Sono 30.241 i posti autorizzati per l'XI ciclo del TFA Sostegno, il percorso universitario che abilita all'insegnamento di sostegno agli alunni con disabilità. Dopo la nota con cui il Ministero dell'Università e della Ricerca ha fissato il contingente, l'attenzione di migliaia di aspiranti è ora rivolta al decreto attuativo e ai bandi dei singoli atenei, attesi nelle prossime settimane. La novità più discussa è l'azzeramento dei posti per la scuola secondaria di secondo grado.
A dare il via ufficiale al nuovo ciclo è stata la Nota MUR n. 4660 del 14 aprile 2026, che ha recepito il fabbisogno comunicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (nota prot. 7496 del 25 marzo 2026) e definito il contingente complessivo per l'anno accademico 2025/2026. Si tratta del principale canale per conseguire la specializzazione sul sostegno, titolo che dà accesso alla prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze e, in prospettiva, al ruolo.
I numeri: primaria in forte crescita, secondaria di II grado azzerata
Il fabbisogno di 30.241 posti è in calo di oltre 5.500 unità rispetto ai 35.784 del X ciclo. Ma il dato più rilevante riguarda la distribuzione per ordine e grado. Secondo la ripartizione del MUR i posti sono così assegnati:
- scuola dell'infanzia: 4.809 posti;
- scuola primaria: 21.202 posti;
- scuola secondaria di primo grado: 4.230 posti;
- scuola secondaria di secondo grado: nessun posto.
La primaria assorbe così la quota più consistente, mentre per la prima volta un intero grado di istruzione resta escluso dal contingente nazionale. Una discontinuità netta rispetto al X ciclo, in cui la secondaria di secondo grado era il segmento con più posti. Gli aspiranti interessati a quel grado dovranno attendere il XII ciclo, già previsto per il 2026/2027.
La mappa regionale: il Nord assorbe il 60%
La distribuzione territoriale conferma la concentrazione del fabbisogno nelle regioni settentrionali. In testa c'è la Lombardia con 6.903 posti, seguita da Piemonte (4.378), Emilia-Romagna (3.851) e Veneto (3.112): quattro regioni che da sole raccolgono oltre il 60% del totale nazionale. Proprio per evitare gli squilibri che negli anni passati hanno costretto molti candidati a iscriversi in sedi lontane dalla propria residenza, il MUR ha invitato gli atenei del Nord a tenere conto dell'elevato fabbisogno nella programmazione dell'offerta formativa.
Dalla nota ai bandi: come si arriva alle prove
Gli atenei statali e non statali — escluse le università telematiche — hanno inserito le proprie proposte di attivazione nella banca dati ministeriale tra il 23 aprile e il 7 maggio. Manca ora il passaggio decisivo: il decreto attuativo del MUR, che assegnerà i posti a ciascuna università e definirà il quadro delle prove. Solo dopo questo atto gli atenei potranno pubblicare i bandi, attesi tra giugno e luglio, con le prove di accesso in calendario nel periodo estivo. L'avvio dei corsi è previsto, sulla base dei cicli precedenti, tra settembre e ottobre, con conseguimento del titolo entro giugno 2027.
Attenzione, però, ai cosiddetti "bandi preventivi": alcune università potrebbero anticipare la pubblicazione rispetto al decreto, ma i numeri indicati non sono definitivi finché non interviene l'autorizzazione ministeriale.
Come funziona la selezione
Non esiste una procedura nazionale unica: la domanda va presentata alla singola università prescelta, secondo i termini del relativo bando. L'accesso prevede una prova preselettiva, una o più prove scritte e una prova orale; superata la selezione, si frequenta un corso di specializzazione da 60 CFU con tirocinio diretto e indiretto, lezioni e laboratori. Il titolo conseguito al termine ha pieno valore legale ed è coerente con il quadro dell'inclusione scolastica definito dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66.
Accanto al TFA ordinario restano attivi i percorsi abbreviati INDIRE del cosiddetto secondo ciclo, riservati in particolare ai docenti con tre anni di servizio sul sostegno e a chi ha conseguito la specializzazione all'estero in attesa di riconoscimento: questi percorsi dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2026.
Cosa devono fare ora gli aspiranti
In attesa del decreto, il consiglio per chi punta alla specializzazione è di monitorare i canali ufficiali del MUR e dei singoli atenei e di iniziare per tempo la preparazione alla prova preselettiva, che filtra l'accesso ammettendo allo scritto un numero limitato di candidati. Per gli idonei non ammessi del X ciclo, gli atenei sono invitati a prevedere l'ammissione in soprannumero, ma soltanto per i gradi effettivamente attivati nell'XI ciclo. La partita, per migliaia di aspiranti docenti di sostegno, si gioca dunque nelle prossime settimane.