Prende forma il "Liceo Matematico", la sperimentazione che il Ministero intende avviare a partire dall'anno scolastico 2026/27. Il 29 maggio scorso il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha esaminato lo schema di decreto che ne disciplina l'introduzione, esprimendo un parere che, pur senza bocciare l'impianto, chiede di chiarire diversi aspetti: dalle finalità della sperimentazione alle ricadute su organico, valutazione ed esame di maturità, fino al nodo dell'inclusione.
Che cos'è il Liceo Matematico
Il Liceo Matematico non è un nuovo indirizzo di studi, ma una sperimentazione di carattere metodologico-didattico che arricchisce i percorsi esistenti. L'elemento centrale è un insegnamento aggiuntivo, denominato "Laboratorio Matematico", pensato non come uno spazio fisico ma come una modalità di lavoro fondata sul dialogo, sulla sperimentazione e sul ragionamento condiviso.
Nel laboratorio gli studenti sono chiamati a discutere, formulare ipotesi, argomentare, verificare i risultati e collaborare nella risoluzione di problemi complessi. L'obiettivo è promuovere un approccio attivo alla disciplina, in cui la matematica diventa anche strumento di pensiero critico e di confronto, oltre che insieme di contenuti da apprendere.
I docenti coinvolti e il rapporto con l'università
Secondo lo schema di decreto, il "Laboratorio Matematico" è affidato ai docenti delle classi di concorso A-26 e A-27 appartenenti al consiglio della classe coinvolta nella sperimentazione. A questi insegnanti spetta il ruolo di responsabili del progetto all'interno della classe, con il compito di coordinarsi con l'università.
Proprio il rapporto tra scuola e università è uno dei tratti distintivi del progetto: docenti universitari e docenti della scuola secondaria collaborano nella progettazione delle attività formative, nella predisposizione dei materiali didattici e nella costruzione dei percorsi di approfondimento. Il monitoraggio degli esiti è affidato a Comitati scientifici regionali, istituiti presso gli Uffici scolastici regionali, e a un Comitato scientifico nazionale incaricato di definire i criteri della valutazione complessiva della sperimentazione.
I rilievi del CSPI
Il parere del CSPI, organo consultivo del Ministero previsto dal decreto legislativo 233/1999, non ha valore vincolante ma rappresenta un passaggio significativo nell'iter di approvazione del provvedimento. Nel documento il Consiglio ritiene opportuno che lo schema di decreto espliciti in modo più chiaro le finalità della sperimentazione metodologico-didattica, così da rendere più trasparenti obiettivi e ricadute attese.
Tra i punti su cui il CSPI sollecita maggiore chiarezza figurano l'impatto sull'organico, i criteri di valutazione degli studenti e gli effetti sull'esame di maturità. Particolare attenzione è dedicata all'inclusione: il Consiglio chiede che il testo contenga riferimenti espliciti al rafforzamento strutturale della qualità dell'inclusione scolastica, considerata condizione essenziale per l'effettiva attuazione del diritto all'istruzione in condizioni di uguaglianza sostanziale.
Le questioni ancora aperte
I rilievi del CSPI mettono in fila alcuni interrogativi concreti. Sul fronte dell'organico, resta da capire come l'insegnamento aggiuntivo si traduca in termini di ore e di disponibilità dei docenti di matematica e di matematica e fisica. Sul piano della valutazione, occorre definire come l'attività di laboratorio incida sul percorso degli studenti e, eventualmente, sul colloquio dell'esame di Stato. Sono nodi che il Ministero potrà sciogliere recependo o meno le osservazioni prima della firma del decreto.
Cosa aspettarsi
Poiché il parere non è vincolante, l'Amministrazione può procedere anche senza accogliere integralmente i rilievi, ma il documento del CSPI offre una traccia delle criticità da affrontare. Se l'iter si concluderà in tempo, la sperimentazione partirà dal prossimo anno scolastico negli istituti che vi aderiranno, con un coinvolgimento diretto dei docenti delle classi di concorso A-26 e A-27 e delle università partner.
Per le scuole interessate si tratta di un'opportunità di arricchimento dell'offerta formativa, ma anche di un impegno organizzativo da pianificare. Per studenti e famiglie sarà importante capire, una volta definito il testo, come la partecipazione al Liceo Matematico si inserisca nel percorso ordinario e quali ricadute abbia sulla valutazione. Il prossimo passaggio è la pubblicazione del decreto definitivo: sarà quello a fissare regole, tempi e modalità operative della sperimentazione.