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Maturità 2026, nuovo orale: addio scena muta e solo 4 materie

Maturità 2026, nuovo orale: addio scena muta e solo 4 materie

La Maturità 2026 è la prima dopo la riforma dell'esame di Stato e il cuore del cambiamento è il colloquio orale: diventa una prova obbligatoria, si concentra su quattro discipline e parte da una riflessione personale dello studente. La novità più discussa riguarda la cosiddetta "scena muta": chi si rifiuta volontariamente di sostenere l'orale rischia di non superare l'esame. Per i circa 527mila candidati, dopo l'insediamento delle commissioni previsto per oggi 16 giugno, si parte giovedì 18 con la prima prova di italiano e venerdì 19 con la seconda prova di indirizzo; i colloqui prenderanno il via nei giorni successivi.

Stop alla scena muta: l'orale diventa obbligatorio

Il punto più rilevante della riforma, introdotta con il decreto-legge 127/2025 convertito nella Legge 164/2025 e disciplinata per quest'anno dall'Ordinanza ministeriale n. 54/2026, riguarda la validità dell'esame. L'ordinanza stabilisce che la prova è validamente sostenuta solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove, colloquio compreso. In altre parole, non sarà più possibile presentarsi all'orale e restare in silenzio confidando nel punteggio già accumulato con crediti e scritti: il rifiuto di sostenere il colloquio può tradursi in una mancata promozione.

La norma nasce dopo i casi degli ultimi anni, quando alcuni studenti avevano scelto la scena muta come forma di protesta pur avendo già la sufficienza assicurata. È bene distinguere: un conto è bloccarsi per l'emozione o rispondere male a una domanda, un altro è rifiutarsi volontariamente di affrontare la prova. La sanzione riguarda il secondo caso.

Un colloquio su quattro materie

Cambia anche l'impianto della prova. L'orale non spazia più potenzialmente su tutte le discipline del quinto anno, ma si concentra su quattro materie: italiano, la disciplina oggetto della seconda prova scritta e altre due individuate dal Ministero, comunicate entro il 31 gennaio. Spariscono inoltre il materiale-stimolo iniziale e l'impostazione tutta centrata sui collegamenti interdisciplinari.

Il colloquio, della durata indicativa di 40-60 minuti, si apre con una riflessione personale del candidato sul proprio percorso scolastico e umano. Da questo spunto la commissione costruisce un dialogo che valorizza non solo le conoscenze, ma anche la capacità di ragionamento e le competenze trasversali, oltre ai percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento e all'educazione civica.

Il ruolo del Curriculum dello studente

In questo nuovo quadro torna centrale il Curriculum dello studente, il documento che raccoglie il percorso di studi, le certificazioni e le attività svolte dentro e fuori la scuola. La commissione lo utilizza come riferimento per impostare il colloquio: per i maturandi diventa quindi importante averlo compilato con attenzione nelle parti di propria competenza, così da offrire elementi concreti su cui costruire il dialogo d'esame.

Commissione più snella e nuovo peso del bonus

La riforma interviene anche sulla composizione delle commissioni, che restano miste tra membri interni ed esterni ma passano da sette a cinque componenti. Resta invariata l'ossatura del voto in centesimi: fino a 40 punti di credito scolastico maturati nel triennio e fino a 60 punti distribuiti tra prima prova, seconda prova e colloquio (20 ciascuna), con la soglia minima di 60/100 per il diploma.

Cambia invece il sistema dei punti integrativi: il bonus massimo che la commissione può attribuire scende da 5 a 3 punti e spetta soltanto ai candidati che hanno già raggiunto almeno 90 punti sommando credito e prove. Confermati i criteri rigorosi per il 100 e lode, che richiede il massimo dei crediti e delle prove e una valutazione di eccellenza. La cornice dei crediti resta quella della tabella dell'Allegato A al D.Lgs. 62/2017.

Cosa significa per studenti e famiglie

Il messaggio che arriva dalla riforma è doppio. Da un lato l'orale acquista un peso decisivo e non può più essere "saltato": è una prova da preparare con la stessa serietà degli scritti. Dall'altro, la riduzione delle materie e l'avvio del colloquio da una riflessione personale puntano a un dialogo più mirato e meno dispersivo, in cui lo studente è chiamato a raccontare il proprio percorso con argomenti solidi.

Per chi sostiene l'esame in questi giorni, la raccomandazione pratica è chiara: arrivare al colloquio avendo individuato le quattro discipline coinvolte, ripassato i nodi essenziali di ciascuna e preparato una riflessione iniziale sul proprio percorso, senza considerare l'orale una formalità. La novità più importante, infatti, è proprio questa: alla Maturità 2026 il colloquio si affronta, non si elude.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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