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Scuola

Bonus scuole paritarie: voucher fino a 1.500 euro per le famiglie

03 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Le famiglie che iscrivono i figli a una scuola paritaria potranno ricevere un voucher fino a 1.500 euro, ma non subito: la misura non è ancora operativa. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato il 2 luglio il decreto che dà attuazione al cosiddetto "bonus paritarie", però per far partire l'erogazione serve ancora la firma del Ministero dell'Economia. Finché quel passaggio non si chiude, non ci sono domande da presentare né moduli da compilare.

Chi riguarda e quanto vale

Il contributo è pensato per le famiglie con redditi più bassi. In base ai parametri della misura, potranno accedervi i nuclei con ISEE entro 30.000 euro che iscrivono i figli a una scuola paritaria della secondaria di primo grado (le medie) oppure del primo biennio della secondaria di secondo grado (i primi due anni delle superiori). L'importo massimo è di 1.500 euro l'anno per studente e serve a coprire in parte i costi delle rette.

Questi criteri erano già stati fissati con la Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) e sono richiamati anche nella scheda ufficiale del Ministero dell'Economia sulla manovra, che parla appunto di un contributo fino a 1.500 euro per chi sceglie le scuole paritarie, medie e primo biennio delle superiori, per le famiglie con ISEE fino a 30mila euro.

A che punto è l'iter

Il decreto firmato da Valditara è un decreto interministeriale: per diventare efficace deve essere sottoscritto anche dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. È lo stesso ministro dell'Istruzione a spiegare che l'iter «sta volgendo al termine» dopo un lavoro condiviso con gli uffici del MEF. In altre parole: la parte politica è definita, ma manca l'ultimo passaggio formale che sblocca le risorse.

Solo dopo la firma del MEF e la pubblicazione dell'atto si potranno conoscere i dettagli concreti che oggi ancora non ci sono: la data di apertura delle domande, il canale attraverso cui presentarle, la documentazione richiesta e le modalità di assegnazione. È probabile che una parte della procedura passi per le singole scuole, ma finché non escono le regole ufficiali è bene non dare nulla per scontato.

Cosa deve fare adesso una famiglia

In concreto, per ora non c'è nulla da fare se non attendere. Non essendo ancora aperta alcuna finestra per le domande, conviene evitare iniziative premature e diffidare di eventuali moduli o "preiscrizioni" che circolassero prima delle comunicazioni ufficiali. I riferimenti da tenere d'occhio sono due: il sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito e le comunicazioni della scuola paritaria scelta, che diramerà le proprie istruzioni una volta definite le regole nazionali.

Un'indicazione utile fin d'ora riguarda l'ISEE: poiché la soglia dei 30.000 euro è il requisito d'accesso, le famiglie interessate possono verificare per tempo di avere un'attestazione ISEE valida e aggiornata, così da non trovarsi impreparate quando i bandi apriranno.

Una misura che divide

Sul piano politico il bonus è sostenuto dalla maggioranza, che lo presenta come uno strumento a favore della libertà di scelta educativa per le famiglie meno abbienti. Non mancano però le critiche dall'opposizione. Il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo in Commissione Cultura alla Camera Antonio Caso, ha definito la misura fonte di «una evidente disparità di trattamento tra famiglie nelle stesse condizioni economiche», osservando che un nucleo con lo stesso ISEE che sceglie la scuola statale non riceverebbe nulla pur affrontando spese come libri, trasporti e mensa. Il tema del confronto tra sostegno alle paritarie e risorse per la scuola statale resterà probabilmente al centro del dibattito anche nelle prossime settimane.

In sintesi

Newsistruzione seguirà i prossimi passaggi e aggiornerà i lettori appena saranno disponibili le date e le modalità ufficiali per presentare domanda.

Tags: normativa famiglie bonus
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