Scuola

Maturità 2026: come cambia l'orale e le 4 materie

08 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

A dieci giorni dalla prima prova, fissata per giovedì 18 giugno, la Maturità 2026 si presenta con un volto in parte nuovo. La riforma introdotta dal Governo modifica soprattutto il colloquio orale: sparisce la discussione del cosiddetto "documento", l'esame ruota attorno a quattro discipline e chi sceglie la "scena muta" rischia di essere dichiarato non idoneo. Ecco cosa cambia per gli studenti.

Torna l'"Esame di Maturità": cosa resta e cosa cambia

La revisione è contenuta nel decreto-legge 127/2025, convertito nella legge 164/2025, che interviene sull'impianto dell'Esame di Stato del secondo ciclo disciplinato dal decreto legislativo 62/2017. Tra le novità anche il ritorno, sul piano della denominazione, all'"Esame di Maturità", per sottolineare la centralità del percorso.

L'ossatura generale resta: due prove scritte e un colloquio orale. La prima prova, di italiano, si terrà il 18 giugno alle 8.30, la seconda prova riguarda la disciplina o le discipline caratterizzanti dell'indirizzo. È sull'orale, però, che si concentrano i cambiamenti più rilevanti.

Il nuovo orale e le quattro discipline

La principale novità riguarda l'avvio del colloquio: non ci sarà più la discussione del "documento" o dei materiali proposti dalla commissione, considerati in passato fonte di incertezza. Il colloquio si concentra su quattro discipline caratterizzanti, individuate con decreto ministeriale e rese note nei mesi scorsi, integrate dalla valutazione complessiva del percorso formativo dello studente.

Secondo quanto previsto dalla riforma, accanto alla preparazione disciplinare trova spazio anche una dimensione di cittadinanza, in collegamento con il percorso di educazione civica e con la valutazione del comportamento. L'obiettivo dichiarato dal Ministero è un orale più ordinato e meno legato all'effetto sorpresa, che valorizzi il lavoro svolto nel triennio.

Stop alla "scena muta": cosa rischia chi non parla

La novità più discussa riguarda l'obbligo di sostenere effettivamente il colloquio. Chi si presenta e sceglie la cosiddetta "scena muta", rifiutandosi di rispondere, rischia di essere dichiarato non idoneo: un cambiamento netto rispetto al passato, quando in alcuni casi era possibile conseguire comunque il diploma puntando sui voti già acquisiti negli scritti e nel percorso.

La riforma agisce così sul piano della responsabilizzazione degli studenti, legando in modo più stretto l'esito dell'esame alla partecipazione attiva al colloquio. È un aspetto su cui le scuole hanno richiamato l'attenzione dei candidati nelle settimane di preparazione finale.

Cosa significa per i maturandi del 18 giugno

Sul piano organizzativo, la commissione è composta da cinque membri (un presidente esterno, due commissari esterni e due interni) e per i commissari è stato previsto un percorso di formazione specifico, pensato proprio per accompagnare le novità dell'esame. I nominativi delle commissioni sono già consultabili sul portale del Ministero.

Per gli studenti, il consiglio pratico è di preparare il colloquio tenendo conto del nuovo impianto: padronanza delle discipline caratterizzanti, capacità di collegare i contenuti al proprio percorso e attenzione alla dimensione di cittadinanza ed educazione civica. Conoscere in anticipo la struttura dell'orale aiuta ad affrontare con maggiore serenità le ultime settimane di ripasso. Per il calendario di dettaglio e le indicazioni operative, il riferimento resta il portale del MIM e le comunicazioni del proprio istituto.

Tags: studenti maturità studenti
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