Nuove risorse per l'istruzione tecnica superiore. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha emanato il decreto direttoriale (del 20 maggio 2026) che ripartisce il Fondo per l'istruzione tecnologica superiore per l'anno finanziario 2026, destinato al finanziamento e allo sviluppo degli ITS Academy. Le risorse complessive ammontano a circa 77,2 milioni di euro. Una scadenza chiave attende ora le Regioni, chiamate a comunicare al Ministero come distribuire i fondi entro il 30 giugno.
Come sono distribuite le risorse
Il decreto individua alcune quote di riserva calcolate sul totale disponibile per il 2026. Nel dettaglio:
- 1,50% (circa 1,16 milioni) per le misure nazionali di orientamento, l'Anagrafe degli studenti e il sistema di monitoraggio;
- 2,00% (circa 1,54 milioni) per il supporto e l'evoluzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore;
- 3,00% (circa 2,32 milioni) per le borse di studio a sostegno dei tirocini formativi obbligatori;
- 30,00% (circa 23,17 milioni) come quota premiale;
- 63,50% (circa 49,05 milioni) per l'incremento dell'offerta formativa, inclusi i percorsi attivati all'estero, e per sedi, laboratori e infrastrutture tecnologicamente avanzate.
Il totale erogato direttamente alle Regioni ammonta a circa 74,5 milioni di euro.
La quota premiale: diplomati, occupazione e parità di genere
La quota premiale del 30% premia i risultati: viene assegnata in base al numero di diplomati e al tasso di occupazione coerente con il percorso formativo svolto. Le Regioni dovranno riversare questi importi direttamente ed esclusivamente alle singole Fondazioni ITS Academy beneficiarie.
All'interno di questo 30% sono previste due ulteriori quote del 5% ciascuna (circa 1,16 milioni l'una). La prima tiene conto del numero di allieve iscritte e diplomate, in un'ottica di promozione della partecipazione femminile ai percorsi tecnologici; la seconda è finalizzata alla promozione di campus multiregionali e di forme di coordinamento tra Fondazioni.
I criteri di riparto e le Regioni beneficiarie
La ripartizione regionale si basa sul numero degli iscritti rilevati al 31 luglio 2025, attraverso i dati INDIRE e l'Anagrafe ITS, e sui diplomati nel triennio 2023-2025. Secondo le tabelle allegate al decreto, la Lombardia risulta la principale destinataria, con oltre 19,6 milioni di euro, seguita dal Veneto con circa 8,7 milioni e dalla Puglia con 7,2 milioni.
La distribuzione fotografa così la diversa diffusione territoriale degli ITS Academy, concentrati soprattutto nelle aree a maggiore vocazione produttiva, ma con risorse specificamente orientate a sostenere anche il coordinamento sovraregionale.
La scadenza del 30 giugno e il cofinanziamento regionale
Il passaggio più immediato riguarda le Regioni: entro il 30 giugno 2026 dovranno comunicare al Ministero l'entità delle risorse da riversare agli ITS Academy accreditati, in relazione ai percorsi da attivarsi tra il 1° settembre e il 30 novembre 2026. Una tempistica che si lega all'avvio del prossimo ciclo formativo.
Resta inoltre fermo l'obbligo di cofinanziamento regionale dei piani triennali di attività degli ITS Academy, che deve coprire almeno il 30% dell'ammontare delle risorse nazionali stanziate, come previsto dalla Legge 99/2022, che ha riformato e riordinato il sistema terziario di istruzione tecnologica superiore.
Perché conta per studenti e territori
Gli ITS Academy rappresentano il segmento dell'istruzione terziaria professionalizzante, alternativo o complementare al percorso universitario, e sono il punto di arrivo della filiera tecnologico-professionale che dal 2026/27 entra stabilmente nell'offerta del secondo ciclo. Il finanziamento incide quindi su un comparto in forte espansione, chiamato a rispondere alla domanda di tecnici qualificati da parte del mondo produttivo.
Per gli studenti, le risorse dedicate alle borse di studio e ai tirocini formativi rafforzano la sostenibilità economica del percorso, mentre gli investimenti su laboratori e infrastrutture puntano ad alzare la qualità dell'offerta. Per i territori, infine, il legame tra finanziamento e risultati occupazionali conferma un modello che premia gli ITS capaci di tradurre la formazione in inserimento nel lavoro. Molto dipenderà ora dalla tempestività delle Regioni nel rispettare la scadenza di fine giugno.