Docenti

Assegnazioni provvisorie 2026/27: gli effetti sulla continuità

21 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

L'assegnazione provvisoria dura un solo anno scolastico e non fa perdere la titolarità né il punteggio già maturato: il docente rientra nella sede di titolarità al termine dell'anno. L'anno trascorso fuori sede, però, di norma non matura nuovo punteggio di continuità nella scuola di titolarità, perché in quel periodo il servizio non vi è prestato.

Aggiornamento giugno 2026: tra il 22 e il 27 giugno è atteso l'incontro tra MIM e sindacati per definire il contratto sulla mobilità annuale 2026/27; le domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria sono previste a luglio su Istanze Online, dopo la pubblicazione della nota ministeriale con le date.

Che cos'è l'assegnazione provvisoria

È una forma di mobilità annuale che consente al docente di ruolo, in presenza di requisiti tassativi, di prestare servizio per un anno in una sede diversa da quella di titolarità, mantenendo quest'ultima. Si distingue da altri istituti:

IstitutoDurataEffetto sulla titolarità
Trasferimento (mobilità)DefinitivoCambia la sede di titolarità
Assegnazione provvisoria1 annoLa titolarità resta invariata
Utilizzazione1 annoLa titolarità resta invariata

Come incide sul punteggio di continuità

Il punto che genera più dubbi riguarda il punteggio di continuità di servizio valido ai fini della mobilità. Questo punteggio premia la permanenza senza interruzioni nella stessa scuola di titolarità. Da qui alcune conseguenze pratiche:

Le regole puntuali sono fissate dal Contratto collettivo nazionale integrativo sulla mobilità, perciò conviene verificare il proprio caso specifico sul testo definitivo del CCNI 2026/27.

Continuità di servizio e continuità didattica: non confonderle

Un chiarimento utile: la "continuità" che pesa sul punteggio (continuità di servizio per la mobilità) è cosa diversa dalla continuità didattica a tutela degli alunni, particolarmente rilevante sul sostegno. Le assegnazioni provvisorie, negli ultimi anni cresciute molto proprio sul sostegno, possono ridurre i posti disponibili per le supplenze annuali, perché cattedre dell'organico di fatto vengono occupate da personale di ruolo che si avvicina a casa per un anno.

Chi può chiederla e con quali requisiti

L'assegnazione provvisoria si chiede per motivi tassativi: in assenza di uno di questi presupposti la domanda non è ammissibile. I principali sono:

Nell'assegnazione delle sedi pesano le precedenze, in particolare quelle legate alla Legge 104/1992. La domanda si presenta per una sola provincia, indicando un numero massimo di preferenze tra scuole, comuni e distretti, sul portale Istanze Online (POLIS); per i docenti con contratto a tempo determinato è prevista una modulistica specifica.

Quando si presenta domanda

Per il 2026/27, secondo anno di vigenza del CCNI sottoscritto il 10 luglio 2025, non serve un nuovo accordo "da zero", ma la nota operativa con le date. Sulla base di quanto avvenuto lo scorso anno, la finestra è attesa nella seconda metà di luglio. Le indicazioni ufficiali e la modulistica sono pubblicate sulla pagina del Ministero dedicata a utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.

Cosa fare adesso

In sintesi, l'assegnazione provvisoria è uno strumento di tutela prezioso per chi ha esigenze familiari o di salute, ma va usato con consapevolezza: garantisce un anno più vicino a casa senza perdere la titolarità, a costo però di non accumulare continuità nella sede di appartenenza.

Tags: docenti mobilità normativa
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