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MAD 2026/27: come e quando inviare la messa a disposizione

22 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

La messa a disposizione, o MAD, è la candidatura spontanea con cui un aspirante supplente si propone direttamente alle scuole per ottenere un incarico a tempo determinato. Serve soprattutto a chi non è inserito nelle graduatorie (GPS o graduatorie di istituto) e vuole comunque farsi trovare disponibile quando una scuola non riesce a coprire una cattedra o un posto ATA.

Non esiste una data nazionale unica per inviarla, ma il momento migliore è l'estate: preparare e trasmettere la MAD tra luglio e i primi di settembre, in vista dell'avvio dell'anno scolastico 2026/27, aumenta le probabilità di essere contattati nelle settimane delle nomine. La MAD, va detto subito, non sostituisce l'iscrizione in graduatoria ed è uno strumento residuale.

Che cos'è la MAD e a chi serve

La MAD è una semplice autocandidatura: l'aspirante comunica all'istituto la propria disponibilità a ricoprire supplenze, indicando i titoli posseduti e i posti per cui si propone. È utile in particolare a:

Possono inviarla sia aspiranti docenti sia aspiranti del personale ATA, nel rispetto dei requisiti di accesso previsti per ciascun profilo o classe di concorso.

Quando conviene inviare la MAD

Il periodo più efficace coincide con l'avvio delle operazioni di nomina, che per i supplenti partono di norma da fine agosto, dopo le immissioni in ruolo e le assegnazioni provvisorie, con presa di servizio a ridosso del 1° settembre. Inviare la candidatura troppo presto rischia di farla finire in fondo alle caselle di posta; trasmetterla (o aggiornarla) tra fine luglio e l'inizio di settembre la rende più visibile nel momento in cui le segreterie cercano supplenti. La MAD resta comunque utile anche durante l'anno, per le supplenze brevi e temporanee.

MAD, interpelli e graduatorie: l'ordine delle chiamate

Prima di ricorrere alle messe a disposizione, le scuole devono seguire un ordine preciso. Si attinge innanzitutto alle graduatorie disponibili (GaE, GPS e graduatorie di istituto). Solo quando queste sono esaurite scattano gli interpelli, cioè gli avvisi pubblici con cui l'istituto cerca docenti tra chi è inserito in graduatorie di altre province o regioni. La MAD interviene come ultima risorsa, quando nemmeno gli interpelli hanno permesso di coprire il posto.

È un passaggio importante da conoscere: l'introduzione degli interpelli obbligatori (ordinanza ministeriale n. 88/2024) ha ridotto la centralità della MAD, che però molte scuole continuano a utilizzare. Per il 2026/27 le supplenze da GPS sono regolate dall'ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026; le procedure ufficiali e i riferimenti sono consultabili sulla pagina del Ministero dedicata alle graduatorie provinciali di supplenza.

Come si invia e cosa scrivere

La MAD si trasmette alle singole istituzioni scolastiche, di norma via email o PEC agli indirizzi pubblicati sui siti delle scuole, oppure tramite i moduli o le piattaforme che alcuni istituti predispongono. Una candidatura ben fatta contiene almeno:

Conviene selezionare con cura le scuole a cui scrivere, privilegiando zone e materie con maggiore carenza di personale, e personalizzare il messaggio invece di inviare un testo identico a tappeto.

I limiti da conoscere

La MAD ha alcuni limiti che è bene tenere presenti. Non attribuisce punteggio né priorità rispetto alle graduatorie: chi è inserito in GPS o nelle graduatorie di istituto viene sempre chiamato prima. La sua efficacia dipende dalla reattività delle scuole e dal grado di saturazione delle graduatorie locali. Inoltre, dopo l'introduzione degli interpelli obbligatori, il suo peso si è ridotto. Resta uno strumento utile, ma da affiancare — non da sostituire — all'iscrizione nelle graduatorie quando si possiedono i requisiti.

Cosa fare adesso

In sintesi, la MAD 2026/27 è uno strumento da giocare bene in estate, con candidature mirate e tempistiche corrette, sapendo che integra ma non rimpiazza il sistema delle graduatorie e degli interpelli.

Tags: precariato supplenze mad
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