Sindacati

CCNL scuola 2025-2027: riapre il tavolo sulla parte normativa

08 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Chiusa la partita economica, si riapre quella normativa. Il CCNL del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 ha visto la sottoscrizione della parte economica all'ARAN lo scorso 1° aprile, con aumenti medi a regime di circa 137 euro al mese. Ora il confronto tra sindacati e Agenzia riparte sui capitoli ancora aperti: relazioni sindacali, diritti, ordinamento professionale e recupero di nuove risorse.

Cosa è già stato firmato

L'intesa economica prevede, a regime dal 1° gennaio 2027, un incremento medio di circa 137 euro mensili, pari a un +5,9% sul tabellare. Gli aumenti si articolano su due fronti: lo stipendio tabellare (+5,9%) e le indennità accessorie — come RPD, CIA e indennità di direzione — con un incremento del 2,6%. Secondo le schede diffuse dalle organizzazioni sindacali, l'aumento medio si attesta intorno ai 143 euro per i docenti e ai 107 per il personale ATA.

È previsto inoltre il pagamento degli arretrati per il periodo gennaio 2025–giugno 2026, mentre per gli ATA è in arrivo, nel 2027, anche un'una tantum di 110 euro e una rivalutazione della figura dell'Operatore, centrale nell'assistenza agli alunni con disabilità. Si tratta, hanno sottolineato le parti, del primo contratto del pubblico impiego allineato cronologicamente al triennio in corso; il ministro Giuseppe Valditara ha parlato di "risultato storico".

Perché si torna al tavolo: la parte normativa

La firma copre però soltanto la componente economica. La contrattazione, regolata dal quadro del decreto legislativo 165/2001 sul lavoro pubblico, prosegue ora sulla parte normativa: è qui che si definiscono diritti, relazioni sindacali, disciplina del lavoro e, soprattutto, il nuovo ordinamento professionale del personale.

Diversi nodi restano aperti proprio perché rinviati alla fase normativa. È il caso del nuovo ordinamento, la cui entrata in vigore è stata posticipata, e della definizione di istituti che incidono sull'organizzazione quotidiana del lavoro a scuola. Le organizzazioni sindacali hanno annunciato che continueranno la mobilitazione per ottenere miglioramenti su questi capitoli.

I nodi aperti: salario accessorio, ordinamento, perequazione

Tra le richieste sindacali spicca l'istituzione di un Fondo di perequazione, per avvicinare gli stipendi del comparto a quelli di altri settori del pubblico impiego, e il recupero di risorse aggiuntive a copertura di eventuali ulteriori scostamenti rispetto all'inflazione. La FLC CGIL, che non aveva sottoscritto il precedente contratto 2022-2024, ha rivendicato il fatto che questa intesa punti a tutelare il potere d'acquisto allineando gli aumenti all'inflazione ISTAT prevista per il triennio, pur giudicando insufficienti le risorse complessive.

Sul piano fiscale, a sostegno dei redditi, la legge di bilancio 2026 ha previsto misure come la detassazione del salario accessorio, che dovrebbe tradursi in un beneficio una tantum. Sono interventi distinti dal contratto, ma che concorrono al quadro economico del personale scolastico.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Per docenti e ATA il messaggio è duplice: da un lato sono attesi, nel corso del 2026, gli effetti economici dell'intesa già firmata; dall'altro, la stagione contrattuale non è chiusa, perché la parte normativa potrà ridisegnare profili, carriere e regole di servizio. Molto dipenderà dall'esito del confronto all'ARAN e dalle risorse che il Governo metterà a disposizione, anche in vista della prossima legge di bilancio.

Il consiglio per il personale è di seguire gli aggiornamenti delle proprie sigle sindacali e le comunicazioni ufficiali, distinguendo con attenzione ciò che è già in vigore (la parte economica) da ciò che è ancora in discussione (la parte normativa). Su sviluppi, tabelle definitive e calendario degli incontri torneremo con approfondimenti dedicati.

Tags: ccnl stipendi sindacati
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