Se la vostra scuola ha realizzato un progetto di cui va davvero fiera, c'è una buona occasione per farlo conoscere a livello nazionale: il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha invitato gli istituti a segnalare le proprie esperienze più significative in vista della cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico 2026/2027. Il termine per candidarsi è venerdì 10 luglio 2026: restano quindi pochi giorni, ma c'è ancora margine per preparare e inviare la domanda.

L'invito è rivolto alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. L'idea è raccogliere esempi concreti di "buone pratiche" che raccontino il valore della scuola italiana e che possano essere valorizzati in occasione dell'evento che apre ufficialmente il nuovo anno.

Quali esperienze si possono candidare

Il Ministero indica alcuni ambiti su cui concentrare le proposte. In sostanza, si cercano progetti ed esperienze legati a:

  • contrasto alla dispersione scolastica;
  • prevenzione del bullismo e del cyberbullismo;
  • inclusione e valorizzazione dei talenti e delle eccellenze;
  • orientamento;
  • innovazione didattica e digitale;
  • educazione civica e cultura del rispetto;
  • filiera formativa tecnologico-professionale del modello 4+2.

Non serve un progetto faraonico: l'obiettivo è mettere in luce ciò che funziona davvero, l'esperienza concreta che ha lasciato un segno nella comunità scolastica. Un buon punto di partenza è chiedersi quale attività, nell'ultimo anno, i docenti e gli studenti racconterebbero con più orgoglio.

Come si presenta la candidatura

La procedura è pensata per essere semplice e passa dalla posta elettronica. In pratica la scuola deve compilare la domanda ufficiale (l'Allegato 1 predisposto dal Ministero), accompagnarla dagli allegati richiesti e, se disponibile, da un breve video di presentazione dell'esperienza. Il video non è obbligatorio, ma può aiutare a far capire meglio il progetto.

La domanda va inviata via mail entro il 10 luglio, indicando nell'oggetto la dicitura "Inaugurazione anno scolastico 2026/2027" seguita dalla denominazione dell'istituto. L'indirizzo di posta a cui scrivere, la modulistica completa e le istruzioni operative sono contenuti nella nota ministeriale e nei relativi allegati: conviene scaricarli e leggerli con attenzione prima di procedere, perché è lì che si trovano i dettagli aggiornati su documenti e modalità di invio. La nota è reperibile nell'area news del portale del Ministero (mim.gov.it).

A esaminare le proposte e a individuare quelle più idonee sarà la Direzione generale per la comunicazione e le relazioni istituzionali del Ministero. Le candidature, va detto con chiarezza, non danno alcuna garanzia di selezione: si tratta di segnalare la propria esperienza, sapendo che verrà valutata insieme a quelle di tante altre scuole.

Dove si terrà la cerimonia

La cerimonia nazionale di inaugurazione si svolgerà, come da tradizione, in autunno, con la partecipazione di delegazioni di istituti di ogni ordine e grado. Secondo quanto comunicato agli uffici scolastici, quest'anno la sede scelta è l'Istituto Omnicomprensivo "Sergio Marchionne" di Amatrice, nel Reatino. Una scelta dal forte valore simbolico: il 2026 segna infatti il decennale del terremoto che nel 2016 colpì il Centro Italia, e ospitare lì l'apertura dell'anno scolastico vuole essere un riconoscimento alla capacità di ricostruzione di quei territori.

Cosa fare adesso

Per chi vuole partecipare, il tempo è poco ma sufficiente se ci si organizza subito. In concreto conviene:

  1. individuare l'esperienza o il progetto da candidare, tra quelli realizzati nell'ultimo anno;
  2. scaricare la nota ministeriale e la modulistica dall'area news del portale del Ministero;
  3. compilare l'Allegato 1 e preparare gli allegati richiesti (ed eventualmente il video);
  4. inviare tutto via mail entro il 10 luglio, curando l'oggetto come indicato dal Ministero.

Anche per le scuole che non verranno selezionate, mettere ordine e raccontare in modo strutturato una buona esperienza è un esercizio utile: aiuta a valorizzare il lavoro fatto e a riproporlo in altri contesti. Vale la pena provarci.