Si avvicina il traguardo del concorso PNRR3 anche per la scuola dell'infanzia e per la primaria. Dopo le prime graduatorie pubblicate per la scuola secondaria, l'attenzione si sposta ora sui due gradi del primo ciclo: secondo il cronoprogramma fissato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, le graduatorie di merito regionali devono essere approvate entro il 30 giugno 2026. È il passaggio che apre la strada alle immissioni in ruolo con decorrenza dal 1° settembre, attese da migliaia di aspiranti docenti che hanno completato le prove nei mesi scorsi.
Il quadro della procedura
Il concorso, articolato nei decreti direttoriali n. 2938 (infanzia e primaria) e n. 2939 (secondaria) del 9 ottobre 2025, mette a bando complessivamente 58.135 posti tra posto comune e sostegno. Si tratta della terza e ultima tornata del piano straordinario di reclutamento legato al PNRR, costruito sull'impianto del nuovo sistema di accesso al ruolo previsto dal D.Lgs. 59/2017, come modificato dalla Legge 79/2022.
La partecipazione è stata ampia: secondo i dati diffusi dal Ministero sono state presentate oltre 226mila domande, di cui circa 45mila per i posti di infanzia e primaria. Le prove scritte si sono concluse il 5 dicembre scorso, mentre i colloqui orali sono stati avviati nei primi mesi dell'anno e proseguono in queste settimane. Per la prova scritta, ricordiamo, valeva la soglia di 70/100 e l'ammissione all'orale entro il limite del triplo dei posti banditi per la specifica procedura.
Infanzia e primaria: a che punto siamo
Mentre per la secondaria sono già iniziate le pubblicazioni delle graduatorie di merito, per infanzia e primaria gli Uffici scolastici regionali stanno completando le operazioni: terminati i colloqui e attribuiti i punteggi, restano la valutazione dei titoli e la formazione delle graduatorie definitive, organizzate su base regionale e distinte tra posto comune e sostegno. Il riferimento operativo resta l'Atto di indirizzo del Ministero per il 2026, che indica nel 30 giugno il termine per la conclusione della procedura con l'approvazione delle graduatorie.
Va ricordato che i numeri dei posti hanno carattere previsionale: dipendono dalle cessazioni dal servizio e dai posti residuati dai concorsi precedenti. Per questo la consistenza effettiva delle immissioni si definirà soltanto dopo l'incrocio con i pensionamenti accertati e con le altre operazioni di avvio dell'anno scolastico.
Dalla graduatoria al ruolo
L'inserimento in graduatoria non coincide con l'assunzione immediata. Le graduatorie di merito regionali costituiscono il canale da cui l'amministrazione attinge per le immissioni in ruolo, secondo le autorizzazioni annuali e la ripartizione tra le diverse procedure di reclutamento. Chi rientra in posizione utile riceve la nomina con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2026; chi resta in graduatoria senza ottenere subito il ruolo potrà comunque essere assunto negli scorrimenti successivi, finché la graduatoria mantiene validità.
Per i vincitori la nomina è seguita dall'anno di formazione e prova, condizione per il consolidamento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Resta inoltre il nodo dell'abilitazione: una parte dei candidati ha partecipato con riserva, da sciogliere al conseguimento dei crediti formativi o del titolo richiesto nei termini previsti dal bando.
Cosa conviene fare ora
In attesa della pubblicazione, gli aspiranti hanno interesse a tenere sotto controllo i canali ufficiali del proprio Ufficio scolastico regionale e l'area personale sui portali ministeriali, dove vengono resi disponibili gli esiti. È utile verificare la correttezza dei dati dichiarati e dei titoli valutati: eventuali errori materiali vanno segnalati tempestivamente, mentre per i reclami valgono i termini indicati nei singoli provvedimenti regionali.
Le settimane che precedono settembre saranno decisive: dalla pubblicazione delle graduatorie dipende infatti l'intero calendario delle assunzioni 2026/27, che si intreccia con la mobilità già conclusa e con le procedure da graduatorie a esaurimento e GPS. Per la scuola dell'infanzia e primaria, in particolare, la tempistica conta: chiudere entro fine giugno significa poter programmare con maggiore anticipo le nomine e ridurre il ricorso alle supplenze a inizio anno. Un obiettivo dichiarato dal Ministero, che però andrà misurato sui tempi reali delle singole regioni.