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Carta del docente, residui da spendere entro il 31 agosto: le regole

Carta del docente, residui da spendere entro il 31 agosto: le regole

Con la fine dell'anno scolastico si avvicina una scadenza da non dimenticare per gli insegnanti: il 31 agosto 2026, termine entro cui utilizzare le somme disponibili sulla Carta del docente. Per l'anno scolastico 2025/2026 il bonus vale 383 euro e quest'anno la platea dei beneficiari è stata ampliata in modo strutturale, includendo anche i supplenti. Prima dell'estate è il momento giusto per controllare il proprio borsellino elettronico ed evitare di lasciare risorse inutilizzate.

La scadenza del 31 agosto e i residui

L'importo accreditato e gli eventuali residui degli anni precedenti, confluiti nel borsellino, sono cumulabili e vanno spesi entro il termine dell'anno scolastico, fissato al 31 agosto 2026. La gestione avviene interamente sulla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it, dove ciascun docente può verificare la disponibilità residua, generare i buoni di spesa e controllarne lo stato. Il consiglio pratico è semplice: accedere per tempo e pianificare gli acquisti, senza ridursi agli ultimi giorni di agosto.

Chi ne ha diritto quest'anno

La novità più rilevante riguarda proprio i destinatari. Oltre ai docenti di ruolo, per il 2025/2026 il bonus spetta in via strutturale anche ai supplenti annuali su posto vacante (fino al 31 agosto), ai docenti con incarico fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e al personale educativo. La platea complessiva supera così il milione di beneficiari.

Si tratta di un cambiamento atteso da anni e maturato dopo numerose pronunce giudiziarie: in passato molti precari avevano dovuto rivolgersi al giudice per ottenere il beneficio, mentre ora l'erogazione è automatica e la procedura è stata uniformata a quella prevista per i docenti di ruolo.

Quanto vale e perché è cambiato l'importo

L'importo individuale è sceso dai 500 euro degli anni precedenti agli attuali 383 euro. La riduzione, come spiegato dal Ministero, è la conseguenza dell'ampliamento della platea: a fronte di un numero molto più alto di aventi diritto, le risorse disponibili sono state ridistribuite senza un corrispondente incremento dei fondi. La Carta del docente è lo strumento, istituito dalla Legge 107/2015, dedicato all'aggiornamento e alla formazione degli insegnanti.

Cosa si può acquistare

Restano confermate le categorie di spesa tradizionali, a cui si affiancano alcune voci aggiuntive introdotte con la nuova edizione:

  • libri e riviste, anche in formato digitale;
  • corsi di formazione e aggiornamento professionale, anche universitari;
  • ingressi a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli teatrali;
  • secondo quanto riferito, anche servizi di trasporto e strumenti musicali.

Un'attenzione particolare merita l'acquisto di hardware e software. Per questa categoria vale una regola precisa: i dispositivi possono essere acquistati in occasione della prima erogazione del bonus e, successivamente, solo con cadenza quadriennale. Chi accede per la prima volta alla Carta — come molti supplenti entrati quest'anno nella platea — può quindi acquistare dispositivi senza restrizioni in questa prima assegnazione, per poi attendere quattro anni.

Come controllare e spendere il bonus

Per accedere alla piattaforma servono le credenziali SPID o CIE. Una volta entrati, il sistema mostra l'importo disponibile e consente di generare buoni elettronici da utilizzare presso gli esercenti e gli enti accreditati, fisici o online. È importante verificare che il fornitore sia abilitato e che il buono venga effettivamente validato al momento dell'acquisto.

Un controllo da fare prima dell'estate

La chiusura dell'anno scolastico è il momento ideale per fare il punto: controllare quanto resta sul borsellino, sommare eventuali residui e programmare gli acquisti utili alla propria formazione. Per i tanti supplenti entrati quest'anno tra i beneficiari, è anche l'occasione per utilizzare per la prima volta uno strumento che, pur con un importo ridotto, resta un sostegno concreto all'aggiornamento professionale. Verificare la propria posizione adesso evita il rischio di scoprire fondi non spesi quando ormai il tempo è scaduto.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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