Cresce l'attesa per l'avvio operativo dell'XI ciclo del TFA sostegno, il percorso universitario che consente di conseguire la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. L'iter è stato formalmente aperto con la Nota MUR n. 4660 del 14 aprile 2026, che ha autorizzato complessivamente 30.241 posti. Ora il passaggio decisivo è il decreto ministeriale che fisserà la ripartizione definitiva dei posti per ateneo e il calendario delle prove: secondo le indicazioni delle testate di settore è atteso a breve, e solo dopo la sua pubblicazione le università potranno emanare i singoli bandi.
I numeri: 30.241 posti, nulla per la secondaria di II grado
La distribuzione dei posti autorizzati segna una netta discontinuità rispetto al passato. Stando al fabbisogno comunicato, i 30.241 posti sono così ripartiti: circa 4.809 per l'infanzia, 21.202 per la primaria e 4.230 per la secondaria di I grado. Il dato più rilevante è l'assenza di posti per la scuola secondaria di II grado, una scelta che rappresenta una rottura rispetto al X ciclo, che destinava invece una quota significativa proprio alle superiori.
Il totale, peraltro, risulta in calo rispetto ai 35.784 posti del ciclo precedente. Sul piano territoriale, la regione con il maggior numero di posti è la Lombardia. Per i candidati che puntavano alla specializzazione sulla secondaria di II grado, salvo modifiche introdotte dal decreto finale, l'XI ciclo non offrirà percorsi: un aspetto su cui si concentrano molte delle attese degli aspiranti.
A che punto è l'iter
Dopo la nota di avvio, gli atenei statali e non statali (escluse le università telematiche) hanno inserito le proprie proposte di attivazione dei corsi tra il 23 aprile e il 7 maggio scorsi. Conclusa questa fase, spetta ora al Ministero dell'Università e della Ricerca adottare il decreto che assegna i posti alle singole sedi e definisce il calendario unico delle prove. Solo a quel punto i singoli atenei pubblicheranno i bandi, con tempi e modalità che non seguiranno una procedura nazionale unica ma le regole di ciascuna università.
Il percorso resta quello consueto: un corso di specializzazione da 60 CFU, con tirocinio e frequenza obbligatoria, che si chiude con una prova finale. La specializzazione è un titolo molto richiesto perché consente, tra l'altro, l'inserimento nella prima fascia delle graduatorie per le supplenze e rappresenta la via ordinaria verso il ruolo sul sostegno, nel quadro dell'inclusione scolastica disciplinato dal D.Lgs. 66/2017.
Le prove di accesso e la tempistica
L'accesso ai corsi è regolato da una procedura selettiva articolata in tre fasi: prova preselettiva, prova scritta e prova orale. La preselettiva non verte sulla cultura generale: richiede conoscenze specifiche sulle teorie psicopedagogiche, sulla normativa dell'inclusione, sulle metodologie didattiche e sulle competenze linguistiche. Di norma alla prova scritta accede un numero di candidati pari al doppio dei posti banditi, per cui la fase di filtro è particolarmente selettiva.
Sul fronte dei tempi, il cronoprogramma ricostruito dalle testate di settore – ancora da confermare con il decreto – colloca le prove di accesso tra l'estate e il primo autunno 2026, con l'inizio delle lezioni atteso entro la fine dell'anno e il conseguimento del titolo abilitante previsto entro il 30 giugno 2027. Trattandosi di indicazioni non ufficiali, le date diventeranno vincolanti soltanto con la pubblicazione del provvedimento ministeriale e dei bandi dei singoli atenei.
I percorsi INDIRE e gli idonei del X ciclo
Accanto al TFA ordinario restano attivi i percorsi abbreviati INDIRE (il cosiddetto II ciclo), che secondo le informazioni disponibili contano complessivamente circa 14.800 posti, in larga parte riservati ai docenti con almeno tre anni di servizio sul sostegno e una quota destinata a chi ha conseguito la specializzazione all'estero in attesa di riconoscimento. È inoltre previsto che gli idonei del X ciclo possano partecipare in soprannumero all'XI, un elemento che inciderà sui numeri effettivi delle singole sedi.
Cosa fare in attesa del decreto
Il consiglio per gli aspiranti è di non attendere la pubblicazione del bando per iniziare la preparazione: tra l'uscita del decreto, la scadenza delle domande e le prove potrebbero passare poche settimane. È utile verificare fin da ora il possesso dei requisiti di accesso per il grado di interesse e individuare gli atenei della propria area. Restano da chiarire, con il decreto definitivo, la ripartizione dei posti per università e l'eventuale risposta alle richieste sulla secondaria di II grado. NewsIstruzione seguirà la pubblicazione del provvedimento e dei bandi con tutti gli aggiornamenti utili.