Docenti

Assegnazioni provvisorie 2026/27: a luglio le domande

05 giugno 2026 di Vincenzo Schirripa

Con la pubblicazione degli esiti della mobilità — i docenti il 29 maggio, il personale educativo il 4 giugno e l'ATA atteso il 12 giugno — si chiude la fase dei trasferimenti definitivi e si apre quella della mobilità annuale. Il prossimo appuntamento per docenti e personale ATA di ruolo sono infatti le domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria per il 2026/27, attese nel mese di luglio. A regolarle è il contratto integrativo già in vigore, mentre il calendario preciso sarà fissato da una nota ministeriale nelle prossime settimane.

Dalla mobilità definitiva alla mobilità annuale

Le due procedure rispondono a logiche diverse. La mobilità ordinaria — territoriale e professionale — produce trasferimenti definitivi: chi la ottiene cambia sede di titolarità in modo stabile. Le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie, invece, hanno effetto per un solo anno scolastico: consentono di lavorare temporaneamente in una sede diversa da quella di titolarità, senza perdere quest'ultima.

È uno strumento pensato soprattutto per chi ha esigenze familiari o personali sopravvenute e vuole avvicinarsi a casa per un anno, mantenendo punteggio e continuità. Le regole sono definite dal Contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 10 luglio 2025, valido per il triennio 2025/26–2027/28: per il 2026/27, secondo anno di vigenza, non serve un nuovo accordo, ma soltanto la nota operativa con le date.

Quando si presentano le domande

Sulla base di quanto avvenuto lo scorso anno, la finestra per la presentazione delle istanze è attesa nella seconda metà di luglio. I docenti a tempo indeterminato presentano la domanda in modalità telematica tramite il portale Istanze online, mentre per il personale educativo, gli insegnanti di religione cattolica e i docenti con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo è prevista la modalità cartacea su modello ministeriale.

Si può presentare domanda per una sola provincia, indicando fino a venti preferenze tra scuole, comuni e distretti. La modulistica e le indicazioni ufficiali sono pubblicate sul portale del Ministero, nella sezione dedicata a utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.

Assegnazione provvisoria e utilizzazione: le differenze

L'assegnazione provvisoria si chiede per motivi tassativi: il ricongiungimento al coniuge, alla parte dell'unione civile o al convivente di fatto ai sensi della Legge 76/2016, il ricongiungimento ai figli o ai genitori, oppure gravi motivi di salute. In assenza di uno di questi presupposti la domanda non è ammissibile.

L'utilizzazione segue invece una logica diversa: riguarda, ad esempio, i docenti rimasti senza sede definitiva dopo la mobilità, quelli in esubero o chi, pur titolare su posto comune, possiede il titolo per essere impiegato su sostegno o, alla primaria, su lingua straniera. È uno strumento che consente di valorizzare titoli e competenze e, al tempo stesso, di coprire le esigenze delle scuole.

I vincoli e le deroghe

Il tema più delicato resta quello dei vincoli. I docenti neoassunti e quelli con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo sono soggetti, in linea generale, al vincolo di permanenza triennale nella scuola in cui hanno svolto l'anno di prova, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso.

Il contratto integrativo prevede però alcune deroghe, da documentare con l'apposito allegato: tra queste, le situazioni tutelate dalla Legge 104/1992 per l'assistenza a familiari con disabilità grave. È un capitolo da leggere con attenzione, perché un errore nell'inquadramento della propria posizione può rendere inammissibile la domanda.

Precedenze e personale ATA

Nell'assegnazione delle sedi pesano le precedenze, in particolare quelle legate alla Legge 104/1992. A parità di precedenze e di punteggio prevale, di norma, chi ha maggiore anzianità anagrafica. Per il personale ATA e per i DSGA valgono regole specifiche: anche quest'anno, secondo quanto previsto dal contratto, sarà possibile chiedere l'assegnazione in un'altra provincia mantenendo l'incarico nella provincia di titolarità.

In attesa della nota ministeriale con il calendario definitivo, il consiglio per docenti e ATA interessati è di preparare per tempo la documentazione necessaria — certificazioni, dichiarazioni di residenza dei familiari, eventuali titoli — così da non trovarsi impreparati alla riapertura delle funzioni su Istanze online. Sono settimane decisive anche per chi punta, attraverso questo canale, a un anno di lavoro più vicino a casa prima della presa di servizio del 1° settembre.

Tags: Ata docenti mobilità
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