Il rinnovo contrattuale della scuola entra nella seconda fase. Dopo la firma dell'ipotesi sulla parte economica, avvenuta il 1° aprile scorso, la trattativa per il CCNL "Istruzione e Ricerca" 2025-2027 prosegue all'ARAN sulla parte normativa: il confronto è stato aggiornato a mercoledì 24 giugno, mentre proseguono nel frattempo gli incontri tecnici bilaterali sui singoli argomenti per stringere i tempi.
Sul tavolo restano i capitoli che completano il quadro regolatorio del comparto e che incidono concretamente sulla vita lavorativa di docenti e ATA: dalle relazioni sindacali al rapporto di lavoro, dal lavoro agile al welfare contrattuale. La cornice è quella della contrattazione collettiva del pubblico impiego disciplinata dal D.Lgs. 165/2001, con l'ARAN nel ruolo di agenzia che negozia per conto delle pubbliche amministrazioni.
A che punto è il rinnovo
L'ipotesi sulla parte economica è stata sottoscritta il 1° aprile 2026 dal presidente dell'ARAN Antonio Naddeo e da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto: FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF. L'accordo riguarda una platea di circa 1,3 milioni di lavoratori tra scuola, università, ricerca e AFAM e prevede aumenti medi di circa 137 euro a regime, con il pagamento degli arretrati atteso indicativamente nei mesi successivi, una volta conclusi i controlli di rito e sottoscritto definitivamente il contratto.
Si tratta, però, della sola parte economica. Il negoziato sulla parte normativa, avviato subito dopo, è il passaggio che ora deve completare il rinnovo, e che proprio il 24 giugno vedrà una nuova sessione plenaria all'ARAN.
Il vincolo delle risorse
C'è un elemento che condiziona l'intera discussione. Come emerso nel confronto del 26 maggio, le parti hanno scelto di destinare tutte le risorse disponibili agli incrementi della retribuzione tabellare del personale, come da pre-intesa sottoscritta il 1° aprile. Di conseguenza, allo stato attuale le modifiche e le innovazioni della parte normativa non potranno avere carattere oneroso: si potrà cioè intervenire sugli istituti che regolano il lavoro, ma senza nuovi costi a carico del contratto, salvo il reperimento di risorse aggiuntive.
I temi sul tavolo del 24 giugno
Il confronto si concentra su un pacchetto ampio di istituti. Tra questi, il sistema delle relazioni sindacali, la disciplina del rapporto di lavoro, il lavoro agile e il welfare contrattuale. Capitoli che, pur in assenza di nuove risorse, possono ridefinire diritti, procedure e tutele per il personale. Tra gli impegni rivendicati dalle sigle in vista del prosieguo figura anche l'estensione dei buoni pasto a tutto il personale, tema più volte richiamato come priorità.
Cosa chiedono i sindacati
Le organizzazioni hanno ribadito l'impegno a ottenere, nei primi provvedimenti utili, stanziamenti aggiuntivi capaci di riconoscere professionalità e carichi di lavoro del personale, anche per fronteggiare eventuali scostamenti dell'inflazione rispetto alle previsioni. La FLC CGIL ha sottolineato come questo accordo, a differenza del precedente CCNL 2022-2024, allinei da subito i salari all'inflazione prevista per il triennio, pur non chiudendo la stagione contrattuale, che proseguirà appunto sulla parte normativa.
Per docenti e ATA, il calendario delle prossime settimane sarà quindi decisivo: dalla sessione del 24 giugno dipenderà la definizione degli istituti che regolano concretamente la quotidianità lavorativa, dal lavoro agile alle relazioni sindacali. Un passaggio meno appariscente degli aumenti in busta paga, ma altrettanto rilevante per le condizioni di lavoro del personale della scuola. Il negoziato, fanno sapere le parti, proseguirà senza soluzione di continuità con l'obiettivo di arrivare alla sottoscrizione definitiva del contratto.
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