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Pensioni scuola 2027: requisiti e quando si va in pensione

17 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi tra docenti, personale ATA e dirigenti scolastici pensa di lasciare il servizio dal 1° settembre 2027 deve iniziare a fare i conti con requisiti e scadenze. Le vie d'uscita restano sostanzialmente due famiglie: le pensioni "ordinarie" — di vecchiaia e anticipata — e le misure cosiddette flessibili, come Quota 103, Opzione donna e APE sociale, che però vanno confermate anno per anno dalla legge di bilancio. Ecco il quadro aggiornato e i tempi da tenere d'occhio.

Le due vie sempre valide: vecchiaia e anticipata

Le pensioni ordinarie sono quelle strutturali del sistema, disciplinate dall'impianto della riforma del D.L. 201/2011 (cosiddetta riforma Fornero). La pensione di vecchiaia si raggiunge, secondo la regola attualmente in vigore, a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi. La pensione anticipata prescinde invece dall'età e richiede un'anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne. Entrambe le soglie sono soggette agli adeguamenti collegati agli incrementi della speranza di vita.

Le misure flessibili da confermare

Accanto alle uscite ordinarie ci sono i regimi "flessibili", che negli ultimi anni hanno permesso di anticipare il pensionamento ma che hanno una caratteristica comune: non sono strutturali e vengono prorogati, spesso con requisiti modificati, dalla legge di bilancio di ciascun anno. Si tratta in particolare di Quota 103, dell'Opzione donna e dell'APE sociale, quest'ultima rivolta a categorie specifiche come i caregiver, gli invalidi e gli addetti a mansioni gravose, tra cui rientrano i docenti della scuola dell'infanzia e primaria in possesso dei requisiti previsti. Per il 2027 la loro effettiva disponibilità, così come i requisiti puntuali, dipenderà dalla manovra che sarà approvata a fine 2026: per questo, allo stato, vanno considerate possibilità da confermare e non certezze.

La domanda di cessazione: quando e come

Per andare in pensione dal 1° settembre 2027 non basta maturare i requisiti: occorre presentare la domanda di cessazione dal servizio entro il termine che sarà fissato dall'apposito decreto del Ministero dell'Istruzione e del Merito, atteso come di consueto in autunno. L'istanza si presenta in modalità telematica tramite il portale POLIS – Istanze online per il personale docente, educativo e ATA, mentre per i dirigenti scolastici è di norma previsto un termine differente. Le richieste relative ai regimi flessibili si presentano con istanze separate e successive rispetto alla domanda ordinaria.

Attenzione alle regole del 2027

Il punto da tenere presente è che il quadro definitivo per le cessazioni con decorrenza 1° settembre 2027 sarà chiaro solo dopo l'approvazione della legge di bilancio e la pubblicazione della circolare ministeriale con le indicazioni operative. Negli ultimi anni i provvedimenti hanno più volte ritoccato requisiti e finestre, anche con riaperture dei termini in caso di novità su Opzione donna, Quota 103 e APE sociale. Conviene quindi seguire gli aggiornamenti senza dare per scontate le condizioni in vigore oggi.

Cosa fare per arrivare preparati

In vista della finestra d'autunno è utile muoversi con anticipo: richiedere all'INPS l'estratto conto contributivo per verificare l'effettiva anzianità maturata, controllare gli eventuali periodi da riscattare o ricongiungere e valutare con un patronato o un esperto di previdenza l'opzione più conveniente, anche in relazione ai tempi di liquidazione del TFS/TFR. Una verifica per tempo evita brutte sorprese al momento della domanda. Sul nostro sito seguiremo l'uscita del decreto ministeriale sulle cessazioni e le eventuali novità della prossima legge di bilancio.

Tags: Ata docenti pensioni
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