Cresce l'attesa per l'XI ciclo del TFA Sostegno, il percorso universitario che porta alla specializzazione per l'insegnamento su posto di sostegno. In attesa del decreto ministeriale e dei bandi dei singoli atenei, uno dei dubbi più frequenti tra gli aspiranti riguarda la prova preselettiva: chi è tenuto a sostenerla e chi, invece, ne è esonerato. Ecco un quadro aggiornato, utile per arrivare preparati alla pubblicazione dei bandi.
A che punto è l'XI ciclo
Con la nota n. 4660 del 14 aprile 2026 il Ministero dell'Università e della Ricerca ha avviato le procedure operative dell'XI ciclo, fissando in 30.241 il fabbisogno complessivo di posti a livello nazionale. Gli atenei hanno inserito le proprie proposte di attivazione nell'apposita banca dati nelle settimane successive; il passaggio decisivo resta ora il decreto ministeriale di autorizzazione, atteso a breve, dopo il quale ciascuna università pubblicherà il proprio bando con costi, posti e scadenze. Le prove preselettive, secondo le tempistiche più probabili, dovrebbero svolgersi a luglio, con un calendario nazionale unico differenziato per grado di scuola; l'avvio dei corsi è previsto a settembre 2026. L'intero percorso si inserisce nel quadro dell'inclusione scolastica disciplinato dal D.Lgs. 66/2017.
Chi è esonerato dalla preselettiva
In base alla disciplina del TFA Sostegno (regolamento di cui al DM 8 febbraio 2019, n. 92) e alle indicazioni ministeriali, sono previsti due principali casi di esonero dalla prova preselettiva:
- Servizio sul sostegno: chi ha prestato, negli ultimi dieci anni scolastici, almeno tre annualità di servizio su posto di sostegno nello specifico grado di scuola per cui si concorre, accede direttamente alla prova scritta.
- Disabilità: sono esonerati i candidati con una percentuale di disabilità pari o superiore all'80%.
In entrambi i casi l'esonero non significa accesso "automatico" al corso, ma il diritto a saltare la preselezione e a partecipare comunque alle prove successive (lo scritto e l'orale), nei limiti dei posti disponibili e secondo le regole del bando di ateneo.
Quando la preselettiva viene soppressa
Esiste poi un'ipotesi che riguarda tutti i candidati di un determinato grado, a prescindere dai requisiti individuali. Se il numero degli iscritti alla preselettiva è inferiore o uguale al doppio dei posti banditi dall'ateneo per quel grado di scuola, la prova viene soppressa e tutti gli aspiranti accedono direttamente alla prova scritta. È una clausola che, in alcune sedi e per alcuni gradi a minore affluenza, può di fatto azzerare lo scoglio della preselezione.
Come funziona la prova
Per chi è invece tenuto a sostenerla, la preselettiva resta il primo filtro del percorso. La prova è generalmente composta da quesiti volti a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi, insieme alle conoscenze didattiche, pedagogiche e relative alla normativa sull'inclusione e al ruolo del docente di sostegno. Superare la preselettiva consente di accedere alle fasi successive; il punteggio ottenuto in questa fase, di norma, non concorre alla graduatoria finale, che si forma sugli esiti delle prove scritte e orali.
Un caso particolare: gli ITP
Va ricordata anche la situazione degli insegnanti tecnico-pratici: per l'accesso ai percorsi sul sostegno, fino al 31 dicembre 2026 resta sufficiente il solo diploma idoneo all'insegnamento nella specifica classe di concorso. Un dettaglio non secondario per molti aspiranti, che conviene verificare con attenzione al momento della presentazione della domanda.
Tempi e prossimi passaggi
Il consiglio per gli aspiranti è di tenere d'occhio due fonti: il portale del MUR, per il decreto di autorizzazione, e i siti dei singoli atenei, dove verranno pubblicati i bandi con date, costi e modalità di iscrizione. È bene verificare per tempo il possesso dei requisiti, valutare l'eventuale diritto all'esonero e raccogliere la documentazione utile. Considerata la forte domanda di docenti specializzati e l'elevato numero di candidati attesi, muoversi con anticipo e leggere con attenzione ogni bando resta la strategia migliore per non perdere l'occasione dell'XI ciclo. Le indicazioni qui riportate andranno comunque confermate alla luce del decreto ministeriale e dei singoli bandi di ateneo, che costituiscono il riferimento ufficiale.
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