Il nuovo concorso per dirigenti scolastici è atteso da tempo: il Ministero ha annunciato la volontà di coprire i numerosi posti vacanti, in molti casi affidati a reggenze, attraverso una nuova procedura. In attesa che il bando venga pubblicato, è utile fare il punto su chi potrà partecipare, come sarà strutturata la selezione e come iniziare a prepararsi, sulla base dell'impianto consolidato dei concorsi degli ultimi anni.
Chi può partecipare: i requisiti
L'accesso alla dirigenza scolastica, figura disciplinata dall'art. 25 del D.Lgs. 165/2001, è tradizionalmente riservato al personale di ruolo della scuola. In base ai requisiti previsti nelle precedenti edizioni, possono candidarsi i docenti (e il personale educativo) che soddisfano alcune condizioni:
- essere assunti a tempo indeterminato in una istituzione scolastica o educativa statale ed essere stati confermati in ruolo (superato l'anno di prova);
- avere maturato un'anzianità di almeno cinque anni di servizio di ruolo;
- possedere un titolo di studio adeguato, di norma una laurea magistrale o titolo equiparato (o un diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti previgenti);
- non avere a carico provvedimenti disciplinari ostativi.
I requisiti definitivi, comprese eventuali specificità, saranno comunque quelli indicati nel bando ufficiale: è quel testo a fare fede e va letto con attenzione una volta pubblicato.
Come è strutturato il concorso
La procedura, nelle edizioni recenti, si articola in tre momenti. Una eventuale prova preselettiva, attivata quando il numero di domande supera una certa soglia, con quesiti a risposta multipla; una prova scritta; e una prova orale. Al termine, i candidati che superano tutte le prove vengono inseriti in una graduatoria di merito, dalla quale si attinge per le nomine in base alla disponibilità dei posti.
Su cosa vertono le prove
Le prove mirano ad accertare le competenze necessarie a guidare un'istituzione scolastica. Nelle precedenti edizioni la prova scritta ha riguardato un ventaglio di ambiti disciplinari che, in genere, comprendono: l'ordinamento e l'autonomia scolastica, l'organizzazione del lavoro e la gestione del personale, la valutazione delle scuole, gli aspetti di gestione finanziaria e contabile, gli ordinamenti europei e internazionali e gli ambienti di apprendimento, anche digitali, oltre ai profili giuridici connessi alla funzione.
La prova orale, oltre a vertere sugli stessi ambiti, prevede di norma la verifica delle competenze informatiche e della conoscenza di una lingua straniera. Anche qui, la struttura esatta — numero e tipologia dei quesiti, materie, punteggi — sarà definita dal bando e dal regolamento della procedura.
Come prepararsi
Pur in assenza del bando, chi è interessato può cominciare a costruire le basi. Alcune indicazioni pratiche:
- partire dallo studio della normativa scolastica di sistema, dall'autonomia alle regole su personale, valutazione e inclusione;
- approfondire gli aspetti di gestione amministrativo-contabile e di organizzazione, spesso meno familiari ai docenti;
- consolidare le competenze linguistiche (in genere è richiesto un livello intermedio-avanzato) e quelle digitali;
- esercitarsi sulla scrittura argomentativa, utile per la prova scritta, e sull'esposizione orale.
Un metodo costante, distribuito nel tempo, è in genere più efficace di una preparazione concentrata nelle settimane finali, vista l'ampiezza dei programmi.
In attesa del bando
Le informazioni qui riportate si basano sull'impianto dei concorsi più recenti e hanno valore orientativo: il quadro definitivo sarà quello fissato dal nuovo bando, che stabilirà numero di posti, requisiti puntuali, calendario e modalità delle prove. Conviene quindi seguire i canali ufficiali del Ministero e degli Uffici scolastici e leggere con cura il testo non appena disponibile.
Per chi aspira alla dirigenza, comunque, il tempo dell'attesa non è tempo perso: è la fase ideale per organizzare lo studio e arrivare pronti quando la procedura prenderà ufficialmente il via. La carenza di dirigenti titolari, con molte scuole gestite in reggenza, rende questo concorso un appuntamento atteso da una platea ampia di docenti.
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