Per il personale ATA si è aperta la fase che ogni estate decide quanti posti ci saranno davvero nelle scuole: dal 30 giugno sono attive le funzioni per adeguare l'organico di diritto alle situazioni di fatto. In pratica, gli Uffici scolastici regionali possono aggiungere i posti mancanti dove l'organico "sulla carta" non basta a far funzionare gli istituti. È da questa fase che dipendono buona parte delle nomine e delle supplenze del prossimo anno scolastico.

A comunicarlo è stata la nota del MIM n. 16650 del 26 giugno 2026, indirizzata ai direttori degli Uffici scolastici regionali. L'obiettivo dichiarato è garantire l'efficienza dei servizi dove l'organico di diritto non l'aveva già assicurata.

Cosa significa "adeguamento alle situazioni di fatto"

L'organico di diritto è la dotazione stabile, decisa a monte. L'organico di fatto è ciò che serve realmente quando le scuole aprono: classi effettive, plessi da vigilare, laboratori, alunni con disabilità. Con l'adeguamento gli USR possono correggere gli scostamenti e assegnare i posti aggiuntivi necessari.

Secondo la nota, le operazioni tengono conto in particolare della presenza di alunni con disabilità, della sicurezza nei plessi, della piena copertura dei tempi scuola e del corretto funzionamento dei laboratori, oltre alle situazioni di disagio specifiche di ciascuna scuola. Sono i posti in organico di fatto quelli che, tipicamente, alimentano le supplenze annuali.

I tagli ai collaboratori scolastici restano

L'adeguamento non cancella la novità più pesante di quest'anno: la riduzione dei posti di collaboratore scolastico nelle scuole secondarie di secondo grado. Nell'informativa ai sindacati dello scorso 15 maggio, il Ministero ha confermato un taglio di 2.174 unità su questo profilo, in applicazione della legge di bilancio 2025 (legge 207/2024) e del decreto interministeriale n. 211 del 3 novembre 2025.

Per effetto della riduzione, la dotazione organica complessiva del personale ATA scende da 196.477 a 194.303 posti. Il taglio si concentra sulle superiori, mentre restano esclusi gli istituti del primo ciclo. Le sedi coinvolte nei processi di dimensionamento mantengono alcune garanzie sui parametri di calcolo.

Cosa dicono i sindacati

Le organizzazioni di categoria contestano l'impostazione. La FLC CGIL giudica inaccettabili i tagli lineari in una fase in cui le scuole gestiscono carichi crescenti, adempimenti PNRR e dimensionamento, e chiede di rendere stabili i posti che l'adeguamento ripropone puntualmente ogni anno: se il fabbisogno si ripete, sostiene il sindacato, non è un'esigenza temporanea.

La UIL Scuola RUA parla di oltre 2.000 collaboratori scolastici in meno come di una scelta "insensata" sul piano della sicurezza e della vigilanza, e rilancia la richiesta di un piano straordinario di stabilizzazione, chiedendo che le immissioni in ruolo avvengano su tutti i posti vacanti e disponibili, compresi quelli di fatto. Anche ANIEF ha chiesto al Ministero di rivedere i parametri del decreto.

Cosa cambia per chi lavora e per gli aspiranti

Per le segreterie è il momento operativo: sono gli Uffici scolastici regionali, con le scuole, a segnalare e definire i posti aggiuntivi attraverso le funzioni telematiche. È da qui che si stabilizza il quadro dei posti su cui poi si costruiscono nomine e supplenze.

Per i collaboratori scolastici di ruolo delle superiori, il taglio incide soprattutto sulla mobilità: meno posti significano meno margini per i trasferimenti negli istituti interessati.

Per gli aspiranti ATA, la partita vera si gioca proprio sui posti di fatto: sono quelli che, non coperti da personale di ruolo, diventano supplenze. Più l'adeguamento aggiunge posti nelle scuole in difficoltà, più cresce lo spazio per le nomine da graduatoria. Nelle prossime settimane saranno gli USR a pubblicare i numeri territoriali: conviene seguire il proprio Ufficio scolastico provinciale e tenere aggiornata la posizione nelle graduatorie utili per le supplenze.

Le stabilizzazioni: il nodo aperto

Sullo sfondo resta il tema del precariato ATA, al centro di un contenzioso in sede europea sull'abuso dei contratti a termine. I sindacati collegano proprio a quel fronte la richiesta di trasformare in organico di diritto i posti che ogni anno tornano come organico di fatto. Al momento, però, si tratta di rivendicazioni: eventuali interventi strutturali dipenderanno dalle scelte del Ministero e dalle risorse disponibili.

In sintesi

Dal 30 giugno gli Uffici scolastici regionali possono aggiungere i posti ATA che servono davvero alle scuole. Il taglio ai collaboratori scolastici delle superiori resta confermato, ma l'adeguamento alle situazioni di fatto può ampliare i posti disponibili per le nomine e le supplenze del 2026/27. Per aspiranti e personale, il consiglio pratico è monitorare le comunicazioni del proprio USR nelle prossime settimane. Il testo della nota è consultabile sul portale del MIM.