Il colloquio è la vera novità della Maturità 2026: addio allo spunto a sorpresa, l'orale ruota ora attorno a quattro discipline individuate dal Ministero, davanti a una commissione ridotta a cinque membri e con l'obbligo per il candidato di sostenere tutte le prove. Con le commissioni ormai definite e gli scritti alle porte, vale la pena ricostruire nel dettaglio come funzionerà la prova orale, il passaggio che più di ogni altro è stato modificato dalla riforma dell'esame di Stato. Un approfondimento che completa il quadro già tracciato sull'avvio dell'esame e sulla pubblicazione dei commissari.
La commissione scende a cinque membri
La prima differenza riguarda la composizione delle commissioni d'esame, che diventano più snelle: si passa da sette a cinque membri complessivi, ossia un presidente esterno che coordina i lavori, due commissari interni e due commissari esterni. I nomi dei commissari esterni sono stati resi disponibili sul motore di ricerca pubblico del Ministero lo scorso 4 giugno, mentre la riunione plenaria di insediamento è in calendario martedì 16 giugno alle 8.30.
Un altro elemento introdotto dalla riforma è la formazione specifica prevista per i commissari, finanziata con risorse aggiuntive, con l'obiettivo dichiarato di elevare la qualità complessiva della valutazione.
Il colloquio su quattro discipline
Il cuore della novità è la struttura del colloquio. Tramonta il modello degli anni scorsi, basato su un materiale a sorpresa da cui lo studente doveva costruire un percorso multidisciplinare. Al suo posto subentra una prova organizzata attorno a quattro discipline specifiche, individuate per ciascun indirizzo e comunicate dal Ministero entro il 31 gennaio di ogni anno.
Il colloquio si apre con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce delle esperienze documentate nel Curriculum dello studente e nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Si prosegue poi con le quattro materie e con uno spazio dedicato all'educazione civica. La prova punta ad accertare non solo le conoscenze, ma la capacità di collegare i saperi, di argomentare in modo critico e personale e il grado di maturità raggiunto al termine del percorso.
Niente "scena muta": l'esame va sostenuto per intero
La modifica che ha acceso maggiormente il dibattito riguarda l'obbligo di svolgere regolarmente tutte le prove. Secondo l'ordinanza ministeriale che disciplina l'esame di quest'anno, l'ordinanza ministeriale n. 54 del 2026, l'esame è "validamente sostenuto" solo se il candidato ha svolto tutte le prove previste, colloquio compreso.
In concreto, chi rifiuta di sostenere l'orale o lo lascia in bianco non supera l'esame, indipendentemente dai risultati ottenuti negli scritti. La regola nasce dalle vicende dell'anno precedente, quando alcuni studenti avevano scelto di non rispondere al colloquio per protesta: una strada che ora espone all'esito negativo.
Ammissione, crediti e voto finale
Restano fermi i requisiti di ammissione: frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale, partecipazione alle prove INVALSI, svolgimento delle attività di formazione scuola-lavoro e voto non inferiore a sei in ciascuna disciplina, fermo restando che il consiglio di classe può ammettere con adeguata motivazione anche in presenza di qualche insufficienza. Confermato anche il vincolo del comportamento, nel quadro definito dal decreto legislativo n. 62 del 2017.
Sul fronte del punteggio, l'impianto non cambia: fino a 40 punti per il credito scolastico e fino a 60 per le prove d'esame, ripartiti tra prima prova, seconda prova e colloquio. La commissione può integrare il voto fino a un massimo di tre punti per i candidati che raggiungono almeno novanta punti complessivi tra credito e prove.
Il calendario delle prove
Gli scritti prendono il via giovedì 18 giugno alle 8.30 con la prima prova nazionale di Italiano, affidata alla valutazione di un commissario interno. Seguirà venerdì 19 giugno la seconda prova di indirizzo, di competenza di un commissario esterno, la cui disciplina va verificata nella scheda ministeriale del proprio percorso. I colloqui saranno calendarizzati dalle singole commissioni nei giorni successivi agli scritti. Per chi non potrà sostenere le prove nella sessione ordinaria sono previste le prove suppletive a inizio luglio.
Per studenti e famiglie il consiglio resta quello di fare riferimento ai documenti ufficiali della propria scuola, dove vengono pubblicati il calendario dei colloqui e i dettagli organizzativi. Con un orale più strutturato e prevedibile, la preparazione può concentrarsi sulle quattro discipline indicate e sulla capacità di costruire collegamenti, senza più affidarsi all'incognita dello spunto iniziale.
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