La protesta sugli istituti tecnici arriva nel momento più delicato dell'anno scolastico. La FLC CGIL ha proclamato uno sciopero breve nazionale del personale docente impegnato negli scrutini finali delle scuole secondarie di secondo grado che comprendono gli istituti di istruzione tecnica, in programma dal 13 al 21 giugno 2026. Al centro della mobilitazione c'è la contestazione della riforma dell'istruzione tecnica, ritenuta dal sindacato penalizzante per la didattica e per gli organici.
Come funziona lo sciopero
Non si tratta di un'astensione dell'intera giornata, ma di uno sciopero limitato a un'ora nell'ambito delle operazioni di scrutinio finale. La scelta punta a rendere visibile il dissenso senza superare i limiti previsti dalla disciplina sui servizi pubblici essenziali. Un punto è particolarmente importante per studenti e famiglie: restano esclusi dalla protesta gli scrutini collegati agli esami conclusivi dei cicli di istruzione, così da non bloccare la chiusura dell'anno e l'avvio degli esami di Stato. La proclamazione formale è stata inviata dal sindacato il 3 giugno 2026.
La vertenza: le tappe della mobilitazione
Lo sciopero degli scrutini è l'ultimo atto di una vertenza aperta da settimane. Il percorso di protesta era iniziato con lo sciopero del 7 maggio, a cui erano seguite altre forme di lotta: l'astensione da tutte le prestazioni aggiuntive orarie dal 22 maggio al 21 giugno 2026 e la sospensione delle procedure relative alle adozioni dei libri di testo. La FLC CGIL ha così deciso di alzare il livello dello scontro proprio nella fase degli scrutini finali, considerata un passaggio simbolicamente centrale per il lavoro dei docenti.
Le critiche alla riforma degli istituti tecnici
Secondo il sindacato, il riordino rischia di modificare in profondità l'equilibrio dell'offerta formativa degli istituti tecnici. Le criticità segnalate da diverse scuole riguardano in particolare la penalizzazione di numerosi insegnamenti, sia di cultura generale sia professionalizzanti. Tra i nodi contestati figurano la riduzione delle ore di scuola a favore di una maggiore flessibilità legata alle esigenze delle imprese del territorio, l'anticipo della formazione scuola-lavoro — la vecchia alternanza — al secondo anno e il superamento del biennio unico. Per la FLC CGIL queste modifiche comporterebbero ricadute sulla qualità della didattica e una contrazione dei posti di lavoro per il personale, docente e ATA, in un quadro segnato dalla mancanza di finanziamenti adeguati. La segretaria generale Gianna Fracassi ha definito la riforma "inutile e dannosa".
Le richieste della FLC CGIL
Con lo sciopero degli scrutini il sindacato chiede il ritiro e, in subordine, il rinvio dell'attivazione della riforma. Nello specifico, le rivendicazioni riguardano:
- il rinvio dell'attuazione della riforma dell'istruzione tecnica;
- la sospensione dei relativi provvedimenti attuativi;
- l'apertura di un confronto effettivo con le organizzazioni sindacali rappresentative e le parti sociali;
- una valutazione condivisa sulle ricadute ordinamentali, didattiche, organizzative e professionali della riforma.
Il sindacato conferma comunque la disponibilità a un confronto immediato, chiedendo che le criticità sollevate non vengano archiviate come semplici obiezioni di categoria.
Cosa significa per studenti e famiglie
L'impatto concreto della protesta sull'attività delle scuole dovrebbe restare contenuto. Trattandosi di un'astensione di un'ora durante gli scrutini finali — e con l'esclusione di quelli legati agli esami di Stato — la chiusura dell'anno scolastico e il regolare svolgimento della Maturità non sono interessati. Lo sciopero si svolge nel rispetto della Legge 146/1990 sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, che affida alla Commissione di Garanzia il compito di vigilare sul contemperamento tra diritto di sciopero e diritti degli utenti.
Per le scuole coinvolte resta utile monitorare i calendari delle sedute di scrutinio e comunicare per tempo eventuali variazioni di orario. La vertenza, intanto, resta aperta: dall'esito del confronto tra sindacato e Ministero dipenderà se la mobilitazione proseguirà anche oltre la chiusura dell'anno scolastico.