A pochi giorni dall'avvio della maturità, con la prima prova scritta in calendario giovedì 18 giugno e la seconda venerdì 19, torna una domanda che ogni anno divide le sale insegnanti: i docenti che non fanno parte delle commissioni devono comunque essere fisicamente presenti a scuola durante i giorni delle prove scritte? La questione si ripropone spesso a seguito di circolari interne che invitano tutto il personale a presentarsi in istituto. Per orientarsi conviene partire dalla normativa che disciplina l'esame e distinguere tra obbligo di presenza e dovere di disponibilità.
La domanda che torna ogni anno
Il dubbio nasce quasi sempre da una lettura affrettata delle regole. Capita che una dirigenza chieda a tutti i docenti delle materie d'esame, o addirittura all'intero collegio, di restare a scuola per l'intera durata degli scritti. Da qui le proteste di chi non è stato nominato in commissione e si chiede su quale base scatti tale obbligo. La risposta richiede di leggere con attenzione l'ordinanza ministeriale e di non confondere norme che si riferiscono a momenti diversi della procedura d'esame.
Cosa dice l'ordinanza sulla maturità
L'esame 2026 è disciplinato dall'Ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, che attua il quadro fissato dal D.Lgs. 62/2017 in materia di valutazione ed esami di Stato. L'ordinanza prevede che le sostituzioni dei componenti delle commissioni, quando necessarie per garantirne la piena operatività, siano disposte dal dirigente scolastico per i membri interni e dall'Ufficio scolastico regionale per i presidenti e i membri esterni. È in questo contesto che si inserisce la previsione secondo cui il personale utilizzabile per le sostituzioni resta a disposizione dell'istituzione scolastica di servizio.
Disponibilità non significa presenza fisica generalizzata
Il punto chiave è proprio qui. La regola sulla disponibilità per le eventuali sostituzioni riguarda l'intero arco della procedura d'esame e ha l'obiettivo di assicurare che, in caso di assenza o impedimento di un commissario, sia possibile coprire rapidamente il posto. Disponibilità, però, non equivale automaticamente a presenza fisica di tutti i docenti, in massa, nei giorni delle prove scritte. Ciò che la normativa chiede, in primo luogo ai docenti delle discipline d'esame, è di poter essere reperiti ed eventualmente chiamati a sostituire un collega, non di sostare in istituto per tutta la durata dello scritto senza un compito definito. Confondere i due piani è all'origine di buona parte degli equivoci.
Il ruolo del dirigente e degli obblighi di servizio
Va comunque ricordato che la partecipazione alle commissioni e gli adempimenti connessi all'esame rientrano tra gli obblighi di servizio del personale scolastico. Il dirigente, nell'ambito delle sue prerogative organizzative e nel rispetto del contratto, può adottare disposizioni per garantire la copertura di eventuali sostituzioni. Una cosa è però organizzare la reperibilità del personale necessario; altra cosa è imporre indistintamente la presenza in sede di chi non ha alcun ruolo attivo nelle prove di quel giorno. Le indicazioni vanno quindi sempre lette alla luce della loro finalità: assicurare il regolare svolgimento dell'esame, non moltiplicare adempimenti privi di una funzione concreta.
Cosa fare in caso di circolare interna
Per i docenti che ricevono una circolare di questo tipo, il consiglio pratico è di verificare il riferimento normativo richiamato e di distinguere tra i diversi giorni della procedura. Se la disposizione riguarda la disponibilità per sostituzioni, è utile chiedere alla dirigenza in che termini concreti si traduce: reperibilità telefonica, turni dedicati o effettiva presenza in sede. In caso di dubbi sull'interpretazione, resta sempre opportuno confrontarsi con la rappresentanza sindacale di istituto, che può chiarire la portata degli obblighi alla luce del contratto e delle prassi consolidate. Con l'avvio degli esami ormai imminente, fare chiarezza in anticipo evita tensioni inutili e consente a ciascuno di organizzarsi al meglio in una settimana già impegnativa per scuole, commissioni e studenti.