Una procedura attesa da anni, che dopo le prove scritte sembra essersi arenata. È la denuncia che arriva dalla FLC CGIL a proposito del concorso per 145 dirigenti tecnici, le figure con funzioni ispettive di cui la scuola italiana ha cronicamente bisogno. A diversi mesi dall'ultimo passaggio ufficiale, il sindacato chiede al Ministero dell'Istruzione e del Merito di fare chiarezza sullo stato dell'iter.
Le tappe del concorso
Il concorso pubblico, per titoli ed esami, è finalizzato all'assunzione a tempo indeterminato di 145 dirigenti tecnici di seconda fascia con funzioni ispettive, da inquadrare nel ruolo previsto dall'art. 419 del D.Lgs. 297/1994, per le esigenze dell'Amministrazione centrale e periferica del MIM. La procedura è stata bandita con il decreto direttoriale n. 2269 del 9 dicembre 2024, con domande da presentare entro il gennaio 2025 attraverso il portale InPA e la piattaforma del reclutamento.
Da lì il cronoprogramma ha visto due tappe principali: la prova preselettiva, svoltasi il 3 ottobre 2025, e le prove scritte, sostenute il 19 e 20 gennaio 2026 presso la Nuova Fiera di Roma. Da quel momento, però, le notizie ufficiali sull'andamento del concorso si sono fatte rade.
Il silenzio dopo gli scritti
È proprio questo il punto sollevato dalla FLC CGIL: dopo gli scritti di gennaio, la procedura sarebbe rimasta priva di aggiornamenti pubblici significativi, lasciando i candidati nell'incertezza sui tempi delle fasi successive. Per chi ha partecipato — dirigenti scolastici e docenti che aspirano al ruolo ispettivo — l'assenza di comunicazioni si traduce in una lunga attesa, senza un orizzonte chiaro sulla conclusione dell'iter e sull'eventuale immissione in servizio.
La richiesta della FLC CGIL
Il sindacato chiede alle istituzioni competenti di praticare trasparenza e di dare conto dello stato delle cose. Una richiesta che, nelle intenzioni della FLC, è dovuta non solo ai candidati che si sono messi in gioco, ma all'intero sistema scolastico, che da quella funzione trae un presidio di controllo e di supporto. Nel suo intervento, la federazione sottolinea anche un nodo di fondo: i 145 posti messi a bando appaiono insufficienti rispetto alla complessità del sistema delle autonomie scolastiche, in cui operano migliaia di istituzioni.
La FLC ricorda inoltre come, per anni, alla carenza di organico ispettivo si sia risposto con incarichi temporanei: soluzioni che, pur svolte con dedizione, non garantiscono la continuità e il livello di supporto che le trasformazioni continue della scuola richiederebbero. Da qui l'urgenza di portare a termine il concorso e di ampliare, in prospettiva, la dotazione di dirigenti tecnici.
Perché la figura dell'ispettore conta
I dirigenti tecnici, storicamente noti come "ispettori", svolgono un ruolo decisivo: vigilanza, consulenza tecnico-didattica, supporto alle scuole e all'amministrazione, partecipazione a commissioni e attività di valutazione. Negli anni la riduzione del loro numero ha indebolito una funzione che, al contrario, dovrebbe accompagnare le scuole nei processi di innovazione, di valutazione e di gestione delle situazioni più complesse. Completare il reclutamento significherebbe quindi non solo dare una risposta ai candidati, ma rafforzare un anello importante della catena organizzativa del sistema di istruzione.
Cosa aspettarsi ora
Allo stato, la palla è nel campo dell'Amministrazione, chiamata a comunicare gli esiti delle prove scritte e i passaggi successivi della procedura. Ogni informazione ufficiale viene veicolata, come previsto dal bando, attraverso la piattaforma del reclutamento, che resta il riferimento per i candidati. In assenza di aggiornamenti, la richiesta di trasparenza avanzata dalla FLC CGIL rischia di restare il principale fatto nuovo di una vicenda che, dopo mesi di silenzio, attende ora una svolta. Per i partecipanti, l'invito è a monitorare l'area personale sulla piattaforma ministeriale, dove sono pubblicate tutte le comunicazioni relative al concorso.
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