Aggiornamento giugno 2026: il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, i decreti legislativi che portano stabilmente l'intelligenza artificiale nella scuola. Le novità principali sono l'ingresso dell'IA nei percorsi educativi e un piano di formazione dei docenti da 100 milioni di euro. Le norme, però, non sono ancora definitive: dovranno completare l'iter parlamentare e il confronto con Regioni e Autorità.
Il provvedimento riguarda docenti, studenti e famiglie e si inserisce in un quadro più ampio sull'IA che tocca anche università, ITS Academy, pubblica amministrazione e mondo del lavoro. Ecco cosa cambia per la scuola.
Cosa ha deciso il Consiglio dei Ministri
Nella seduta di mercoledì 10 giugno 2026 (Consiglio dei Ministri n. 177), il Governo ha approvato in esame preliminare due schemi di decreto legislativo attuativi della legge nazionale sull'intelligenza artificiale (Legge n. 132/2025) e del Regolamento UE 2024/1689, il cosiddetto AI Act. Il testo integrale del comunicato è disponibile sul sito del Governo.
Il principio guida è quello di un'IA "antropocentrica": la tecnologia può sostenere didattica, servizi e formazione, ma non deve sostituire la responsabilità umana né comprimere i diritti fondamentali. La legge di riferimento è consultabile sul portale Normattiva.
L'IA entra nei percorsi educativi
Secondo il comunicato del Consiglio dei Ministri, nella scuola l'intelligenza artificiale entra stabilmente nei percorsi educativi, sia come contenuto da conoscere sia come strumento per innovare la didattica. Gli interventi previsti riguardano:
- l'aggiornamento dei programmi, con spazio all'IA anche nell'educazione civica e nei percorsi STEAM;
- misure specifiche per docenti, studenti e adulti;
- per la formazione degli adulti, percorsi di alfabetizzazione sull'IA, anche nei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, con riconoscimento delle competenze già acquisite.
Formazione docenti: il piano da 100 milioni
Il cuore della parte scolastica è la formazione del personale. Il decreto prevede un piano di formazione dei docenti con una dotazione di 100 milioni di euro, finalizzato a rafforzare la capacità del sistema scolastico di prevenire rischi e dipendenze digitali, opacità algoritmica e forme di condizionamento dei minori.
Non si tratta, nelle intenzioni del Governo, di un semplice addestramento tecnico, ma di un'alfabetizzazione critica: consapevolezza dei rischi, capacità di interpretare gli output e responsabilità nell'uso degli strumenti.
Scuola come "presidio di benessere digitale"
Il provvedimento assegna alla scuola anche un ruolo di prevenzione e benessere digitale, con misure pensate per affrontare l'abuso di social media, piattaforme digitali e IA. È previsto inoltre il coinvolgimento delle famiglie, per favorire il benessere dei minori nello spazio digitale.
I comitati tecnico-etici e i regolamenti d'istituto
A supporto delle scuole sono previsti comitati tecnico-etici territoriali, organizzati in rete, con funzioni di indirizzo pedagogico, accompagnamento alla sperimentazione didattica, tutela dei diritti fondamentali e protezione dei dati. Questi organismi contribuiranno anche all'aggiornamento dei regolamenti d'istituto, così da rendere l'uso dell'IA in classe più sicuro e verificabile.
Quando entrerà in vigore
Va sottolineato che i decreti sono stati approvati solo in esame preliminare: i tempi non saranno immediati. Prima di diventare operativi dovranno completare il passaggio parlamentare e il confronto con Regioni e Autorità di settore. La scadenza per l'esercizio della delega legislativa è fissata al 10 ottobre 2026.
Cosa fare adesso
- Docenti: seguire gli sviluppi dell'iter e, in attesa delle linee guida operative, aggiornarsi sull'uso consapevole degli strumenti di IA nella didattica;
- Scuole: monitorare l'evoluzione normativa in vista del possibile aggiornamento dei regolamenti d'istituto;
- Famiglie: prepararsi a un maggiore coinvolgimento sui temi del benessere digitale dei minori.
Il quadro definitivo si chiarirà con la pubblicazione dei testi finali dei decreti: fino ad allora, le misure descritte restano una cornice di indirizzo e non obblighi immediati per le scuole.