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Educazione sessuale a scuola: il consenso informato è legge

Educazione sessuale a scuola: il consenso informato è legge

Il consenso informato delle famiglie sull'educazione sessuale a scuola è legge. Giovedì 4 giugno il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di iniziativa governativa presentato dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto. Per le attività su sessualità e affettività alle scuole medie e superiori servirà l'autorizzazione preventiva di genitori o studenti maggiorenni, mentre all'infanzia e alla primaria questi temi non potranno più essere trattati in alcuna forma.

Che cosa prevede la nuova legge

Il provvedimento, già approvato dalla Camera a dicembre 2025, si compone di tre articoli. Il cuore della norma è il consenso informato preventivo: prima di proporre iniziative extracurricolari o ampliamenti dell'offerta formativa che riguardino la sessualità, le istituzioni scolastiche dovranno mettere a disposizione delle famiglie i materiali didattici e raccogliere un'autorizzazione scritta. La richiesta dovrà arrivare almeno sette giorni prima dello svolgimento dell'attività e indicare obiettivi, contenuti, argomenti e modalità, specificando anche l'eventuale presenza di esperti, enti o associazioni esterne.

Senza il consenso della famiglia — o dello studente, se maggiorenne — la partecipazione non è consentita. La legge impone inoltre alle scuole di garantire percorsi formativi alternativi per gli alunni che non aderiscono e disciplina le modalità di selezione degli esperti esterni coinvolti nei progetti. Si tratta, nelle intenzioni del legislatore, di rafforzare la trasparenza e la collaborazione tra scuola e famiglia su una materia particolarmente sensibile.

Divieto all'infanzia e alla primaria, autorizzazione alle medie e superiori

La disciplina varia in base all'età degli studenti. Per la scuola dell'infanzia e per la primaria il divieto è assoluto: i temi attinenti alla sfera sessuale non potranno essere affrontati in alcuna forma. Per la secondaria di primo e di secondo grado, invece, le attività restano possibili ma subordinate all'autorizzazione firmata. L'estensione del divieto anche alle medie, inserita durante l'esame alla Camera, era stata poi stralciata dopo settimane di polemiche.

Secondo quanto dichiarato dal Ministro, la norma non cancella l'educazione al rispetto e alle relazioni, resa obbligatoria in tutti i gradi di scuola, né l'educazione sessuale "in senso biologico", che prosegue nei programmi di scienze. Alle medie, ha aggiunto Valditara, viene introdotta la prevenzione dei rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili.

Le reazioni: governo, opposizioni e sindacati

Il Ministro Valditara ha parlato di una "riforma storica", sostenendo di voler ridare voce ai genitori sulle tematiche dell'identità di genere per i figli minorenni. Soddisfazione è stata espressa anche da associazioni come Pro Vita e Moige, che hanno definito il via libera un passo importante.

Netta la reazione delle opposizioni: la senatrice del Partito democratico Simona Malpezzi ha criticato un impianto che, a suo avviso, alimenta la diffidenza verso i docenti, mentre la segretaria dem Elly Schlein ha bollato il testo come uno "scempio". Critiche anche da CGIL e FLC CGIL, che denunciano un'ingerenza nell'autonomia scolastica e un approccio ideologico alla materia.

Sul piano comparativo, l'Italia resta uno dei pochi Paesi europei in cui l'educazione sessuale a scuola non è obbligatoria per legge.

Cosa cambia ora per scuole e famiglie

Per dirigenti e docenti l'impatto operativo sarà concreto già dalla progettazione del prossimo anno scolastico: ogni iniziativa su affettività e sessualità rivolta a medie e superiori dovrà essere accompagnata da informativa preventiva, condivisione dei materiali e raccolta del consenso scritto, con tempi e modulistica da definire negli atti di istituto. Le scuole dovranno inoltre organizzare le attività alternative per chi non partecipa e regolare in modo trasparente la presenza di esperti esterni.

Per le famiglie cambia il margine di scelta: avranno diritto a conoscere in anticipo contenuti e responsabili delle attività e a decidere se autorizzare i figli. La legge entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; nelle prossime settimane sono attese eventuali indicazioni operative del Ministero per uniformare l'applicazione negli istituti e accompagnare scuole e genitori nella fase di avvio.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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