È stato sottoscritto all'ARAN il contratto collettivo dell'Area dirigenziale Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, che porta ai dirigenti scolastici un incremento medio di circa 500 euro mensili, arretrati a partire dal 2024 e una serie di novità su mobilità, assenze e ferie. Il rinnovo chiude formalmente un capitolo contrattuale atteso da tempo e introduce, tra le altre cose, l'innalzamento all'80% della quota di posti destinati alla mobilità interregionale. Ecco il quadro delle principali misure.
Chi riguarda il rinnovo
Il contratto interessa complessivamente quasi 8mila dirigenti: secondo i dati diffusi, si tratta di circa 7.550 dirigenti scolastici e di poco più di 350 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. Il rinnovo si colloca nel quadro della contrattazione collettiva del pubblico impiego disciplinata dal decreto legislativo n. 165 del 2001, e il testo viene gestito e pubblicato dall'ARAN, l'agenzia che negozia i contratti per la pubblica amministrazione.
Per i dirigenti scolastici, il rinnovo arriva dopo una fase di attesa che aveva alimentato non poche tensioni, in particolare sul fronte economico e su quello della mobilità tra regioni.
Aumenti e arretrati
Sul piano economico, l'intesa prevede un incremento complessivo nell'ordine del 6%, che si traduce in un aumento medio di circa 500 euro mensili su tredici mensilità. A questo si aggiungono gli arretrati, con decorrenza dal 1° gennaio 2024: secondo le ricostruzioni, le somme si attestano intorno ai 5.800 euro per i dirigenti scolastici e a circa 6.000 euro per le altre figure dirigenziali del comparto.
Va ricordato che, come per ogni contratto del pubblico impiego, l'effettiva erogazione degli aumenti e degli arretrati segue l'iter di certificazione e controllo previsto prima della liquidazione in busta paga. Gli importi indicati restano quindi stime fino alla loro materializzazione nel cedolino.
Mobilità interregionale all'80%
Tra le novità di maggiore impatto c'è la revisione della mobilità interregionale, che passa all'80% dei posti vacanti, in crescita rispetto alla soglia precedente del 60%. È un cambiamento atteso da molti dirigenti che chiedevano da tempo di poter avvicinarsi alla regione di provenienza o di cambiare sede con maggiori possibilità.
Secondo quanto previsto, l'obiettivo è arrivare progressivamente al 100% dei posti disponibili nei periodi successivi. Una prospettiva che, se confermata, potrebbe ridisegnare in modo significativo la geografia degli incarichi dirigenziali, soprattutto nelle regioni dove la copertura dei posti è più critica.
Assenze e ferie: le altre novità
Il contratto interviene anche sulla disciplina delle assenze e introduce la possibilità di frazionare le ferie, con nuove finestre temporali. Si tratta di misure che mirano a una maggiore flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro, tenendo conto della specificità di una funzione, quella dirigenziale, caratterizzata da continuità e responsabilità organizzative.
Per i dirigenti scolastici, in particolare, l'organizzazione del tempo di lavoro e dei periodi di riposo è un tema sentito, vista la natura dell'incarico e la sua proiezione lungo l'intero anno scolastico, esami e operazioni di avvio compresi.
Le reazioni e i prossimi passaggi
La sottoscrizione è stata accolta con soddisfazione da parte delle organizzazioni firmatarie. Per la UIL Scuola, il segretario generale Giuseppe D'Aprile ha sottolineato che il rinnovo "garantisce certezze normative ed economiche" alla categoria, pur in un quadro che resta da consolidare. Anche altre sigle hanno valorizzato il risultato, in particolare sul fronte della mobilità e delle tutele.
Resta ora da completare l'iter procedurale che porterà all'erogazione concreta delle somme. Per i dirigenti scolastici, il prossimo passaggio sarà la verifica degli importi nel cedolino, una volta conclusi i controlli previsti. Sul piano sindacale, l'attenzione si sposterà presto sui rinnovi successivi e sulla contrattazione del personale docente e ATA, che procede su binari distinti. Il contratto dei dirigenti conferma comunque un dato: dopo anni di ritardi, il comparto scuola è entrato in una fase di rinnovi che, pur tra critiche e nodi irrisolti, prova a recuperare il terreno perduto.