizio delle lezioni.
Le deroghe che restano
Il divieto non è assoluto. La circolare individua alcune situazioni in cui l'uso del cellulare resta ammesso:
- Disabilità e DSA: quando il telefono è previsto dal Piano educativo individualizzato (PEI) o dal Piano didattico personalizzato (PDP) come supporto per l'alunno.
- Motivate necessità personali: ad esempio esigenze di salute documentate, secondo quanto la singola scuola definisce nel proprio regolamento.
- Specifici indirizzi tecnici: l'uso resta consentito se strettamente funzionale alla didattica negli indirizzi del settore tecnologico dedicati all'informatica e alle telecomunicazioni, sulla base del progetto formativo adottato dalla scuola.
Resta invece pienamente confermato l'impiego, per finalità didattiche, degli altri strumenti digitali già diffusi nelle aule — pc, tablet, lavagna elettronica — secondo le modalità decise da ciascuna scuola nell'ambito della propria autonomia.
Perché ogni scuola ha regole (un po') diverse
Qui sta il punto più utile da capire per famiglie e studenti: il Ministero fissa la cornice, ma i dettagli concreti li stabilisce ogni singola scuola. La circolare, infatti, rimette all'autonomia scolastica sia le misure organizzative per far rispettare il divieto, sia le sanzioni disciplinari per chi lo viola.
Questo spiega perché da un istituto all'altro cambiano cose importanti: dove si deposita il telefono, se il divieto copre anche l'intervallo e le uscite didattiche, come vengono gestite le eccezioni, quali sono le conseguenze in caso di infrazione. Per aggiornare tutto questo, le scuole intervengono su due documenti: il regolamento d'istituto e il patto di corresponsabilità educativa, quest'ultimo firmato anche dalle famiglie.
Sul fronte delle sanzioni, i regolamenti che le scuole hanno adottato prevedono in genere una progressione: dalla prima annotazione sul registro elettronico, alla convocazione della famiglia, fino — nei casi più gravi o ripetuti — all'avvio di un procedimento disciplinare. Le misure precise, però, variano da scuola a scuola.
Cosa fare adesso
Per le famiglie, la cosa più concreta è leggere il regolamento d'istituto e il patto di corresponsabilità del proprio figlio: lì si trovano le regole che valgono davvero, incluse le modalità di deposito del telefono e la gestione delle emergenze. Vale la pena ricordare che, per comunicazioni urgenti, resta sempre disponibile il telefono della scuola.
Per i docenti, il nuovo anno comporterà probabilmente un ritorno sul tema in sede di collegio, per calibrare regolamento e sanzioni. Chi ha in classe studenti con PEI o PDP che prevedono l'uso del dispositivo dovrà tenerne conto nella gestione quotidiana.
Per gli studenti, infine, il messaggio è chiaro: durante le ore di scuola il telefono resta spento o riposto, salvo le eccezioni previste. Il divieto, sottolinea il Ministero, non è fine a sé stesso ma si accompagna a un lavoro educativo sull'uso consapevole degli strumenti digitali, che rientra anche nell'educazione civica.