Se aspettate un aiuto per comprare i libri di testo dei vostri figli per il prossimo anno scolastico, il punto da tenere a mente è uno: i soldi arrivano dallo Stato ma la domanda si presenta al vostro territorio, cioè al bando della Regione o, in molti casi, del Comune di residenza. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha già ripartito le risorse nazionali; ora tocca agli enti locali aprire gli avvisi e fissare requisiti, importi e scadenze, che cambiano da zona a zona.
Per questo non esiste un'unica domanda valida in tutta Italia né una data unica: chi vive in Piemonte, in Puglia o in Lombardia deve guardare al proprio bando. Vediamo come funziona e cosa conviene fare adesso.
Come funziona: dallo Stato alle Regioni ai Comuni
Il contributo per i libri di testo destinato alle famiglie con redditi bassi non è una novità di quest'anno: è un intervento strutturale a tutela del diritto allo studio, previsto da una legge del 1998. Ogni anno il Ministero stabilisce quanto spetta a ciascuna Regione e trasferisce le somme; le Regioni, a loro volta, stabiliscono i criteri e spesso affidano l'erogazione ai Comuni.
Per l'anno scolastico 2026/2027 il MIM ha destinato complessivamente 139 milioni di euro alle Regioni per la fornitura gratuita o semigratuita dei testi scolastici, rivolta agli studenti delle scuole dell'obbligo e delle superiori appartenenti a famiglie in difficoltà economica. È il finanziamento "a monte": le famiglie non lo richiedono al Ministero, ma attendono che il proprio ente locale pubblichi l'avviso con le regole del caso. La pagina di riferimento nazionale è quella del Ministero dedicata ai libri di testo.
Chi ha diritto al contributo
Il beneficio è pensato per alleggerire la spesa delle famiglie con ISEE più basso. La soglia di reddito, gli ordini di scuola coinvolti e la forma dell'aiuto (rimborso, buono, comodato d'uso dei libri) li decide ogni Regione, quindi possono variare sensibilmente. In genere però valgono alcuni punti fermi:
- Si guarda all'ISEE del nucleo familiare, non all'ordine di arrivo della domanda: presentarla il primo giorno non dà alcun vantaggio.
- Serve avere l'ISEE aggiornato e in corso di validità entro la chiusura del bando; conviene richiederlo per tempo.
- Di norma non si può cumulare lo stesso beneficio con altri contributi pubblici per la medesima spesa.
- Spesso occorre conservare scontrini e fatture dei libri, perché diversi Comuni erogano a rimborso sulla spesa già sostenuta e documentata.
Dove e come fare domanda
La strada quasi sempre è la stessa: si presenta domanda online sul portale della Regione o del Comune, autenticandosi con SPID, Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Il consiglio pratico è di non attendere l'ultimo giorno: procurarsi credenziali digitali e attestazione ISEE richiede qualche giorno, e senza questi non si chiude la pratica.
Un esempio concreto di bando ancora aperto è quello del Piemonte: il "voucher scuola" 2026/2027, che comprende anche i libri di testo, si presenta esclusivamente online sul portale regionale fino al 16 luglio 2026 (ore 13:00). Tutte le indicazioni sono sulla pagina dedicata della Regione Piemonte. Chi ha difficoltà con la procedura online può appoggiarsi ai Comuni che offrono assistenza alla compilazione.
In altre Regioni i tempi sono diversi: alcune aprono gli avvisi tra l'estate e l'inizio dell'autunno, altre affidano tutto ai singoli Comuni con finestre distinte. Per questo la regola d'oro è verificare direttamente sul sito del proprio Comune o della propria Regione quando apre il bando e quali documenti servono, senza fare affidamento su scadenze "sentite dire" valide altrove.
Cosa fare adesso
In attesa che il bando del vostro territorio apra (o se è già aperto), conviene portarsi avanti:
- Richiedete o rinnovate l'ISEE 2026, se non l'avete già: è il documento su cui si basa quasi ogni graduatoria.
- Attivate SPID o la CIE per accedere ai portali, così sarete pronti quando la domanda si apre.
- Controllate il sito del Comune di residenza e della Regione: cercate le voci "diritto allo studio", "libri di testo" o "voucher scuola".
- Conservate ricevute e fatture dei libri acquistati, perché in molti casi il contributo arriva a rimborso.
In sintesi: il finanziamento nazionale c'è, ma per ottenere l'aiuto bisogna muoversi sul proprio territorio e rispettare la scadenza locale. Tenere d'occhio i canali ufficiali del Comune e della Regione è il modo più sicuro per non perdere la finestra utile.