Chi sta decidendo a quale università iscriversi per il TFA sostegno XI ciclo trova ora un dato concreto su cui ragionare: il numero esatto di posti disponibili grado per grado e ateneo per ateneo. Il decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca autorizza 30.241 posti complessivi per l'anno accademico 2025/2026, distribuiti tra le università secondo il fabbisogno indicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. La ripartizione è dettagliata nella tabella allegata al provvedimento, ed è quella che serve davvero per capire dove conviene provare.
Il quadro complessivo è già noto: le prove preselettive si terranno dal 14 al 17 luglio 2026, un giorno per ciascun grado. Quello che mancava era la fotografia dei posti, e adesso c'è.
Come sono divisi i posti tra i quattro gradi
La distribuzione non è uniforme: alcuni gradi hanno molti più posti di altri. Ecco il totale nazionale per ciascuno.
| Grado di scuola | Posti autorizzati |
|---|---|
| Scuola dell'infanzia | 4.553 |
| Scuola primaria | 11.698 |
| Scuola secondaria di primo grado | 4.842 |
| Scuola secondaria di secondo grado | 9.148 |
| Totale | 30.241 |
La primaria assorbe da sola oltre un terzo dei posti, seguita dalla secondaria di secondo grado. Infanzia e secondaria di primo grado hanno numeri più contenuti. È un elemento da tenere presente: a parità di preparazione, la concorrenza cambia molto a seconda del grado che si sceglie, perché i posti banditi sono diversi.
Perché guardare l'ateneo, non solo la regione
Il dato più utile, però, è quello per singola università. Il ministero ha assegnato i posti tenendo conto della capacità formativa di ciascun ateneo, quindi le differenze sono forti anche all'interno della stessa regione. Qualche esempio concreto reso dalla tabella: in Campania l'Università Suor Orsola Benincasa arriva a 1.303 posti complessivi e l'Università di Salerno a 1.101; nel Lazio la Link Campus University tocca 1.631 posti, con una quota molto ampia sulla secondaria di secondo grado. Sul versante opposto ci sono sedi con offerta più ridotta, come l'Università di Trento (92 posti) o la Libera Università di Bolzano (124).
C'è poi un aspetto che vale la pena controllare prima di presentare domanda: non tutti gli atenei attivano tutti i gradi. Diverse università del Centro-Sud, per esempio, non hanno posti sulla secondaria di primo grado; alcune sedi del Nord, al contrario, concentrano l'offerta proprio su quel grado. Iscriversi a un percorso che nella sede scelta non è attivato semplicemente non è possibile: conviene verificare la tabella riga per riga sul proprio grado di interesse.
Cosa cambia per chi deve scegliere
In pratica, la scelta della sede non è solo una questione di vicinanza geografica. Un candidato disposto a spostarsi può individuare l'ateneo dove, per il proprio grado, il rapporto tra posti disponibili e presumibile affluenza è più favorevole. Le università con numeri alti su un determinato grado offrono, a parità di condizioni, più margine; quelle con pochi posti tendono a essere più selettive.
Attenzione a un punto: la tabella indica i posti autorizzati, cioè il tetto massimo dell'offerta formativa per ciascuna sede, non un numero di ammessi garantito. Il numero effettivo dei corsisti dipenderà comunque dall'esito delle prove e da come ciascun ateneo gestirà la propria procedura.
Le regole restano quelle dei singoli bandi
Il decreto autorizza l'avvio dei percorsi e fissa il calendario nazionale delle preselettive, ma gli aspetti organizzativi e didattici sono disciplinati dai bandi dei singoli atenei. Sono i bandi universitari a stabilire scadenze per la domanda, contributi di iscrizione, sedi delle prove e modalità operative. Per questo, una volta individuata la sede sulla base dei posti, il passo successivo è leggere il bando di quell'università: è lì che si trovano i termini concreti per candidarsi.
Il percorso, come previsto dal provvedimento, dovrà concludersi entro il 30 giugno 2027. Chi supera il test preselettivo affronterà poi una o più prove scritte o pratiche e una prova orale, secondo lo schema ordinario di questi corsi.
Cosa fare adesso
Il consiglio operativo è semplice: individuare il proprio grado, controllare nella tabella ministeriale quali atenei lo attivano e con quanti posti, e solo dopo restringere la scelta in base a distanza, costi e affluenza attesa. La ripartizione completa per regione e università è nell'allegato al decreto, consultabile sul sito del ministero insieme al testo del provvedimento e alla tabella dei posti. Il calendario dei singoli bandi, invece, va verificato di volta in volta sui portali delle università prescelte.