Se lavori come collaboratore scolastico, assistente amministrativo o tecnico e sei stato in servizio in questo anno scolastico, il nuovo contratto ti riconosce 110 euro una tantum in più, oltre ad arretrati e aumenti. È una somma riservata al solo personale ATA: i docenti non la ricevono.
La misura è scritta nero su bianco nel comunicato del Consiglio dei Ministri che, il 16 giugno scorso, ha dato il via libera alla parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027. Non si tratta quindi di una voce ancora da decidere: i requisiti per averne diritto sono già fissati. Resta invece da completare l'ultimo passaggio formale prima che i soldi finiscano davvero in busta paga.
Chi ne ha diritto
Il diritto ai 110 euro dipende dal tipo di contratto e dall'aver effettivamente prestato servizio nell'anno scolastico 2025/26, ma l'ipotesi di contratto dell'ARAN aggiunge alcune condizioni specifiche. Secondo il testo del comunicato, l'emolumento spetta al personale ATA con:
- contratto a tempo indeterminato (ruolo);
- contratto a tempo determinato di durata annuale (fino al 31 agosto);
- contratto fino al termine delle attività didattiche (fino al 30 giugno).
In tutti e tre i casi il requisito comune e indispensabile è aver prestato servizio nell'anno scolastico 2025/26. Per il personale a tempo determinato l'ipotesi ARAN prevede inoltre che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31 dicembre 2025 e non sia cessato anticipatamente. Per chi è in part-time l'importo è proporzionato alla durata e all'orario della prestazione. Chi ha avuto una supplenza ATA breve, di pochi giorni o di poche settimane su singole sostituzioni, non rientra in queste tre tipologie e quindi resta fuori.
Un punto utile da chiarire: i 110 euro sono un importo lordo e una tantum, cioè erogato una sola volta. Non entra nello stipendio tabellare, non si trascina negli anni successivi e non incide su pensione o progressioni di carriera. È una somma aggiuntiva e separata rispetto sia agli aumenti mensili sia agli arretrati.
Da non confondere con arretrati e aumenti
È facile fare confusione, perché in questi mesi si parla di tre cose diverse che riguardano tutte la busta paga. Vale la pena tenerle distinte:
- Gli aumenti mensili: l'incremento strutturale sullo stipendio, che per il personale ATA il MIM stima in media intorno ai 107 euro lordi al mese a regime. Questa è la voce che resta nel tempo.
- Gli arretrati: le somme maturate per il periodo in cui il contratto era già scaduto ma non ancora rinnovato. Riguardano sia docenti sia ATA e vengono pagate in un'unica soluzione.
- L'una tantum di 110 euro: la somma in più riservata al solo personale ATA, di cui parla questo articolo.
In altre parole, l'una tantum non sostituisce né gli aumenti né gli arretrati: si aggiunge, ma solo per chi lavora nei profili ATA e rispetta i requisiti visti sopra.
Quando arrivano i soldi
Qui serve cautela, perché l'iter del contratto non è ancora chiuso. Il via libera del Consiglio dei Ministri è un passaggio importante ma non l'ultimo: prima dell'erogazione manca la registrazione della Corte dei Conti e la sottoscrizione definitiva del contratto all'ARAN. Finché questi passaggi non si completano, nessuna data può considerarsi certa.
Le indicazioni sindacali puntano a luglio 2026 come possibile primo mese utile per vedere arretrati e prima quota di aumento sul cedolino, ma non si tratta di una data confermata da fonte ufficiale: l'ipotesi ARAN prevede che gli istituti economici automatici si applichino entro 30 giorni dalla stipulazione definitiva del contratto, senza indicare luglio come mese certo. Possibili slittamenti restano se i controlli si allungano. Per la specifica una tantum ATA, invece, le tabelle del contratto collocano l'erogazione più avanti, a inizio 2027. È un dettaglio che conviene tenere a mente per non aspettarsi i 110 euro già con gli arretrati di luglio.
Un'avvertenza sugli importi netti: trattandosi di somme aggiuntive soggette a tassazione, la cifra che si vedrà accreditata sarà inferiore al lordo indicato. È normale e vale per tutte le voci una tantum.
Cosa fare adesso
Per il personale ATA, trattandosi di istituti economici automatici, non dovrebbe essere prevista alcuna domanda: l'erogazione avviene attraverso il sistema NoiPA sulla base dei dati di servizio, in attesa comunque delle istruzioni operative specifiche. Le cose concrete da fare sono poche e semplici:
- verificare che i propri dati e le coordinate bancarie sull'area riservata NoiPA siano aggiornati;
- controllare il cedolino nelle prossime settimane, tenendo presente che aumenti e arretrati sono attesi prima, mentre l'una tantum è collocata più avanti;
- per gli importi contrattuali, che sono gestiti centralmente, fare riferimento agli aggiornamenti ufficiali del Ministero e di NoiPA.
Il quadro complessivo, dagli aumenti agli arretrati fino all'una tantum, resta legato alla conclusione formale dell'iter: importi medi e tempistiche diventeranno definitivi solo con la firma finale del contratto e le successive istruzioni operative. Conviene quindi monitorare il proprio cedolino e gli aggiornamenti ufficiali del Ministero nelle prossime settimane.