Scuola

Scrutini finali 2026: ammissione, condotta e debiti

08 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Con la conclusione delle lezioni prende il via la stagione degli scrutini finali. È il momento in cui i consigli di classe decidono l'ammissione alla classe successiva, attribuiscono il voto di comportamento e, dove necessario, dispongono la sospensione del giudizio per gli studenti con debiti formativi. Quest'anno, per la prima volta a regime, pesa anche la riforma del voto di condotta. Ecco una guida pratica per studenti e famiglie.

Quando si svolgono e cosa decidono gli scrutini

Gli scrutini finali si svolgono al termine delle attività didattiche, con un calendario che varia leggermente da regione a regione in base alle date di chiusura delle lezioni. In sede di scrutinio il consiglio di classe valuta il profitto in ciascuna disciplina e il comportamento, e delibera l'esito: ammissione, non ammissione oppure — nella scuola secondaria di secondo grado — sospensione del giudizio.

La valutazione nella secondaria di secondo grado è disciplinata dal DPR 122/2009, mentre per il primo ciclo il riferimento è il decreto legislativo 62/2017.

L'ammissione alla classe successiva

Nella secondaria di secondo grado, per l'ammissione alla classe successiva è prevista, in linea generale, la sufficienza (almeno sei decimi) in tutte le discipline e nel comportamento. Il consiglio di classe conserva tuttavia un margine di valutazione: in presenza di insufficienze può comunque deliberare l'ammissione, oppure disporre la sospensione del giudizio quando ritiene che le carenze siano recuperabili. Ogni decisione di non ammissione deve essere adeguatamente motivata sulla base del percorso complessivo dello studente.

Nel primo ciclo l'ammissione alla classe successiva e all'esame di Stato è deliberata dal consiglio di classe, che può procedere anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti, con apposita motivazione. Resta fermo il requisito della frequenza e, come per la secondaria, la valutazione del comportamento.

Il voto di condotta dopo la riforma

La novità di quest'anno riguarda il peso del comportamento, ridisegnato dalla legge 150/2024. Il voto di condotta, espresso in decimi, non è più una voce marginale: concorre in modo diretto all'esito dello scrutinio. Un cinque in condotta comporta la non ammissione alla classe successiva o all'esame.

Nella scuola secondaria di secondo grado, inoltre, un sei in condotta comporta l'assegnazione di un elaborato critico su temi di cittadinanza attiva, previsto in particolare in vista del colloquio dell'esame di Stato. Il comportamento incide anche sull'attribuzione del credito scolastico nel triennio finale. È un cambiamento che invita le famiglie a non sottovalutare questa parte della pagella.

Debiti e sospensione del giudizio: cosa succede d'estate

Per gli studenti della secondaria di secondo grado che ricevono la sospensione del giudizio, la scuola comunica alle famiglie le discipline con carenze e le modalità di recupero, organizzando attività e corsi estivi. Le verifiche di recupero si svolgono di norma entro l'inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico, generalmente tra la fine di agosto e i primi di settembre, e sono seguite da uno scrutinio integrativo che decide l'ammissione o la non ammissione.

Il consiglio pratico per le famiglie è di seguire con attenzione le comunicazioni della scuola sul registro elettronico, verificare con precisione le discipline interessate e organizzare per tempo il recupero estivo, senza ridurre tutto agli ultimi giorni. La non ammissione resta una misura motivata e residuale: nella maggior parte dei casi, un percorso di recupero ben impostato consente di colmare le lacune e affrontare con serenità il nuovo anno. Per i dettagli sui criteri adottati, il riferimento è il documento di valutazione approvato dal collegio dei docenti del proprio istituto.

Tags: studenti docenti valutazione
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