Per il personale ATA dopo mobilità e trasferimenti restano liberi circa 34mila posti, ma chi spera che diventino altrettante assunzioni resterà deluso: il numero di immissioni in ruolo non lo decidono i posti vacanti, lo decide il contingente che il MEF deve ancora autorizzare. Negli ultimi anni quel via libera si è fermato intorno alle 10mila unità. Tutto il resto finisce a supplenza, come ogni estate.
È questa la fotografia con cui collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici e DSGA arrivano all'estate del reclutamento 2026/27. Il decreto con i numeri ufficiali è atteso a cavallo tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio: solo allora si saprà quante nomine a tempo indeterminato saranno effettivamente possibili.
Quanti sono i posti liberi
Le tabelle sindacali, costruite sugli esiti della mobilità ATA, indicano un'area intorno ai 34mila posti residui a livello nazionale. La UIL Scuola conta 34.969 posti vacanti distribuiti per profilo, regione e provincia; l'ANIEF parla di un dato vicino ai 33.400. La differenza dipende dai criteri di conteggio, ma l'ordine di grandezza è quello.
A pesare di più è il profilo dei collaboratori scolastici, con oltre 21mila posti liberi, seguito dagli assistenti amministrativi (più di 8mila) e dagli assistenti tecnici (circa 3.600). C'è poi un nodo che riguarda direttamente le segreterie: secondo le stesse rilevazioni sindacali risultano scoperti quasi mille posti tra funzionari ed elevate qualificazioni, la fascia che comprende i DSGA, cioè i Direttori dei servizi generali e amministrativi. Sono posti, di fatto, senza alcun titolare.
Perché 34mila posti non significano 34mila assunzioni
Qui sta il punto che conviene avere chiaro per non farsi illusioni. I posti vacanti rappresentano il fabbisogno delle scuole, ma il tetto delle assunzioni stabili lo fissa la Ragioneria generale dello Stato attraverso il contingente autorizzato dal Ministero dell'Economia. Per legge quel numero non può superare i posti liberi in organico di diritto, ma quasi sempre resta sotto.
Un riferimento concreto arriva dall'anno scorso: per il 2025/26 il contingente ATA autorizzato fu di 10.348 unità, a fronte di oltre 33mila posti liberi. Se anche per il 2026/27 le immissioni si attestassero su una cifra simile, partendo da circa 35mila posti disponibili ne resterebbero scoperti intorno ai 25mila. Tutti destinati, come sempre, alle supplenze annuali.
Cosa chiedono i sindacati
Le organizzazioni di categoria spingono perché il contingente copra il 100% dei posti vacanti. La UIL Scuola insiste sulla trasformazione dell'organico di fatto in organico di diritto, denunciando un precariato ormai strutturale più che emergenziale. L'ANIEF, che chiede anch'essa l'autorizzazione su tutti i posti liberi, lega la battaglia alle pronunce europee sull'abuso dei contratti a termine. Sono richieste note da anni: la decisione finale, però, resta in mano al MEF.
I tempi: cosa aspettarsi
Il calendario è quello consueto, con tempi serrati. Dopo la pubblicazione del decreto con il contingente, il Ministero ripartisce i posti tra le Regioni; gli Uffici scolastici regionali li distribuiscono poi per provincia e profilo e avviano le nomine attingendo alle graduatorie ATA. Le immissioni in ruolo si concentrano tradizionalmente nel mese di agosto, con presa di servizio il 1° settembre. Subito dopo parte l'assegnazione delle supplenze sui posti rimasti scoperti.
Cosa fare adesso
Per il personale ATA in attesa di nomina o supplenza, in questa fase non ci sono adempimenti da fare collegati direttamente al contingente: si tratta di seguire gli atti ufficiali. Conviene tenere d'occhio la propria posizione nelle graduatorie di riferimento e verificare che i recapiti siano aggiornati, perché le convocazioni regionali arrivano con tempi stretti.
Chi punta a una stabilizzazione tiene gli occhi su un numero solo: il contingente. Finché quel decreto non è pubblicato, le cifre sui posti vacanti restano un'indicazione del fabbisogno, non una promessa di assunzione. I numeri ufficiali e la ripartizione si trovano sul portale del Ministero, nella sezione dedicata alle immissioni in ruolo.