Scuola

Bonus asilo nido 2026: fino a 3.600 euro, domanda e nuovo ISEE

29 giugno 2026 di Francesco Perrone

Le famiglie con figli sotto i tre anni possono chiedere all'INPS il Bonus asilo nido anche per il 2026: il contributo arriva fino a 3.600 euro l'anno e il servizio per la domanda è già attivo sul portale dell'Istituto. La novità più importante è che, una volta accolta, la domanda non va più rifatta da zero ogni anno: resta valida fino ad agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni. Cambia anche il modo di calcolare l'importo, con un nuovo "ISEE neutralizzato" che può far rientrare più famiglie nella fascia più alta.

Si tratta del rimborso che lo Stato riconosce per le rette dei nidi pubblici e privati autorizzati. Le regole per quest'anno sono state fissate dall'INPS con la circolare n. 29 del 27 marzo 2026; l'apertura del servizio è stata comunicata pochi giorni dopo, con il messaggio n. 1136 del 31 marzo. Vediamo cosa cambia in concreto per chi paga il nido.

Quanto spetta: gli importi 2026

L'importo dipende da due cose: la data di nascita del bambino e il valore dell'ISEE (quello nuovo, di cui parliamo tra poco). Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 si arriva fino a 3.600 euro l'anno con ISEE fino a 40.000 euro; oltre quella soglia, o in assenza di ISEE valido, il contributo scende a 1.500 euro.

Per i bambini nati prima del 1° gennaio 2024 restano in vigore le fasce già conosciute: 3.000 euro l'anno con ISEE fino a circa 25.000 euro, 2.500 euro tra 25.001 e 40.000 euro, e 1.500 euro sopra i 40.000 euro o senza ISEE. In tutti i casi gli importi sono erogati in undici mensilità e non possono mai superare la spesa effettivamente sostenuta per la retta.

Il messaggio è chiaro: senza un ISEE valido si prende solo il minimo. Chi vuole il contributo pieno deve avere l'ISEE in regola.

Il nuovo "ISEE neutralizzato": perché conviene

Questa è la novità che può fare la differenza in busta. Da quest'anno l'importo non si calcola più sull'ISEE ordinario, ma su un indicatore "per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione" introdotto dalla legge di Bilancio 2026. In pratica, dal valore dell'ISEE viene tolta la parte legata all'Assegno unico e universale già percepito per i figli.

Il risultato? Famiglie che con l'ISEE tradizionale superavano di poco le soglie possono ora rientrare nella fascia più vantaggiosa. L'esempio fatto dall'INPS è semplice: un nucleo con ISEE di 41.000 euro, depurato dall'Assegno unico, può scendere a 40.000 euro e quindi accedere all'importo massimo. Per chi percepisce l'Assegno unico, vale la pena verificare la propria posizione: la differenza tra fascia alta e fascia minima può valere oltre duemila euro l'anno.

Domanda valida fino ai tre anni: come funziona

L'altra semplificazione riguarda la durata della domanda. Fino allo scorso anno bisognava ripresentarla integralmente ogni dodici mesi. Adesso, una volta accolta, la richiesta resta valida fino al mese di agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni.

Attenzione però: "valida" non vuol dire "automatica". Ogni anno occorre comunque rientrare nella pratica già registrata sul sito INPS, indicare le mensilità per cui si chiede il contributo e caricare i documenti di spesa. Cambia l'istanza iniziale, non spariscono gli adempimenti. E le ricevute delle rette pagate vanno caricate entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello delle mensilità richieste (per le spese del 2026, quindi, c'è tempo fino al 30 aprile 2027).

Cosa è rimborsabile e cosa no

Il bonus copre le rette dei nidi pubblici e privati autorizzati. Da quest'anno l'agevolazione viene estesa anche ad altri servizi educativi per la prima infanzia, come micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi abilitati. Restano invece fuori le voci accessorie: la quota di iscrizione, i servizi di pre e post scuola e le attività ricreative non rientrano nel rimborso.

Un punto da ricordare per le strutture private: nella domanda vanno indicati non solo nome e partita IVA del nido, ma anche gli estremi del titolo che ne autorizza l'attività, perché l'INPS verifica la regolarità della struttura prima di liquidare il contributo.

Come e dove fare domanda

La domanda si presenta esclusivamente online, in autonomia dal portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un patronato. Il percorso sul sito è "Sostegni, Sussidi e Indennità" → "Per genitori" → "Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione". In caso di più figli serve una domanda per ciascuno, e la richiesta va fatta dal genitore che paga effettivamente la retta. Il punto di partenza ufficiale è il servizio INPS dedicato ai genitori.

Un'avvertenza pratica sui tempi: per il bonus nido le risorse vengono "prenotate" nel momento in cui si completa la domanda con tutti i documenti allegati. Se i fondi disponibili si esauriscono, la richiesta finisce in lista di riserva. Conviene quindi non rimandare e tenere l'ISEE aggiornato fin da subito.

Tags: cronaca famiglie bonus
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa