Da oggi, 30 giugno, gli Uffici Scolastici Regionali possono iniziare ad aggiungere posti ATA dove l'organico fissato a tavolino non basta a far funzionare le scuole. È la fase dell'adeguamento dell'organico di diritto alle situazioni di fatto per il 2026/27: in pratica, i posti "in più" che ogni estate servono per coprire scuole con tanti plessi, alunni con disabilità, laboratori da presidiare. Per assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici si tratta dei posti su cui poi, a settembre, si gioca buona parte delle supplenze: a seconda dei casi, supplenze annuali (fino al 31 agosto) o supplenze fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), secondo la disciplina del D.M. 430/2000 e delle circolari MIM sulle supplenze ATA.
Il via libera è arrivato con una nota del Ministero dell'Istruzione e del Merito del 26 giugno, che ha dato indicazioni agli Uffici Scolastici Regionali. Le funzioni telematiche per richiedere e autorizzare gli adeguamenti sono attive a partire dal 30 giugno.
Cosa significa "adeguamento alle situazioni di fatto"
Ogni anno l'organico ATA viene definito in due tempi. Prima c'è l'organico di diritto, la dotazione stabile calcolata in primavera sulla base di parametri nazionali e del numero di alunni. Poi, a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico, si verifica che quei numeri reggano davvero la realtà delle scuole: e quasi sempre non bastano. Da qui l'adeguamento alle situazioni di fatto, che assegna posti aggiuntivi per il solo anno scolastico in corso.
La differenza pratica è importante. I posti di diritto sono stabili e su di essi si fanno le immissioni in ruolo; i posti di fatto sono in deroga, valgono un anno e si coprono con supplenze. Per chi lavora con incarichi a tempo determinato, sono spesso proprio questi posti a tradursi in un posto ATA disponibile a settembre.
Quali scuole avranno priorità
La nota indica i criteri con cui gli Uffici Scolastici Regionali dovranno valutare le richieste. La precedenza va alle situazioni che incidono di più sul funzionamento quotidiano:
- presenza di alunni con disabilità, che richiede più assistenza e vigilanza;
- scuole articolate su più plessi, dove servono più collaboratori per garantire sorveglianza e pulizia;
- copertura dei tempi scuola, soprattutto dove c'è tempo pieno o prolungato;
- sicurezza e funzionamento dei laboratori, con l'assegnazione degli assistenti tecnici necessari;
- situazioni di particolare disagio o criticità territoriale.
In sostanza, non si distribuiscono posti a pioggia: si interviene dove la dotazione iniziale lascia scoperti servizi essenziali.
Cosa cambia per supplenze e disponibilità
Per il personale ATA precario l'adeguamento è il passaggio che determina quanti posti annuali ci saranno davvero. Finché gli Uffici Scolastici Regionali non completano le autorizzazioni, il quadro delle disponibilità provincia per provincia non è definitivo. Conviene quindi tenere d'occhio gli avvisi del proprio Ufficio territoriale nelle prossime settimane, perché è lì che compaiono i numeri reali su cui poi si lavoreranno le graduatorie e le convocazioni di settembre.
Per chi attende una supplenza dalle graduatorie di istituto, l'adeguamento non sposta le regole di scorrimento, ma può ampliare il bacino di posti effettivamente disponibili. Vale la pena, in queste settimane, verificare di avere in ordine la propria posizione e le scelte delle sedi, così da non perdere occasioni quando partiranno le convocazioni.
La richiesta dei sindacati: rendere stabili quei posti
Sul punto le organizzazioni sindacali insistono da anni. La FLC CGIL, commentando l'avvio della procedura, ha ribadito che l'adeguamento all'organico di fatto è ormai una prassi consolidata: se ogni anno servono puntualmente gli stessi posti aggiuntivi, allora — è il ragionamento del sindacato — non si tratta di un'esigenza temporanea, e quei posti andrebbero trasformati in organico di diritto stabile. La richiesta è quella di un rafforzamento strutturale della dotazione, che ridurrebbe il ricorso annuale alle supplenze e darebbe continuità ai servizi.
Una richiesta analoga arriva anche da CISL Scuola, che in una propria nota ha sottolineato come questo personale sia di fatto indispensabile al funzionamento ordinario delle scuole, pur restando inquadrato come "deroga".
Cosa fare adesso
Se sei nel personale ATA in attesa di supplenza, in queste settimane il riferimento utile non è tanto la nota nazionale quanto gli avvisi del tuo Ufficio Scolastico Regionale e provinciale, dove compariranno i posti effettivamente autorizzati. Tieni aggiornata la tua posizione nelle graduatorie e verifica le scelte delle sedi entro le scadenze indicate dal tuo Ufficio territoriale. Le informazioni di servizio del Ministero restano consultabili sul portale ufficiale del MIM.
Il quadro completo, provincia per provincia, sarà chiaro solo quando gli Uffici territoriali avranno chiuso le operazioni di adeguamento: da quel momento le disponibilità ATA del 2026/27 diventeranno definitive.