Dall'anno scolastico 2026/2027 entra in vigore, in modo graduale e a partire dalle prime classi, la revisione ordinamentale degli istituti tecnici, mentre diventa strutturale la filiera tecnologico-professionale 4+2: quattro anni di scuola secondaria seguiti da due di ITS Academy. I tecnici riformati restano percorsi di cinque anni per chi non sceglie la filiera, ma cambiano profondamente nei contenuti e nell'organizzazione.
Aggiornamento giugno 2026: le novità riguardano le prime classi che partiranno a settembre 2026; gli anni successivi entreranno a regime in modo progressivo fino al 2030/2031.
Cosa prevede la riforma degli istituti tecnici
Il cuore della revisione è la distinzione netta, all'interno del percorso quinquennale, tra un'Area di istruzione generale e un'Area di indirizzo flessibile. Quest'ultima permette alle scuole di personalizzare fino al 30% del percorso nel triennio finale, adattando le materie alle competenze richieste dal mercato del lavoro del territorio. L'architettura generale resta basata su 2 macro-settori e 11 indirizzi principali, ma con contenuti rinnovati nel profilo educativo, culturale e professionale. Le scuole potranno inoltre coinvolgere esperti esterni provenienti da imprese o enti per insegnamenti molto specialistici, come la cybersecurity.
La filiera 4+2: quattro anni più ITS Academy
Da non confondere con la riforma ordinamentale è la filiera tecnologico-professionale, prevista dalla Legge n. 121 del 2024. Il modello 4+2 prevede:
- un percorso di scuola secondaria ridotto a quattro anni, con programmi rimodulati;
- l'accesso diretto e privilegiato agli ITS Academy (due anni di alta specializzazione post-diploma);
- un diploma quadriennale spendibile nel mondo del lavoro al pari di quello quinquennale e valido per l'iscrizione all'università.
Si tratta di un canale sperimentale pensato per chi punta a competenze tecniche avanzate e a un ingresso rapido nel mercato del lavoro. Per il 2025/2026 risultano circa 5.450 iscritti al primo anno della filiera, in aumento rispetto all'anno precedente.
I tempi: l'applicazione graduale
La riforma non parte tutta insieme, ma anno per anno:
| Anno scolastico | Classi coinvolte |
|---|---|
| 2026/2027 | Prime |
| 2027/2028 | Seconde |
| 2028/2029 | Terze |
| 2029/2030 | Quarte |
| 2030/2031 | Quinte |
Cosa cambia per i docenti
Per il personale di area tecnico-professionale sono previsti formazione continua e periodi di osservazione nelle imprese, per mantenere i contenuti allineati alla realtà produttiva. In alcuni assetti, inoltre, alcune discipline dell'area generale potrebbero vedere una rimodulazione del monte ore a favore di materie tecniche, lingue straniere e laboratori; le ore non spariscono, ma vengono in parte ridistribuite.
Le critiche dei sindacati
La riforma è oggetto di un acceso dibattito. Secondo il Ministero, la filiera costruisce un canale di istruzione tecnica di qualità, con un collegamento più stretto tra scuola e impresa per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro. Diverse sigle sindacali, al contrario, parlano di un modello "classista" e criticano la compressione di cinque anni di programma in quattro, esprimendo dubbi sul rapporto tra studenti e aziende e sull'impatto occupazionale. È un confronto ancora aperto, che le famiglie possono valutare consultando le diverse posizioni.
Cosa fare adesso
- Per chi sceglie la scuola: distinguere bene tra il tecnico quinquennale riformato e il percorso sperimentale 4+2, che non sono la stessa cosa.
- Verificare quali istituti del proprio territorio aderiscono alla filiera 4+2 e quali indirizzi attivano.
- Per i docenti: seguire le indicazioni sulle attività di formazione e sui periodi di osservazione nelle imprese.
- Consultare le informazioni ufficiali sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.