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Anno di prova docenti 2026/2027: come funziona e cosa fare

04 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi verrà immesso in ruolo con le nomine di luglio e agosto dovrà affrontare, nel 2026/2027, l'anno di formazione e prova: un anno scolastico di servizio effettivo abbinato a 50 ore di formazione obbligatoria, che si chiude con la valutazione del comitato e il provvedimento di conferma in ruolo del dirigente. In pratica, il ruolo non è "definitivo" dal primo giorno: lo diventa dopo aver superato questo percorso. Ecco cosa comporta e a cosa prepararsi fin da settembre.

La cornice è stabile ormai da qualche anno: il percorso è disciplinato dal decreto ministeriale 226/2022, integrato dalle disposizioni introdotte con il decreto-legge 19/2024 (convertito nella legge 56/2024) legate al PNRR. Le regole di fondo cambiano poco di anno in anno; ogni autunno il Ministero pubblica una nota operativa che declina il calendario e i dettagli per l'anno in corso. Per il 2026/2027 quella nota non è ancora uscita: le date precise degli incontri e delle scadenze andranno lette lì quando sarà disponibile sul portale del MIM.

Chi deve farlo

L'obbligo riguarda in generale chi entra per la prima volta in ruolo a tempo indeterminato, compresi i docenti di religione cattolica e chi viene assunto da GPS sostegno prima fascia. Lo svolge anche chi ottiene un passaggio di ruolo (per esempio dalla primaria alla secondaria), anche se aveva già superato la prova nel ruolo precedente. È invece esonerato chi ha già completato positivamente il percorso nello stesso grado di istruzione: in quel caso, di norma, basta una dichiarazione al dirigente. Nei casi particolari — assunzioni "finalizzate al ruolo" dai concorsi PNRR, docenti ancora da abilitare — valgono regole specifiche che conviene verificare con la segreteria della propria scuola.

I requisiti di servizio

Per far valere l'anno di prova servono almeno 180 giorni di servizio nel corso dell'anno scolastico, di cui almeno 120 di attività didattica vera e propria (nei 120 rientrano anche scrutini, esami e attività collegiali). Chi ha una cattedra o un orario ridotto vede questi numeri riparametrati in proporzione, ma le 50 ore di formazione restano dovute per intero. È il punto su cui prestare più attenzione: se un'assenza prolungata — malattia, aspettativa, maternità — porta sotto la soglia dei giorni, l'anno non si conclude e va ripetuto l'anno successivo. Le ore di formazione, da sole, non bastano.

Le 50 ore di formazione

La formazione è aggiuntiva rispetto al normale orario di servizio e, nell'impianto confermato negli ultimi anni, si articola così:

Il peso delle singole voci e le modalità precise vengono richiamati ogni anno dalla nota ministeriale: per il 2026/2027 il riferimento operativo sarà quella nota, quando pubblicata.

Il tutor e il patto per lo sviluppo professionale

A ciascun neoassunto viene assegnato un docente tutor, individuato dal dirigente sentito il collegio, che affianca il collega per tutto l'anno e presenta al comitato le risultanze del percorso. Il tutor dovrebbe appartenere alla stessa disciplina o area affine e non può seguire più di tre docenti. All'inizio dell'anno, sulla base di un bilancio di competenze, si stipula con il dirigente il patto per lo sviluppo professionale: fissa gli obiettivi personalizzati su cui lavorare, evitando di ripetere attività già svolte in passato.

Portfolio e valutazione finale

Il documento centrale è il portfolio professionale digitale, costruito lungo tutto l'anno: bilancio iniziale, patto, attività didattiche progettate, bilancio finale. È su questo che si gioca il colloquio conclusivo. Il percorso si chiude davanti al comitato di valutazione, che al termine del colloquio e del test finale esprime un parere obbligatorio ma non vincolante. Sulla base di quel parere e della documentazione, è il dirigente scolastico a emettere il provvedimento finale di conferma in ruolo.

Cosa fare adesso

Nei primi giorni di scuola conviene muoversi subito: verificare con la segreteria la propria posizione (obbligo o esonero), individuare il tutor, registrarsi sulla piattaforma INDIRE appena aperta e iniziare a raccogliere i materiali per il portfolio senza aspettare la primavera. Le scadenze puntuali del 2026/2027 saranno fissate dalla nota ministeriale in arrivo: tenere d'occhio il portale del MIM e le comunicazioni della propria scuola è il modo più sicuro per non trovarsi impreparati. La regola pratica da ricordare è semplice: servizio + formazione + documentazione, tutti e tre insieme, sono la condizione per chiudere l'anno e consolidare il ruolo.

Tags: docenti normativa neoassunti
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