Per l'anno scolastico 2026/2027, alla scuola primaria i libri di testo restano gratuiti grazie alla cedola libraria fornita dal Comune; alle medie e superiori, invece, non c'è gratuità automatica, ma contributi e rimborsi per le famiglie che rientrano nelle soglie ISEE stabilite a livello regionale o comunale. In entrambi i casi il punto di riferimento è lo stesso: il proprio Comune o la propria Regione. Ecco come funziona e cosa conviene fare in vista di settembre.

Primaria: la cedola libraria copre i libri

Per gli alunni della scuola primaria la fornitura dei libri di testo adottati è gratuita e a carico del Comune. Lo strumento è la cedola libraria: un documento nominativo (oggi in molte città digitale, cioè dematerializzato) che permette di ritirare i testi in una libreria o cartolibreria convenzionata senza anticipare la spesa, che il Comune rimborsa direttamente al negozio. La norma primaria conferma la gratuità alla primaria e la fornitura da parte dei Comuni, ma rinvia alle modalità stabilite a livello regionale.

Le modalità pratiche cambiano da Comune a Comune. In diverse città non si ritira più alcun foglio cartaceo a scuola: ci si presenta in cartolibreria con i dati dell'alunno (in genere il codice fiscale) e il punto vendita visualizza la cedola sul portale comunale. Perché tutto funzioni, però, spesso è necessario che la scuola abbia già caricato a sistema i dati dell'iscritto: se mancano, la libreria non riesce a trovare il nominativo. Se capita, occorre chiedere alla segreteria di completare l'inserimento.

Un consiglio pratico: attendere la lista ufficiale della propria classe prima di prenotare. Le liste, con titoli, editori e codici ISBN, vengono in genere pubblicate dalle scuole tra la fine delle lezioni e l'estate, spesso anche sul registro elettronico. Acquistare in anticipo l'edizione sbagliata significa spesso doverla ricomprare.

Medie e superiori: contributi legati all'ISEE

Alle scuole secondarie di primo e secondo grado i libri non sono gratuiti per tutti. Esiste però un sostegno, previsto dalla Legge 448/1998, art. 27, per la fornitura gratuita o semigratuita dei testi alle famiglie con reddito basso. Il finanziamento è statale, ma la gestione è affidata a Regioni e Comuni, che pubblicano appositi bandi con requisiti, importi e scadenze propri. Per questo non esiste un'unica misura nazionale uguale ovunque, né un "click day" su piattaforma unica.

Il requisito che quasi sempre determina l'accesso è l'ISEE del nucleo familiare entro una soglia, che però varia da territorio a territorio. Alcune amministrazioni fissano tetti più bassi: a Roma Capitale, ad esempio, per il buono libro destinato alle secondarie il bando 2025/2026 richiedeva un ISEE in corso di validità non superiore a 15.493,71 euro; per il 2026/2027 occorre attendere la pubblicazione del bando alle famiglie per la soglia aggiornata. In altre Regioni il limite è più alto. Proprio perché i tetti cambiano, l'unico dato affidabile è quello riportato nel bando del proprio Comune o della propria Regione.

Il contributo può assumere forme diverse a seconda del territorio: rimborso (dietro presentazione di fattura o scontrino), voucher spendibile in libreria oppure fornitura tramite cedola. In genere sono ammessi i libri di testo adottati dalla scuola, nelle versioni cartacea, digitale o mista; a seconda del bando possono restare esclusi cancelleria e dizionari generici. Le voci ammesse variano però da territorio a territorio: alcune amministrazioni, come Roma Capitale, includono espressamente tra le spese coperte anche sussidi didattici digitali o notebook (nel 2025/2026 l'elenco comprendeva, ad esempio, software, chiavette USB, stampanti, notebook e tablet). Conviene quindi verificare sempre l'elenco delle spese ammissibili nel bando di riferimento. È inoltre possibile che, in alcuni bandi, il contributo non sia cumulabile con altri aiuti pubblici erogati per la stessa spesa: anche questo va verificato nel singolo avviso.

Come e dove presentare la domanda

Per le secondarie la domanda si presenta in genere online, accedendo con SPID, CIE o CNS: in molti casi tramite il portale del Comune, ma in alcune Regioni attraverso una piattaforma regionale (per il 2026/2027, ad esempio, Puglia e Toscana utilizzano portali regionali). Serve l'ISEE aggiornato del nucleo familiare, che spesso è il documento che blocca tutto se non è pronto: conviene richiederlo per tempo. Le finestre per candidarsi si aprono in genere tra l'estate e l'autunno, ma le date non sono uniformi: in alcuni territori i termini per il 2026/2027 sono già attivi, in altri i bandi arrivano più avanti. Meglio quindi controllare fin da ora la pagina "diritto allo studio" del proprio Comune o della propria Regione e non ridursi all'ultimo.

Cosa fare adesso

  • Primaria: verificare sul sito del Comune come funziona la cedola (cartacea o digitale) e quali librerie sono convenzionate; tenere pronto il codice fiscale dell'alunno.
  • Medie e superiori: preparare l'ISEE 2026 e monitorare l'uscita del bando comunale o regionale, controllando la soglia richiesta e le spese ammissibili.
  • Tutti: aspettare la lista ufficiale della classe prima di comprare, per non sbagliare edizione, e valutare comodato d'uso o libri usati dove disponibili.

Per orientarsi sulle regole generali e sui tetti di spesa può essere utile la pagina del Ministero dell'Istruzione e del Merito, ma per requisiti e scadenze concrete l'unica fonte da seguire resta il proprio Comune o la propria Regione.