L'assegno unico di luglio 2026 arriva, per la maggior parte delle famiglie con prestazione in corso senza variazioni, intorno al 20-21 luglio. Ma la scadenza davvero urgente è un'altra: chi non ha ancora un ISEE 2026 valido ha tempo fino a domani, 30 giugno, per presentare la DSU e recuperare gli arretrati spettanti da marzo. Dopo quella data si continua a percepire l'importo minimo, senza possibilità di riavere automaticamente le mensilità arretrate.
È un tema che riguarda anche moltissime famiglie del mondo scuola — docenti, personale ATA e precari con figli a carico — che in questi giorni controllano il calendario degli accrediti. Ecco, in parole semplici, cosa aspettarsi a luglio e cosa conviene fare subito.
Quando arriva l'accredito di luglio
Le date non sono uguali per tutti, perché dipendono dalla tua situazione:
- 20 e 21 luglio: per le famiglie con domanda già accolta e senza variazioni, secondo il calendario annuale comunicato dall'INPS a fine 2025.
- Ultima settimana del mese successivo: per chi ha presentato una nuova domanda o è in attesa della prima rata e dei relativi conguagli. In questi casi la prima rata può slittare.
Le date di metà mese sono indicative e possono variare di un paio di giorni in base ai tempi della singola banca. La data esatta del tuo pagamento la trovi solo pochi giorni prima nell'area personale MyINPS, alla voce dedicata all'assegno unico. Puoi consultare il calendario ufficiale INPS dei pagamenti 2026.
Importi: cosa cambia con la rivalutazione
Dal 1° gennaio 2026 le soglie ISEE e gli importi sono stati rivalutati dell'1,4% per adeguarli all'inflazione: si tratta di un aumento già operativo, quindi a luglio non si aggiunge nulla di nuovo rispetto a giugno. L'importo per figlio resta legato all'ISEE del nucleo: più basso è l'indicatore, più alto è l'assegno.
Secondo le tabelle aggiornate, l'importo massimo spetta ai nuclei con ISEE più basso, mentre chi supera la soglia più alta — oppure non ha un ISEE valido — riceve la quota minima per figlio. La differenza tra avere o non avere una DSU aggiornata può valere oltre cento euro al mese per ciascun figlio: è qui che si gioca la scadenza di queste ore.
Perché il 30 giugno è la data chiave
L'assegno unico non va richiesto ogni anno: una volta presentata, la domanda prosegue automaticamente. Quello che invece scade è l'ISEE. Per ottenere l'importo calcolato sulla tua situazione reale del 2026 — e non quello minimo — serve una DSU 2026 correttamente attestata.
Il punto pratico è questo: presentando la DSU entro il 30 giugno si ottiene il ricalcolo con il recupero degli arretrati a partire da marzo. Chi ha già provveduto avrà diritto agli importi corretti e ai relativi conguagli, anche se l'accredito potrebbe non avvenire per tutti già nella rata di luglio. Chi invece arriva oltre la scadenza continuerà a percepire l'importo minimo e non recupererà in automatico le mensilità precedenti.
Cosa fare adesso
Se non hai ancora un ISEE 2026 valido, queste sono le ultime ore utili. Puoi presentare la DSU online dal portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgerti a un CAF o a un patronato. Va ricordato che, per l'assegno unico, l'INPS istruisce e liquida la domanda anche in presenza di un ISEE con omissioni o difformità: in mancanza di un ISEE valido o in caso di difformità si applica l'importo minimo, senza una sospensione automatica generalizzata. Meglio comunque controllare per tempo e regolarizzare la propria situazione.
Vale la pena fare anche una verifica veloce nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino su inps.it: la domanda deve risultare "Accolta", l'IBAN deve essere corretto e aggiornato, e — se hai un figlio diventato maggiorenne — la domanda deve riportare i requisiti previsti per i 18enni (studio, tirocinio o lavoro entro certi limiti di reddito), altrimenti la quota relativa a quel figlio viene sospesa.
In sintesi: l'accredito di luglio è dietro l'angolo, ma la mossa più importante da fare oggi non riguarda la data del pagamento, bensì l'ISEE. Aggiornarlo entro domani può fare la differenza tra l'importo pieno con gli arretrati e la quota minima.