Scuola

Vannacci, classi differenziate per merito: la bufera 2026

25 giugno 2026 di Francesco Perrone

La proposta del generale Roberto Vannacci di organizzare le classi in base al merito e al profitto degli studenti ha scatenato in pochi giorni una vera bufera. Tra il 22 e il 24 giugno 2026 sono arrivate le bocciature del sindacato Anief, della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e di esponenti politici di maggioranza e opposizione, tutti con un punto fermo: l'Italia ha superato le classi differenziali con la legge 517 del 1977, e indietro non si torna.

Cosa ha detto Vannacci

Il 22 giugno scorso, a margine di un convegno sulla scuola a Palazzo San Macuto a Roma, il presidente di Futuro Nazionale si è detto favorevole a un sistema con classi distinte per rendimento, definendolo «un fattore inclusivo e non discriminante». Le dichiarazioni sono state riportate dall'ANSA.

Vannacci ha sostenuto che si tratterebbe di una tecnica già usata in Francia, Germania e Inghilterra e applicata anche in Italia in passato, quando «chi prendeva ottimo e distinto andava nelle sezioni A e B dei licei». Secondo il generale, raggruppare gli alunni per livello aiuterebbe sia i più bravi sia chi è in difficoltà, che riceverebbe «un supporto mirato».

La bocciatura di Anief

A respingere con forza la proposta è stato il sindacato autonomo Anief. In una nota del 23 giugno, il presidente nazionale Marcello Pacifico ha dichiarato che «chi vuole tornare a classi differenziate non sa che lo Stato ha il dovere di promuovere la dignità di ogni alunna e alunno».

Pacifico ha aggiunto un secondo "no" netto all'idea di sezioni separate, ricordando che la missione della scuola pubblica è rimuovere gli ostacoli, non cristallizzare i divari di partenza.

FISH: «Faremo le barricate»

Durissima anche la presa di posizione della FISH, da sempre in prima linea sull'inclusione scolastica. Come riferisce Disabili.com, il presidente Vincenzo Falabella ha dichiarato: «Faremo le barricate per difendere i diritti degli studenti con disabilità. Non è possibile indietreggiare sull'inclusione scolastica».

La Federazione ricorda che il movimento delle persone con disabilità ha lottato per anni fino ad arrivare all'abolizione delle classi speciali, e che quei diritti sono tutelati anche dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

La reazione della politica

Lo scontro ha investito anche il Parlamento. La presidente dei deputati di Italia Viva, Maria Elena Boschi, ha definito le parole del generale un tentativo «di riportare l'Italia a tempi bui», sottolineando che il Paese ha superato nel secolo scorso le classi differenziali «scegliendo di investire sulla convivenza e sull'uguaglianza delle opportunità».

Critiche sono arrivate anche da settori della maggioranza, segno di un tema che divide trasversalmente e che si inserisce nella fase di riforma complessiva della scuola (nuove Indicazioni nazionali e modifiche alla maturità).

Perché si parla di legge 517/1977

Il riferimento normativo al centro del dibattito è la legge n. 517 del 4 agosto 1977, pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n. 224 del 18 agosto 1977). Questa norma sancì l'abolizione delle classi differenziali e introdusse il principio dell'integrazione degli alunni con disabilità nelle classi comuni.

Il quadro è stato poi rafforzato dalla legge 104 del 1992, legge quadro per l'assistenza e l'integrazione delle persone con disabilità. Oggi l'ordinamento si fonda sull'inclusione e sulla personalizzazione della didattica (Bisogni Educativi Speciali), e nessuna norma attribuisce alle lettere delle sezioni un "rango" scolastico.

Cosa dice la ricerca educativa

Sul piano pedagogico, gli studi internazionali sul cosiddetto tracking (raggruppamento per capacità) offrono un quadro non univoco. Tra i rischi più segnalati c'è il cosiddetto "effetto alone": gli studenti collocati nei percorsi più bassi tendono a interiorizzare un'immagine negativa di sé, con ricadute su motivazione e risultati.

Date da ricordare

Il dibattito è in pieno svolgimento e potrebbe registrare ulteriori reazioni nei prossimi giorni: per gli aggiornamenti ufficiali sulle politiche scolastiche resta utile consultare il sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Tags: cronaca inclusione vannacci
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