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Siena, "O capitano": il saluto al prof precario diventa virale

Siena, "O capitano": il saluto al prof precario diventa virale

Una scena da film, andata in onda davvero in un'aula di Siena. Nell'ultimo giorno di scuola gli studenti di una quinta dell'istituto Monna Agnese hanno salutato il loro docente di italiano e storia, Francesco Cavalieri, salendo in piedi sui banchi e citando la celebre frase de L'attimo fuggente: "O capitano, mio capitano". Il video dell'omaggio è diventato virale sui social, commuovendo ben oltre i confini della classe.

L'omaggio in stile "Attimo fuggente"

Il copione è quello reso celebre dal cinema: una studentessa che si alza per prima, poi l'intera classe in piedi e un applauso a chiudere. Un gesto spontaneo, ripreso con i telefonini e rilanciato in rete, che si inserisce in una sorta di tradizione di fine anno tra i ragazzi delle superiori. Per il professore, l'emozione è stata autentica: "Non ho trattenuto le lacrime", ha raccontato Cavalieri, spiegando di aver costruito con i suoi alunni un rapporto fatto soprattutto di ascolto e di attenzione alla persona, più che di sola lezione frontale.

Storie come questa raccontano la parte più bella del mestiere di insegnante: il legame umano che resta quando la campanella suona per l'ultima volta, soprattutto verso una quinta che si appresta ad affrontare la Maturità e a lasciare per sempre i banchi di quell'istituto.

Dietro il sorriso, il precariato

Ma nel video di Siena c'è anche un secondo piano, meno luminoso. Cavalieri è un docente precario: al sesto anno di insegnamento, sarà costretto ancora una volta a cambiare scuola, come accade a migliaia di colleghi a ogni passaggio di anno scolastico. L'affetto degli studenti si intreccia così con una fragilità strutturale del sistema: chi insegna con continuità e crea un rapporto solido con la classe non ha, spesso, la garanzia di poter restare.

È il rovescio della medaglia di una scuola che continua a poggiare in misura significativa sul lavoro a tempo determinato. Le supplenze annuali coprono cattedre reali e necessità ordinarie, ma comportano un ricambio frequente di docenti, con ricadute sulla continuità didattica e, talvolta, proprio su quei legami che i ragazzi celebrano con cori e applausi. Il saluto "O capitano" diventa, in questa prospettiva, anche un piccolo atto di gratitudine verso chi quel rapporto lo costruisce pur sapendo di non avere la certezza del ritorno.

Un episodio che fa riflettere

La vicenda senese non è isolata: negli ultimi anni i video di studenti che salutano i propri insegnanti citando L'attimo fuggente si sono moltiplicati, diventando una sorta di rito condiviso tra le scuole italiane. Ogni volta, dietro l'emozione, riaffiora il tema del valore riconosciuto al lavoro dei docenti, di ruolo e precari.

Mentre l'anno scolastico si chiude tra scrutini ed esami, la scena di Siena lascia un'immagine semplice e potente: quella di una classe che, prima di separarsi, sceglie di dire grazie. E lo fa proprio a un professore che, da settembre, sarà altrove. Una buona notizia che porta con sé, sottotraccia, una domanda che riguarda l'intero sistema: come trattenere, e valorizzare, gli insegnanti capaci di lasciare il segno.

Francesco Perrone

Presidente UNLA Bovalino

Scuola e territorio Politiche educative Dispersione scolastica

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