Se hai ancora residui della Carta del docente dell'anno scolastico 2024/2025, hai tempo fino al 31 agosto 2026 per spenderli: dopo quella data spariscono. È la scadenza più urgente da segnare in agenda, perché mancano poche settimane. I 383 euro caricati per il 2025/2026, invece, restano validi molto più a lungo. Ecco, in ordine di priorità, cosa sapere e cosa fare.
Quanto vale e chi la riceve
Per l'anno scolastico 2025/2026 il bonus vale 383 euro, non più i 500 euro degli anni scorsi. Il calo non è un taglio ai fondi: lo stanziamento statale è rimasto invariato, ma ora la stessa somma viene divisa tra molti più beneficiari. La platea, infatti, ha superato il milione di docenti.
La novità che riguarda tantissimi lettori è proprio questa: la Carta ora spetta in via strutturale anche ai supplenti. Nel dettaglio, ne hanno diritto i docenti di ruolo, i supplenti con contratto annuale fino al 31 agosto, quelli con incarico fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e il personale educativo di convitti ed educandati. Restano invece esclusi il personale ATA e i supplenti brevi, cioè con contratti più corti di quelli previsti dal decreto.
Chi ha un contratto fino al 30 giugno può stare tranquillo su un dubbio ricorrente: la FLC CGIL ha chiarito nelle sue FAQ che la somma accreditata resta spendibile anche dopo la scadenza del contratto, fino al 31 agosto 2026, e non va persa se non utilizzata subito.
Le due scadenze da non confondere
Qui si concentra l'errore più comune. Molti temono che il 31 agosto azzeri l'intero borsellino: non è così. Vanno tenute distinte due annualità.
- 31 agosto 2026: è il termine ultimo per spendere gli eventuali residui dell'anno 2024/2025. Dopo questa data quel credito viene cancellato in via definitiva.
- 31 agosto 2027: è la scadenza dei 383 euro del 2025/2026. Questo importo ha validità biennale, quindi c'è tutto il tempo per pianificare la spesa.
In pratica: se nel tuo borsellino convivono somme delle due annualità, conviene usare prima i residui più vecchi, che scadono a fine estate. Un'attenzione in più riguarda chi lascia il servizio (per esempio per pensione) dal 1° settembre 2026: in quel caso il credito ordinario va speso entro il 31 agosto 2026, perché dopo la cessazione non è più utilizzabile.
Cosa si può comprare (e la novità sui PC)
Le categorie di spesa restano quelle note: libri e pubblicazioni anche digitali, corsi di formazione e aggiornamento, hardware e software, biglietti per teatro, cinema, musei e mostre. A queste si aggiungono, per la prima volta in questa edizione, i servizi di trasporto di persone e l'acquisto di strumenti musicali.
La novità più importante, però, riguarda la tecnologia. Da quest'anno l'acquisto di hardware e software è consentito solo una volta ogni quattro anni. Chi compra un PC o un tablet con la Carta nel 2025/2026 non potrà rifarlo con il bonus fino al 2029/2030. Il vincolo nasce dalla volontà del Ministero di spostare le spese verso la formazione: negli ultimi anni la maggior parte delle risorse era finita in dispositivi elettronici.
Una precisazione utile per chi già usava la Carta: chi ha acquistato hardware negli anni precedenti può fare un ultimo acquisto tecnologico nel 2025/2026, dopodiché scatterà anche per lui la cadenza quadriennale. Chi invece accede per la prima volta — molti supplenti neoinseriti nella platea — può acquistare dispositivi liberamente in questa prima erogazione, per poi attendere i quattro anni.
Va ricordato che sostituire un dispositivo rotto non dà diritto a un rimborso automatico: serve comunque generare un nuovo buono e acquistare presso un esercente accreditato sulla piattaforma.
Cosa fare adesso
Il consiglio pratico è semplice. Accedi con SPID o CIE al portale ufficiale cartadeldocente.istruzione.it e controlla il saldo: verifica se hai residui del 2024/2025, perché quelli scadono a fine agosto. Se stai valutando l'acquisto di un computer, pensaci bene prima di procedere, perché il vincolo di quattro anni condizionerà le spese future. E se sei un supplente incerto sul tuo diritto, il riferimento più affidabile resta il portale del Ministero o il tuo sindacato di categoria.
Per i 383 euro del 2025/2026 non c'è invece alcuna fretta: puoi spenderli con calma entro il 31 agosto 2027, distribuendo gli acquisti su libri, corsi e attività culturali in base a ciò che ti serve davvero per la tua formazione.




