Per migliaia di studenti l'estate è già cominciata. Oggi, sabato 6 giugno, suona l'ultima campanella per la scuola primaria e secondaria in quattro regioni, mentre nelle altre le lezioni si concluderanno in modo scaglionato tra l'8 e il 16 giugno, secondo i calendari fissati a livello regionale.
La fine dell'anno scolastico 2025/2026 non arriva nello stesso giorno per tutti: ogni territorio segue il proprio calendario, e così le chiusure si distribuiscono lungo l'arco di una decina di giorni. Per chi deve ancora affrontare gli esami, però, gli impegni non finiscono con l'ultima lezione.
Le date regione per regione
Ecco le principali date di chiusura delle lezioni, secondo i calendari regionali:
- 6 giugno: Campania, Emilia-Romagna, Marche e Veneto.
- 8 giugno: Calabria, Lazio, Lombardia e Sardegna.
- 9 giugno: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sicilia e Umbria.
- 10 giugno: Piemonte, Toscana, Valle d'Aosta e Provincia autonoma di Trento.
- 11 giugno: Liguria.
- 16 giugno: Provincia autonoma di Bolzano, ultima a chiudere.
Chi non trova la propria regione in questo elenco, o vuole avere la certezza della data, può fare riferimento al calendario regionale e alle circolari del proprio istituto, che restano il riferimento ufficiale.
Perché le date sono diverse
La ragione è semplice: la determinazione del calendario scolastico è una competenza delle Regioni, attribuita dal d.lgs. 112/1998. Ogni amministrazione regionale decide in autonomia le date di inizio e fine delle attività didattiche e i periodi di sospensione per le festività.
Questa libertà incontra però un limite nazionale: l'anno scolastico deve garantire almeno 200 giorni di lezione, come previsto dal d.lgs. 297/1994, il Testo Unico della scuola. È nel rispetto di questa soglia che le Regioni calibrano l'avvio di settembre e la chiusura di giugno, tenendo conto anche delle festività locali. Le singole scuole, nell'ambito della propria autonomia, possono poi introdurre limitati adattamenti.
L'infanzia chiude più tardi
Discorso a parte per la scuola dell'infanzia, che prosegue oltre la fine delle lezioni degli altri ordini. In diverse regioni le attività dei più piccoli continuano fino a fine giugno: in Veneto, ad esempio, l'infanzia resta aperta fino al 27 giugno, mentre in altri territori si arriva fino al 30 giugno.
Una differenza che risponde alle esigenze organizzative e di servizio rivolte alle famiglie con bambini in età prescolare, e che conviene verificare di volta in volta sul calendario regionale di riferimento.
Chi resta in aula: terza media e Maturità
Per una parte degli studenti l'anno non si chiude con l'ultima campanella. Gli alunni di terza media affrontano l'esame di Stato conclusivo del primo ciclo, che ogni scuola colloca nel proprio calendario tra la fine delle lezioni e il 30 giugno.
Per i maturandi, invece, il conto alla rovescia porta alla prima prova scritta, fissata per il 18 giugno. Anche per i docenti, del resto, giugno resta un mese di lavoro intenso, tra scrutini finali, adempimenti di fine anno e operazioni d'esame, ben oltre la conclusione delle attività didattiche ordinarie.
Un'estate lunga, ma con qualche scadenza
Per la maggior parte di studenti e famiglie, comunque, queste giornate segnano l'inizio di una pausa che durerà fino a settembre. Una parentesi importante, dopo mesi di lezioni, verifiche e attività, ma che porta con sé anche qualche adempimento da non dimenticare: dagli eventuali corsi di recupero per chi ha riportato insufficienze, fino agli acquisti dei libri di testo per il prossimo anno, una volta pubblicati gli elenchi delle adozioni.
Il calendario di settembre, con il primo giorno di scuola del 2026/2027, sarà anch'esso definito regione per regione: ma per ora, per milioni di studenti, è tempo di archiviare zaini e diari e godersi la pausa estiva.