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Arretrati CCNL scuola: slittano a luglio, l'allarme dell'Anief

06 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Gli arretrati del nuovo contratto scuola non sono arrivati nel cedolino di giugno e ora il pagamento è atteso a luglio. Docenti e personale ATA, che dal 29 maggio scorso possono consultare la busta paga del mese nell'area riservata di NoiPA, non vi hanno trovato né gli aumenti né le somme arretrate legate al rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027. Mentre l'iter procede verso la firma definitiva, l'Anief invita tutto il personale a controllare con attenzione i conteggi per evitare trattenute indebite.

Perché a giugno non sono arrivati

La parte economica del contratto è stata sottoscritta all'unanimità il 1° aprile 2026 all'ARAN da tutte le organizzazioni rappresentative — FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda Unams e Anief — e riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori tra scuola, università, enti di ricerca e AFAM. La sottoscrizione, però, è solo l'ipotesi di accordo: prima che le nuove cifre compaiano in busta paga, il testo deve completare l'iter previsto dall'articolo 47 del D.Lgs. 165/2001.

Si tratta di due passaggi obbligati: la verifica di compatibilità economica e di copertura finanziaria da parte del MEF e della Funzione Pubblica, e la successiva certificazione della Corte dei Conti, che richiede di norma alcune settimane. Solo a valle del completamento di questo percorso NoiPA può attivare i nuovi parametri stipendiali e disporre l'erogazione di aumenti e arretrati. Come anticipato anche dalla FLC CGIL, i tempi tecnici dei controlli hanno fatto scivolare la data del pagamento.

Quando arriveranno e quanto spetta

La finestra più probabile è ora quella di luglio 2026, con un'emissione speciale o un cedolino straordinario; non è escluso un ulteriore slittamento se i controlli dovessero allungarsi, come già accaduto in passato. In ogni caso, NoiPA dovrebbe comunicare in anticipo la data con un apposito avviso. Il periodo coperto non cambia: gli arretrati decorrono dal 1° gennaio 2025 e arrivano fino al mese di effettiva erogazione. Il rinnovo è finanziato dalla legge di bilancio 2026, la legge 30 dicembre 2025, n. 207, che ha stanziato risorse aggiuntive rispetto alle manovre precedenti.

Sul fronte degli importi, le stime indicano per i docenti cifre comprese tra circa 700 e 1.200 euro lordi a seconda del profilo e dell'anzianità; conteggi riferiti al 30 giugno collocano la forbice tra circa 815 e 1.250 euro lordi, con una media intorno agli 800 euro a dipendente. Il calcolo, secondo le ricostruzioni, considera per il 2025 l'incremento mensile moltiplicato per tredici mensilità (dodici più la tredicesima), al netto dell'indennità di vacanza contrattuale già percepita, e per il 2026 le prime sei mensilità. Sulle somme arretrate si applica inoltre la tassazione separata.

L'allarme dell'Anief sui conteggi

Accanto alle tempistiche, l'Anief sposta l'attenzione sulla correttezza delle cifre. Il sindacato invita docenti e ATA a verificare con attenzione l'importo spettante, perché — secondo la segretaria generale Daniela Rosano — l'indennità di vacanza contrattuale relativa al periodo 2025-2027 non dovrebbe subire decurtazioni. Il timore è che vengano applicate trattenute analoghe a quelle contestate sugli arretrati del precedente CCNL 2022-2024.

Il suggerimento operativo del sindacato è di confrontare i conteggi con i riferimenti contrattuali del periodo 2025-2026, di conservare contratti, comunicazioni e cedolini in vista di eventuali contenziosi e di segnalare tempestivamente all'amministrazione le differenze rilevate, chiedendo una verifica formale. L'obiettivo è evitare che eventuali errori nei calcoli si traducano in somme percepite inferiori a quelle dovute.

Cosa fare adesso

Per il personale scolastico l'indicazione più utile resta quella di monitorare periodicamente l'area riservata di NoiPA e di attendere l'avviso ufficiale con la data del pagamento, senza dare per certe scadenze non confermate. Vale la pena ricordare che gli arretrati rappresentano un anticipo del rinnovo a regime: la prima quota di aumento del tabellare dovrebbe diventare visibile proprio dal cedolino in cui saranno liquidate le somme pregresse, mentre un ulteriore incremento è previsto a partire dal 1° gennaio 2027.

Resta inoltre aperta la trattativa sulla parte normativa del contratto, su cui i sindacati hanno annunciato il confronto nei prossimi mesi, anche con riferimento alle nuove figure professionali del personale ATA. Per chi cesserà dal servizio dal 1° settembre, infine, l'aggiornamento degli importi incide sul calcolo del trattamento di fine servizio e della pensione: una ragione in più per controllare con cura i conteggi quando gli arretrati compariranno in busta paga.

Tags: sindacati stipendio CCNL scuola
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