Una nuova iniezione di risorse per l'istruzione tecnologica superiore. Con un decreto del Ministero dell'Istruzione e del Merito è stato ripartito il Fondo per l'istruzione tecnologica superiore 2026, pari a oltre 74,5 milioni di euro, destinati alle Fondazioni ITS Academy attraverso le Regioni. Il passaggio operativo che ora conta da vicino le scuole, gli studenti e i territori è la scadenza: le Regioni devono comunicare entro il 30 giugno 2026 l'entità delle risorse da trasferire agli ITS Academy accreditati, in vista dei percorsi che prenderanno avvio tra il 1° settembre e il 30 novembre.
Come è ripartito il Fondo
Il riparto definisce con precisione le diverse finalità. La quota più consistente, pari al 63,5% (circa 49 milioni di euro), è destinata all'incremento dell'offerta formativa, inclusi i percorsi attivati all'estero, e al potenziamento di sedi, laboratori e infrastrutture tecnologicamente avanzate. Il 30% (circa 23,17 milioni) costituisce la quota premiale, assegnata in base al numero di diplomati e al tasso di occupazione coerente con il percorso svolto: all'interno di questa quota due frazioni del 5% ciascuna premiano rispettivamente la presenza di allieve iscritte e diplomate e la promozione di campus multiregionali e forme di coordinamento tra Fondazioni.
Una parte delle risorse sostiene poi gli studenti in modo diretto: il 3% (circa 2,32 milioni) finanzia le borse di studio per i tirocini formativi obbligatori. Completano il quadro il 2% per il supporto e l'evoluzione del sistema terziario di istruzione tecnologica superiore e l'1,5% per le misure nazionali di orientamento, l'Anagrafe degli studenti e il sistema di monitoraggio.
Il criterio: iscritti e diplomati
La distribuzione regionale del Fondo si basa su parametri oggettivi: il numero degli iscritti rilevati al 31 luglio 2025 (attraverso i dati INDIRE e l'Anagrafe ITS) e il numero dei diplomati nel triennio 2023-2025. È un meccanismo che lega le risorse alla dimensione effettiva del sistema sul territorio e ai suoi risultati, in particolare in termini di occupabilità. La cornice normativa è quella della riforma introdotta con la Legge 99/2022, che ha ridisegnato il sistema delle Fondazioni ITS Academy, e con il quadro delle aree tecnologiche definite dal decreto ministeriale n. 203 del 2023.
Il ruolo delle Regioni e la scadenza
Il decreto assegna le risorse alle Regioni, che a loro volta dovranno riversarle direttamente ed esclusivamente alle singole Fondazioni ITS Academy beneficiarie. Il termine fissato per la comunicazione al Ministero è il 30 giugno 2026: entro quella data ogni Regione dovrà indicare le risorse destinate ai percorsi accreditati che partiranno tra il 1° settembre e il 30 novembre 2026. Una tempistica che incrocia il periodo delle iscrizioni e che assume un valore concreto per i neodiplomati: dalla rapidità con cui si chiudono questi passaggi dipende anche la possibilità di avviare per tempo i nuovi corsi.
Un sistema in crescita
I numeri raccontano un settore in espansione. A livello nazionale, secondo i dati utilizzati per il riparto, gli ITS Academy contano oltre 61mila tra iscritti e diplomati. A guidare la classifica dei finanziamenti è la Lombardia, con circa 15mila studenti e diplomati e quasi 19,7 milioni di euro assegnati, seguita da Veneto e Puglia. Sul piano dell'efficacia formativa, i dati nazionali diffusi negli ultimi mesi indicano che oltre l'80% dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno dal titolo, in larga parte in impieghi coerenti con il percorso svolto.
Si tratta di una filiera che si rivolge a giovani diplomati (e laureati) interessati a una formazione tecnica superiore fortemente laboratoriale, costruita in sinergia con il tessuto produttivo e con docenti provenienti dal mondo del lavoro. Proprio per questo gli ITS Academy sono sempre più al centro delle politiche di orientamento, come alternativa o complemento al percorso universitario per chi cerca uno sbocco professionale rapido in settori considerati strategici.
Cosa significa per studenti e territori
Per le famiglie e i maturandi che in queste settimane valutano il dopo-diploma, il rifinanziamento e l'ampliamento dell'offerta rappresentano un'opportunità in più, soprattutto in vista delle iscrizioni ai percorsi dell'autunno. Per i territori, la posta in gioco è la capacità di trattenere e formare competenze richieste dalle imprese. Resta da verificare, come sempre, la velocità di attuazione: l'efficacia del Fondo dipenderà dai tempi con cui le Regioni completeranno i trasferimenti e dalla tenuta del raccordo tra Fondazioni, scuole e mondo produttivo. La scadenza del 30 giugno è il primo banco di prova.